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VairanoRing | il blog di Carlo di Giusto

    Configurare è un'arte

    29.01.2016 | tag:

    Alzi la mano chi non si è mai perso negli incantevoli meandri dei configuratori online, anche solo per puro cazzeggio. L'attività di mettere insieme talvolta improbabili combinazioni, spesso costosissime, se la gioca alla pari con la consultazione compulsiva degli annunci di auto esotiche usate. Roba da malati di macchine, ma so che qui trovo terreno fertile, gente che (mi) capisce. Potete confessare liberamente, qui nessuno vi giudicherà.

    Quando poi si tratta di ordinare la macchina nuova, però, come agite? Io non ho mai compreso del tutto quelli che acquistano la macchina "in pronta consegna", così come l'ha scelta qualcun altro, se non per un fatto di pura necessità contingente (tempo e/o denaro, per intenderci).

    Un po' per l'entità dell'esborso, che è sempre impegnativo, e un po' per il fatto che non si cambia auto ogni due per tre, la configurazione della propria macchina dovrebbe essere sempre qualcosa di molto personale, individuale, tarato sui gusti e sulle preferenze di chi poi quell'automobile la dovrà usare per anni.

    E non è solo un fatto di piacere personale: chi sa di tenere la macchina per tanto tempo e di usarla tutti i giorni dovrebbe preoccuparsi anche di sceglierla a prova di futuro, cioè con quelle dotazioni che dovrebbero garantire un domani sia un utilizzo di durevole soddisfazione sia una maggior appetibilità sul mercato dell'usato. Il prezzo inevitabilmente sale, ma come dice un mio amico, "meglio soffrire un giorno - quando la si paga - e godere tutti gli altri"...

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Via Mazzocchi 2.0 | il blog del direttore Carlo Cavicchi

    Spegnete quella luce, please

    07.12.2016 | tag:

    Ebbene sì, macino molti, troppi, chilometri in autostrada e ogni anno ritrovo gli stessi problemi, quasi che si davvero impossibile venirne a capo. La nebbia, per esempio: si è tanto ridotta anche in quelle parti del nord Italia dove è sempre stata di casa. Ma mica può sparire del tutto.
    Così ogni tanto si ripresenta, a volte davvero molto fitta e più spesso appena accennata oppure a banchi. Ecco, in quel momento mi ritrovo davanti troppi guidatori che accendono i fari antinebbia (anche andando a 100 all’ora o ancora di più, quando cioè la luce bassa che illumina pochi metri davanti all’auto diventa un fastidio invece che un aiuto perché oscura la visuale lontana) e soprattutto si dimenticano di spegnere la luce posteriore rossa non appena la nebbia sparisce. Così chi segue si trova a percorrere ore alla guida tormentato dal semaforo della vettura davanti che perfora il cervello e non è di nessun aiuto né per chi precede né per chi sta dietro.
    Insomma, quello che dovrebbe essere (e lo è in condizioni adeguate) un grosso aiuto alla sicurezza diventa un fastidio, e alla lunga un pericolo, perché ipnotizza ed acceca chi è costretto a stare al passo, oppure a sfilare, vetture dentro le quali i rispettivi guidatori per nulla s’interessano della loro inutile fonte di luce posteriore.
    Ovviamente chi è costantemente sgarbato con il prossimo non verrà mai sanzionato per questo, sarebbe troppo facile, pertanto ogni volta finisco con l’augurargli di stare lui per ore in colonne dietro ad un altro conducente maleducato quanto lui, ma so che non succederà perché in troppi casi lui sarà un guidatore occasionale, uno che fa poca strada, oppure uno che stando dietro nemmeno capirebbe perché disattento alla visuale e quindi poco infastidito.
    Soluzioni? Non ne trovo, però vado giù di testa e mi trovo costretto a sognare l’auto che guida da sola perché a perdere la vista sarebbe lei e non io, e perché in quel nuovo mondo dove presto cadremo, l’auto davanti non sarebbe così inutilmente scorretta verso il prossimo.

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AutoDifesa | il blog di Mario Rossi

    "Vista e piaciuta": vale solo per ciò che si vede

    01.12.2016 | tag:

    Alzi la mano chi non ha mai letto, in un annuncio di un’auto usata, la clausola “vista e piaciuta”. Ancor oggi non è infrequente, su internet, imbattersi in una formula che, nelle intenzioni del venditore, dovrebbe consentirgli di sfuggire alle responsabilità che gli pone in capo il Codice del consumo (e il Codice civile). Cioè l’applicazione della garanzia.

    In effetti “anche nei casi di vendita di beni usati (quale una autovettura usata) i contraenti, nell’ambito della loro autonomia contrattuale, possono derogare alla disciplina legale della garanzia per vizi della cosa venduta, con l’inserimento nel contratto di apposita clausola, ammessa dall’articolo 1490, comma 11 del Codice civile e debitamente approvata per iscritto ex articolo 1341 comma 2 del Codice civile”. Lo ricorda, in una recente sentenza, la Cassazione (sez. VI civile 2, sentenza 14 giugno-19 ottobre 2016 n. 21204), chiamata a esprimersi su una controversia attorno alla vendita di un’auto usata.

    Fin qui, in teoria, nulla di nuovo. La novità è che la suprema corte distingue, nella motivazione della sentenza, tra rinuncia in toto, e quindi anche per i vizi occulti, e rinuncia limitata “ai vizi agevolmente riscontrabili dall’acquirente”. Scrivono i giudici con l’ermellino che “la clausola non può riferirsi ai vizi occulti, che si manifestano cioè soltanto dopo l’uso del bene compravenduto. Né potrebbe essere diversamente, giacché la espressione “vista” inequivocabilmente allude solo ai vizi agevolmente riscontrabili dall’acquirente a primo esame”.

    Insomma, semplificando al massimo la clausola “vista e piaciuta” può “valere”, appunto, solo per ciò che si vede: “sarebbe incongruo”, sottolinea la suprema corte, “ritenere che quella clausola possa sollevare il venditore dalla garanzia per i vizi occulti”.

    La conseguenza? “Il venditore di vettura usata è tenuto alla garanzia per i vizi occulti anche se la vendita sia avvenuta “nello stato come vista e piaciuta” e, ciò, a prescindere dal fatto che la presenza di essi non sia imputabile al venditore". Più chiaro di così...