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VairanoRing | il blog di Carlo di Giusto

    Configurare è un'arte

    29.01.2016 | tag:

    Alzi la mano chi non si è mai perso negli incantevoli meandri dei configuratori online, anche solo per puro cazzeggio. L'attività di mettere insieme talvolta improbabili combinazioni, spesso costosissime, se la gioca alla pari con la consultazione compulsiva degli annunci di auto esotiche usate. Roba da malati di macchine, ma so che qui trovo terreno fertile, gente che (mi) capisce. Potete confessare liberamente, qui nessuno vi giudicherà.

    Quando poi si tratta di ordinare la macchina nuova, però, come agite? Io non ho mai compreso del tutto quelli che acquistano la macchina "in pronta consegna", così come l'ha scelta qualcun altro, se non per un fatto di pura necessità contingente (tempo e/o denaro, per intenderci).

    Un po' per l'entità dell'esborso, che è sempre impegnativo, e un po' per il fatto che non si cambia auto ogni due per tre, la configurazione della propria macchina dovrebbe essere sempre qualcosa di molto personale, individuale, tarato sui gusti e sulle preferenze di chi poi quell'automobile la dovrà usare per anni.

    E non è solo un fatto di piacere personale: chi sa di tenere la macchina per tanto tempo e di usarla tutti i giorni dovrebbe preoccuparsi anche di sceglierla a prova di futuro, cioè con quelle dotazioni che dovrebbero garantire un domani sia un utilizzo di durevole soddisfazione sia una maggior appetibilità sul mercato dell'usato. Il prezzo inevitabilmente sale, ma come dice un mio amico, "meglio soffrire un giorno - quando la si paga - e godere tutti gli altri"...

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Via Mazzocchi 2.0 | il blog del direttore Carlo Cavicchi

    Pedoni e telefonino. Un libro ci apre gli occhi

    21.07.2016 | tag:

    Uno dice: sono ragazzi. Purtroppo è vero, sono giovani e spesso sono anche pedoni distratti. Secondo le statistiche più recenti l’86% degli adulti nella fascia compresa tra i 18 e i 24 anni ammette di usare il telefono mentre attraversa la strada. Un pericolo e pure una costante. Mi ripasso alcuni estratti d’agenzia degli ultimi tre mesi.

    “Attraversava i binari con la musica in cuffia e non si è accorta del Frecciarossa che arrivava. E’ morta così, a Milano, Lisa Digrisolo, 19 anni, studentessa e aspirante modella travolta e uccisa dal Torino-Napoli 9513”.

    “Antonina Chapkina, ballerina alla Scala di 26enne russa, mentre parlava al telefonino è stata travolta dal tram che transitava in piazza Duca D’Aosta, il piazzale antistante la Stazione Centrale di Milano, ed è ricoverata in gravi condizioni all’ospedale Niguarda, nel capoluogo lombardo”.

    “A Fuscaldo, nel Cosentino, Maria Francesca Inverso, 15 anni, insieme ad altre amiche, stava cambiando marciapiede in stazione senza usare il sottopasso. Ha rallentato per parlare al cellulare. Lo spostamento d’aria di un intercity in transito l’ha risucchiata e lei ha perso la vita”.

    Queste non sono notizie qualunque, ma fanno parte di un bollettino di guerra, perché non sono gli unici casi, ma una selezione veloce di tragedie sicuramente evitabili. Il collega di Repubblica, Vincenzo Borgomeo, nel suo ultimo libro “La forza delle idee” tutto incentrato sulla sicurezza sulle strade, dedica al riguardo un intero capitolo ricco di numeri che mettono angoscia, partendo da un dato per nulla rassicurante: dopo anni in cui il circolo virtuoso della diminuzione degli incidenti ha tenuto banco, adesso si è interrotto e occorre intervenire.
    Borgomeo nella sua disamina attraversa a tutto tondo la scena quotidiana, e ne ha giustamente per tutti, gli automobilisti, i motociclisti, i ciclisti e i pedoni ma anche le norme del Codice della Strada e le spesso infelici installazioni segnaletiche, gli amministratori locali colpevoli e le pericolosissime gite scolastiche, gli autotrasportatori e le apnee notturne. Non è un manuale allegro, ma è un utile strumento di riflessione che si può scaricare gratuitamente dal sito www.laforzadelleidee.com . Dopo che lo si è scorso, o meglio ancora letto attentamente, i casi sono due: si cambia modo di mettersi per strada oppure si continua come prima, facendosi del male e facendo del male al prossimo.

