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VairanoRing | il blog di Carlo di Giusto

    Configurare è un'arte

    29.01.2016 | tag:

    Alzi la mano chi non si è mai perso negli incantevoli meandri dei configuratori online, anche solo per puro cazzeggio. L'attività di mettere insieme talvolta improbabili combinazioni, spesso costosissime, se la gioca alla pari con la consultazione compulsiva degli annunci di auto esotiche usate. Roba da malati di macchine, ma so che qui trovo terreno fertile, gente che (mi) capisce. Potete confessare liberamente, qui nessuno vi giudicherà.

    Quando poi si tratta di ordinare la macchina nuova, però, come agite? Io non ho mai compreso del tutto quelli che acquistano la macchina "in pronta consegna", così come l'ha scelta qualcun altro, se non per un fatto di pura necessità contingente (tempo e/o denaro, per intenderci).

    Un po' per l'entità dell'esborso, che è sempre impegnativo, e un po' per il fatto che non si cambia auto ogni due per tre, la configurazione della propria macchina dovrebbe essere sempre qualcosa di molto personale, individuale, tarato sui gusti e sulle preferenze di chi poi quell'automobile la dovrà usare per anni.

    E non è solo un fatto di piacere personale: chi sa di tenere la macchina per tanto tempo e di usarla tutti i giorni dovrebbe preoccuparsi anche di sceglierla a prova di futuro, cioè con quelle dotazioni che dovrebbero garantire un domani sia un utilizzo di durevole soddisfazione sia una maggior appetibilità sul mercato dell'usato. Il prezzo inevitabilmente sale, ma come dice un mio amico, "meglio soffrire un giorno - quando la si paga - e godere tutti gli altri"...

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Via Mazzocchi 2.0 | il blog del direttore Carlo Cavicchi

    Se io fossi in Peugeot uno così non me lo farei scappare

    29.09.2016 | tag:
    Se io fossi in Peugeot uno così non me lo farei scappare

    Da molti anni ho l’abitudine di chiacchierare con i tassisti per capire come vanno le auto che guidano. Si tratta di solito di piloti con esperienza e che percorrono molta strada. Pertanto possono informare senza interessi di parte sugli eventuali problemi dei vari modelli, cosa che a un giornalista di solito non è concesso, se non in occasione delle sempre più rare (e costosissime) prove di durata.
    Così mi sono molto divertito ad ascoltare un tassista bolognese che mi ha portato all’aeroporto per raggiungere Parigi e il Salone dell’Auto.
    Ebbene, se io fossi nella Peugeot uno così non me lo farei scappare: ce ne fossero dei venditori come lui nelle concessionarie. Era al volante di una 3008 posseduta per quattro anni e con alle spalle 170 mila km. Una vettura tenuta benissimo tanto che gli interni sembravano assolutamente nuovi e che lui, per ragioni fiscali, era costretto a lasciare per un modello nuovo: una Vw Touran.
    A sentire il tassista, mai aveva avuto per le mani un’auto capace di non dargli il minimo problema – zero, zero, zero – insisteva a sottolineare, alla cui guida non si stancava, comoda anche per i passeggeri, e con un bagagliaio che gli permetteva anche quattro persone a bordo oltre a lui con relativi bagagli ingombranti.
    “Ho guidato di tutto – ribadiva – ma mai nulla mi ha tanto soddisfatto”.
    A quel punto gli ho chiesto perché non ne avesse preso un’altra tanto più che la nuova ha appena ottenuto anche le 5 stelle Euro NCAP, e lui mi ha risposto: “ che l’avrebbe fatto volentieri ma che ha dovuto rinunciare all’idea perché la nuova 3008, pur molto bella, è troppo SUV, cioè troppo alta da terra. Per molti clienti anziani, spesso anche in cattive condizioni fisiche per cui debbono chiamare uno come me, questo è un problema, e anche la vera ragione perché le SUV in versione taxi sono rarissime”.
    Ho allora stabilito, una volta di più, che in ogni situazione ci possono essere dei limiti che anche noi, che per mestiere ci occupiamo di automobili dalla mattina alla sera, nemmeno ci immaginiamo. Ma al di là di questo la passione che questo guidatore trasmetteva mi ha veramente colpito. Non mi doveva vendere nulla: era semplicemente soddisfattissimo e dispiaciuto di privarsi di un mezzo che gli è entrato nel cuore. E mi ha aggiunto: “È sa quanto mi hanno dato per questa auto che a lei pare nuovissima e che peraltro è ancora perfetta? 5.500 Euro. Niente. E so già che la rivenderanno a 9 mila o 9.500…”. Le automobili, vivaddio, sono ancora oggetti di cui ci si può innamorare.

