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La storia delle case automobilistiche: MASERATI
STORIA E COSTUME: Maserati prima parte (1926-40)
(Ruoteclassiche novembre 2001 )

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CINQUE UOMINI E UN TRIDENTE

L'epopea Maserati
Carlo, Alfieri, Ernesto, Bindo ed Ettore sono figli di un ferroviere. Tutti con la passione delle auto da corsa. Mettono insieme telai Isotta e motori d'aereo, finché, 75 anni fa, esordiscono alla Targa Florio con una macchina tutta loro, la "26".

Alla Targa Florio del '26 una sconosciuta vettura con un motore "1500" a 8 cilindri con compressore vince la sua classe. La "Tipo 26", questo il nome della misteriosa macchina, è guidata da Alfieri Maserati e sul radiatore campeggia un logo che presto sarà famoso: il Tridente.

Inizia così l'avventura dei fratelli Maserati. Dei tanti figli di Rodolfo Maserati, ferroviere di Voghera, è il primogenito Carlo (classe 1881) a mostrare presto un interesse per la meccanica: già a fine '800 costruisce motori per velocipedi, entra poi alla Fiat per passare successivamente alla Bianchi e all'Isotta Fraschini. Qui favorisce l'assunzione dei fratelli Alfieri, Bindo ed Ettore. Corre in auto, ma nel 1910 muore.

Ne segue le orme Alfieri, che nel dicembre 1914 fonda a Bologna le Officine Alfieri Maserati. Dopo la Grande Guerra, a Milano, Alfieri avvia una fabbrica di candele per auto che poi trasferisce a Bologna, dove viene impiantata una nuova officina nei cui locali si assemblano auto da corsa unendo telai Isotta a motori di tipo aeronautico.

Nel '25 la svolta: i fratelli costruiscono una propria vettura, la "Tipo 26". La convincente prova alla Targa Florio attira i primi clienti. L'evoluzione della "Tipo 26" è la "Tipo 26 B", una "due litri" con compressore della potenza di circa 160 CV: il cambio è ora a quattro marce e la velocità sfiora i 210 orari. Nella Targa Florio del '27 la vettura esordisce con un terzo posto assoluto. Poco dopo, a Messina, Alfieri rimane gravemente ferito in un incidente.

Nel '28 vengono ultimati nuovi motori: un 8 cilindri di 2,5 litri da 185 CV per la "Tipo 26 M", un "8" di solo 1,1 litri da ben 100 CV per la "Tipo 26 C" e un formidabile V16 di 4 litri con oltre 280 CV per la "Tipo V4". Su questa vettura nel '29 Borzacchini batte a Cremona il record mondiale sui 10 km lanciati per la classe fino a cinque litri fissando la velocità media a 246 km/h. Le vetture del Tridente vincono il Reale Premio Roma, la corsa di Avellino, il Circuito del Montenero, il GP di Monza e il GP di Spagna.

La Crisi economica del '29 non risparmia la Maserati, ma l'azienda rimane in piedi, anche perché la "Tipo 26 M" attira l'attenzione di carrozzieri come Castagna e Zagato. Nel '31 la superiorità delle Alfa e delle Bugatti è schiacciante. Si abbandona l'8 cilindri di 1.1 litri e viene fatta debuttare la "Tipo 4 CTR" con motore a quattro cilindri di uguale cubatura. E' questa l'ultima creatura di Alfieri, che muore nel 1932.

I fratelli Ernesto, Ettore e Bindo costruiscono ancora vetture competitive, ma nel '37 cedono la maggioranza della società alla famiglia modenese Orsi. Nel '38 la Maserati rientra nei Gran Premi con la "Tipo 8 CTF". Nel '39 e nel '40 questa vettura vince la "500 Miglia" a Indianapolis, un'impresa che nessuna Casa italiana ha finora ripetuto. Nel '40 Villoresi vince la Targa Florio, ma la guerra incombe: la fabbrica viene trasferita da Bologna a Modena in viale Ciro Menotti.
(fine prima parte).


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