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VairanoRing | il blog di Carlo di Giusto

    Configurare è un'arte

    29.01.2016 | tag:

    Alzi la mano chi non si è mai perso negli incantevoli meandri dei configuratori online, anche solo per puro cazzeggio. L'attività di mettere insieme talvolta improbabili combinazioni, spesso costosissime, se la gioca alla pari con la consultazione compulsiva degli annunci di auto esotiche usate. Roba da malati di macchine, ma so che qui trovo terreno fertile, gente che (mi) capisce. Potete confessare liberamente, qui nessuno vi giudicherà.

    Quando poi si tratta di ordinare la macchina nuova, però, come agite? Io non ho mai compreso del tutto quelli che acquistano la macchina "in pronta consegna", così come l'ha scelta qualcun altro, se non per un fatto di pura necessità contingente (tempo e/o denaro, per intenderci).

    Un po' per l'entità dell'esborso, che è sempre impegnativo, e un po' per il fatto che non si cambia auto ogni due per tre, la configurazione della propria macchina dovrebbe essere sempre qualcosa di molto personale, individuale, tarato sui gusti e sulle preferenze di chi poi quell'automobile la dovrà usare per anni.

    E non è solo un fatto di piacere personale: chi sa di tenere la macchina per tanto tempo e di usarla tutti i giorni dovrebbe preoccuparsi anche di sceglierla a prova di futuro, cioè con quelle dotazioni che dovrebbero garantire un domani sia un utilizzo di durevole soddisfazione sia una maggior appetibilità sul mercato dell'usato. Il prezzo inevitabilmente sale, ma come dice un mio amico, "meglio soffrire un giorno - quando la si paga - e godere tutti gli altri"...

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Via Mazzocchi 2.0 | il blog del direttore Carlo Cavicchi

    Vi mancano i fari a scomparsa di un tempo?

    19.04.2017 | tag:

    Nei giorni scorsi ho ricevuto una accorata mail di un attento e appassionato architetto torinese dove, in una sintesi un po’ brutale, mi chiedeva quanto segue:
    Gli anni 70, ma soprattutto gli 80′, sono stati per quanto mi riguarda i più fertili in tema di contenuti automobilistici e affini (inventiva, stile, produzione, ricerca, corse, piloti, vicende, nascita di miti, ecc.), ma tra questi ciò che mi ha sempre suscitato un forte interesse era la soluzione tecnica dei fari a scomparsa che popolavano numerosissime auto di quel periodo, e non solo sportive. Ricordo tra le tante la TR7, l’F40 e la prima Miata, come auto con un fascino altissimo, ma che diventava irresistibile soprattutto al calar della luce naturale, per via del fatto che necessitava l’apertura dei fari a scomparsa. Ora tutto ciò, a mia conoscenza, è svanito sulle nuove auto: immagino che le normative stringenti sugli urti dei pedoni, l’efficientamento aerodinamico e la presenza di corpi illuminanti (bi-xeno o Full Led) che ormai rappresentano loro stessi il design delle vetture, ha messo in “naftalina” l’utilizzo di questa soluzione tecnica che mi ha sempre fatto battere il cuore”.
    In effetti, per le ragione sopra scritte, i fari a scomparsa sono spariti dal panorama automobilistico. Io ricordo che all’epoca il mondo dei designer si divideva in due partiti ben distinti: quelli che li amavano con una passione persino esagerata e quelli che li detestavano.
    Voi da che parte state? Li rimpiangete? Li rivorreste magari con soluzioni tecnologiche adeguate ai tempi, o preferite gli occhioni allungati che vanno per la maggiore adesso, oppure ancora adorate quelli quasi invisibili e inseriti nelle pieghe della carrozzeria ma capaci di sparare la luce a un chilometro di distanza?

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AutoDifesa | il blog di Mario Rossi

    1,1 miliardi in revisioni. Ecco dove finiscono

    11.04.2017 | tag:

    Nel 2016 gli italiani hanno speso 1,1 miliardi di euro in revisioni. Al netto, ovviamente, delle eventuali spese di officina preliminari al controllo tecnico. E al netto di eventuali "provvigioni" alle officine non autorizzate ma che si "convenzionano" con un centro revisioni ed effettuano il servizio di intermediazione, diciamo così, per conto dei propri clienti.

    In base ai dati forniti a Quattroruote dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, l’anno scorso sono state effettuate complessivamente, in Italia, 16.743.341 operazioni. Di queste, 15.799.179 si sono svolte in centri revisione privati, altre 944 mila negli uffici provinciali della Motorizzazione civile. Moltiplicando questi numeri per le rispettive tariffe (45 euro in Motorizzazione, 66,88 nei centri privati) si arriva, appunto, a 1,1 miliardi.

    Di questa cifra, il grosso, quasi 711 milioni, è finito ai circa 8.400 centri autorizzati (in media più di 84 mila euro per ciascun centro) e 23,1 milioni a Poste Italiane come corrispettivo dei versamenti postali. Il resto è finito nelle casse dello stato: quasi 161,5 milioni al ministero dell’Economia sotto forma di imposta sul valore aggiunto (sulla tariffa e sul versamento postale), poco più di 161 milioni al ministero delle Infrastrutture e dei trasporti sotto forma di diritti motorizzazione (il famoso versamento di 10,20 euro sul conto corrente postale 9001). Ecco il dettaglio:

     

     

    Importo unitario

    N° operazioni

    Importo totale

    Tariffa centri revisione

    45,00

    15.799.179

    710.963.055,00

    IVA 22% sulla​ ​tariffa​

    9,90

    15.799.179

    156.411.872,10

    Diritti motorizzazione

    10,20

    15.799.179

    161.151.625,80

    Versamento postale

    1,46

    15.799.179

    23.066.801,34

    Iva 22% sul versamento postale

    0,32

    15.799.179

    5.055.737,28

    Totale centri revisione

    66,88

    15.799.179

    1.056.649.091,52

    Totale motorizzazione

    45,00

    944.162

    42.487.290,00

    TOTALE REVISIONI

     

    16.743.341

    1.099.136.381,52