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AutoDifesa | il blog di Mario Rossi

    A.A., che per una violazione inesistente deve arrivare in Cassazione

    04.04.2016 | tag:

    Non c’è niente da fare. Ogni volta pensi che si sia raggiunto il limite, che non sia possibile imbattersi in una storia più assurda. E invece ogni volta, sistematicamente, l’asticella si alza, il limite viene superato, l’assurdità tocca nuovi record. Non ci credete? Tenetevi forte (vi avverto, è una storia un po’ lunga ma, secondo me, merita di essere letta).

    Il 7 luglio 2008 una macchina viene “beccata” da un autovelox gestito dalla Polizia provinciale di Bologna per aver superato il limite di velocità di oltre 10 ma non oltre 40 km/h. Qualche tempo dopo il relativo verbale, che prevede una sanzione di 148 euro più spese, è notificato al proprietario dell’auto, il signor A.A.. Che c’è di strano? Che il signor A.A. all’epoca del fatto non era proprietario dell’auto, avendola acquistata solo il 30 luglio 2008.

    In questi casi in un paese normale il comando di polizia, accertata la veridicità di quanto affermato, carte alla mano, da un cittadino, gli porge le proprie scuse e rinotifica il verbale all'effettivo responsbile.

    Invece, siccome siamo in Italia, il signor A.A. è “costretto” a fare ricorso al Giudice di pace. Il ricorso viene depositato il 7 settembre 2008 (l’udienza si terrà un anno e mezzo dopo, il 12 marzo 2010).

    Nel frattempo, l’8 novembre 2008, l’implacabile (e ineffabile) Polizia provinciale di Bologna accerta, sempre a carico del signor A.A., la violazione dell’articolo 126 bis, “per non aver comunicato le generalità del trasgressore” in relazione al verbale precedente.

    Ma come? Si chiede il signor A.A... Io non solo non ero proprietario dell’auto con cui è stata commessa la violazione, ma ho anche fatto ricorso… E la presentazione del ricorso, si sa, sospende il procedimento... Macché, la Polizia provinciale di Bologna se ne infischia.

    Il 12 marzo 2010 il ricorso del signor A.A. è ovviamente accolto. Non solo. Com'è giusto, il magistrato onorario condanna la Provincia di Bologna al pagamento delle spese di giudizio e per lite temeraria.

    Tutto bene? Figuriamoci. La Provincia decide, nientemeno, di presentare appello in tribunale. Evidentemente l’amministrazione felsinea ha tempo da perdere, soldi da spendere e, immaginiamo, prova un sottile piacere nel vessare un povero cittadino già ingiustamente multato.

    Incredibilmente il 7 giugno 2012 il Tribunale di Bologna accoglie l’appello, confermando la legittimità del verbale di violazione dell'articolo 126 bis. Meravigliosa la sentenza del giudice, secondo il quale essendo il signor A.A. proprietario dell'auto al momento della notifica del primo verbale (ma che c'entra la notifica?), pur avendo presentato ricorso, avrebbe comunque dovuto ottemperare all’invito dell’autorità facendo presente di non essere in grado di fornire i dati richiesti, avendo acquistato il veicolo in epoca successiva alla violazione “prodromica”. Insomma, secondo il giudice il signor A.A. dev'essere sanzionato per aver violato l'articolo 126 bis del Codice della strada, quello che obbliga il proprietario di un veicolo con cui sia stata commessa una violazione che prevede perdita di punti a comunicare al comando di polizia le generalità del trasgressore. Anche se il giorno della violazione non era proprietario del veicolo. Anche in pendenza di un ricorso. Meraviglioso!

    Il signor A.A. non ci sta e presenta ricorso per cassazione. La Suprema corte, con sentenza depositata il 24 febbraio 2016, gli dà nuovamente ragione, sottolineando come il tribunale abbia “erroneamente individuato il proprietario con riferimento al momento della notificazione della violazione principale e non, invece, a quello della commessa violazione, come invece avrebbe dovuto, "momento in cui, come sarebbe stato facile accertare per l'autorità procedente in base alla semplice consultazione dei registri pubblici, il A.A. non aveva ancora acquisito la proprietà del veicolo". Ovvio.

    Giustizia è fatta. La Suprema corte cassa la sentenza del tribunale e condanna la Provincia di Bologna, nel frattempo diventata Città metropolitana, al pagamento delle spese dei tre gradi di giudizio, quantificate in 1.600 euro.

    Non so voi, ma io penso che in un paese appena appena decente qualcuno prenderebbe provvedimenti nei confronti di quel funzionario dell’amministrazione provinciale che non solo ha vessato ferocemente un cittadino palesemente innocente, ma che ha fatto perdere ad altri funzionari il tempo di tre gradi di giudizio, ha fatto spendere all’amministrazione il costo di tre gradi di giudizio e ha fatto condannare la provincia, pardon la Città metropolitana, al pagamento delle spese sostenute dal signor A.A. e dall'amministrazione giudiziaria per tre gradi di giudizio.