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AutoDifesa | il blog di Mario Rossi

    A.A., che per una violazione inesistente deve arrivare in Cassazione

    04.04.2016 | tag:

    Non c’è niente da fare. Ogni volta pensi che si sia raggiunto il limite, che non sia possibile imbattersi in una storia più assurda. E invece ogni volta, sistematicamente, l’asticella si alza, il limite viene superato, l’assurdità tocca nuovi record. Non ci credete? Tenetevi forte (vi avverto, è una storia un po’ lunga ma, secondo me, merita di essere letta).

    Il 7 luglio 2008 una macchina viene “beccata” da un autovelox gestito dalla Polizia provinciale di Bologna per aver superato il limite di velocità di oltre 10 ma non oltre 40 km/h. Qualche tempo dopo il relativo verbale, che prevede una sanzione di 148 euro più spese, è notificato al proprietario dell’auto, il signor A.A.. Che c’è di strano? Che il signor A.A. all’epoca del fatto non era proprietario dell’auto, avendola acquistata solo il 30 luglio 2008.

    In questi casi in un paese normale il comando di polizia, accertata la veridicità di quanto affermato, carte alla mano, da un cittadino, gli porge le proprie scuse e rinotifica il verbale all'effettivo responsbile.

    Invece, siccome siamo in Italia, il signor A.A. è “costretto” a fare ricorso al Giudice di pace. Il ricorso viene depositato il 7 settembre 2008 (l’udienza si terrà un anno e mezzo dopo, il 12 marzo 2010).

    Nel frattempo, l’8 novembre 2008, l’implacabile (e ineffabile) Polizia provinciale di Bologna accerta, sempre a carico del signor A.A., la violazione dell’articolo 126 bis, “per non aver comunicato le generalità del trasgressore” in relazione al verbale precedente.

    Ma come? Si chiede il signor A.A... Io non solo non ero proprietario dell’auto con cui è stata commessa la violazione, ma ho anche fatto ricorso… E la presentazione del ricorso, si sa, sospende il procedimento... Macché, la Polizia provinciale di Bologna se ne infischia.

    Il 12 marzo 2010 il ricorso del signor A.A. è ovviamente accolto. Non solo. Com'è giusto, il magistrato onorario condanna la Provincia di Bologna al pagamento delle spese di giudizio e per lite temeraria.

    Tutto bene? Figuriamoci. La Provincia decide, nientemeno, di presentare appello in tribunale. Evidentemente l’amministrazione felsinea ha tempo da perdere, soldi da spendere e, immaginiamo, prova un sottile piacere nel vessare un povero cittadino già ingiustamente multato.

    Incredibilmente il 7 giugno 2012 il Tribunale di Bologna accoglie l’appello, confermando la legittimità del verbale di violazione dell'articolo 126 bis. Meravigliosa la sentenza del giudice, secondo il quale essendo il signor A.A. proprietario dell'auto al momento della notifica del primo verbale (ma che c'entra la notifica?), pur avendo presentato ricorso, avrebbe comunque dovuto ottemperare all’invito dell’autorità facendo presente di non essere in grado di fornire i dati richiesti, avendo acquistato il veicolo in epoca successiva alla violazione “prodromica”. Insomma, secondo il giudice il signor A.A. dev'essere sanzionato per aver violato l'articolo 126 bis del Codice della strada, quello che obbliga il proprietario di un veicolo con cui sia stata commessa una violazione che prevede perdita di punti a comunicare al comando di polizia le generalità del trasgressore. Anche se il giorno della violazione non era proprietario del veicolo. Anche in pendenza di un ricorso. Meraviglioso!

    Il signor A.A. non ci sta e presenta ricorso per cassazione. La Suprema corte, con sentenza depositata il 24 febbraio 2016, gli dà nuovamente ragione, sottolineando come il tribunale abbia “erroneamente individuato il proprietario con riferimento al momento della notificazione della violazione principale e non, invece, a quello della commessa violazione, come invece avrebbe dovuto, "momento in cui, come sarebbe stato facile accertare per l'autorità procedente in base alla semplice consultazione dei registri pubblici, il A.A. non aveva ancora acquisito la proprietà del veicolo". Ovvio.

    Giustizia è fatta. La Suprema corte cassa la sentenza del tribunale e condanna la Provincia di Bologna, nel frattempo diventata Città metropolitana, al pagamento delle spese dei tre gradi di giudizio, quantificate in 1.600 euro.

    Non so voi, ma io penso che in un paese appena appena decente qualcuno prenderebbe provvedimenti nei confronti di quel funzionario dell’amministrazione provinciale che non solo ha vessato ferocemente un cittadino palesemente innocente, ma che ha fatto perdere ad altri funzionari il tempo di tre gradi di giudizio, ha fatto spendere all’amministrazione il costo di tre gradi di giudizio e ha fatto condannare la provincia, pardon la Città metropolitana, al pagamento delle spese sostenute dal signor A.A. e dall'amministrazione giudiziaria per tre gradi di giudizio.