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VairanoRing | il blog di Carlo di Giusto

    Configurare è un'arte

    29.01.2016 | tag:

    Alzi la mano chi non si è mai perso negli incantevoli meandri dei configuratori online, anche solo per puro cazzeggio. L'attività di mettere insieme talvolta improbabili combinazioni, spesso costosissime, se la gioca alla pari con la consultazione compulsiva degli annunci di auto esotiche usate. Roba da malati di macchine, ma so che qui trovo terreno fertile, gente che (mi) capisce. Potete confessare liberamente, qui nessuno vi giudicherà.

    Quando poi si tratta di ordinare la macchina nuova, però, come agite? Io non ho mai compreso del tutto quelli che acquistano la macchina "in pronta consegna", così come l'ha scelta qualcun altro, se non per un fatto di pura necessità contingente (tempo e/o denaro, per intenderci).

    Un po' per l'entità dell'esborso, che è sempre impegnativo, e un po' per il fatto che non si cambia auto ogni due per tre, la configurazione della propria macchina dovrebbe essere sempre qualcosa di molto personale, individuale, tarato sui gusti e sulle preferenze di chi poi quell'automobile la dovrà usare per anni.

    E non è solo un fatto di piacere personale: chi sa di tenere la macchina per tanto tempo e di usarla tutti i giorni dovrebbe preoccuparsi anche di sceglierla a prova di futuro, cioè con quelle dotazioni che dovrebbero garantire un domani sia un utilizzo di durevole soddisfazione sia una maggior appetibilità sul mercato dell'usato. Il prezzo inevitabilmente sale, ma come dice un mio amico, "meglio soffrire un giorno - quando la si paga - e godere tutti gli altri"...

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Via Mazzocchi 2.0 | il blog del direttore Carlo Cavicchi

    Se l’uso del telefonino diventa una scusante e non un’aggravante

    27.06.2017 | tag:

    Ha fatto molto scalpore la notizia del tragico incidente che nei giorni scorsi ha coinvolto l’attore Domenico Diele. Come è noto, Diele ha investito e ucciso una 48enne nei pressi dell’uscita autostradale di Montecorvino Pugliano, nel Salernitano. Un tipico caso di omicidio stradale in quanto, subito dopo l’incidente, il conducente è stato portato all’ospedale di Salerno per gli accertamenti di rito ed è risultato positivo sia ai cannabinoidi che agli oppiacei. È anche emerso che Diele non potesse guidare, in quanto la sua patente era stata sospesa per un precedente problema di utilizzo di stupefacenti.
    Una situazione come peggiore non potrebbe essere perché già girare senza patente è vietato, e poi per l’uso (l’abuso si potrebbe dire) di sostanze stupefacenti, peraltro ammesse subito dopo dallo stesso Diele: «Sono eroinomane, chiedo perdono». Ma quello che è peggio che l’investitore ha aggiunto come una sorta di giustificazione «Mi sono distratto con il telefonino. È stato un incidente non un omicidio».
    Eccoci al punto, ormai armeggiare con il telefonino in auto viene considerato quasi inevitabile, anziché pericoloso e da schivare assolutamente. E pertanto viene usato come scusante quando invece è una vera aggravante, peraltro con una sorta di comprensione da parte di molti, anzi di troppi.

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AutoDifesa | il blog di Mario Rossi

    Targhe: in Svizzera ci fanno i soldi, da noi mancano

    22.06.2017 | tag:

    Qualche tempo fa un collega della redazione di Quattroruote mi ha segnalato questa notizia proveniente dal Canton Ticino. In pratica, nella vicina (alla nostra redazione) Svizzera, anche le targhe sono un piccolo business. E non per i privati, ma per le autorità pubbliche, che hanno trovato il modo di sfruttare le umane debolezze automobilistiche degli appassionati. Come quello che per aggiudicarsi l’ambitissima targa “TI 9” ha sborsato ben 80 mila franchi, l’equivalente di circa 74 mila euro. O quello che nel 2011 ne tirò fuori ben 135 mila (125 mila euro) per mettere le mani sull'ambitissima TI 10.

    Francamente dubito che in Italia si possano raggiungere simili cifre, però sono convinto che quello delle targhe potrebbe diventare un piccolo business anche da noi. Per il Poligrafico dello Stato, che le produce nel suo stabilimento di Foggia, e per la Motorizzazione civile, che le distribuisce attraverso i suoi uffici provinciali. Basti pensare agli appassionati di auto d’epoca reimmatricolate, disposti ad acquistare targhe farlocche (c’è chi le fa) ma coerenti, dal punto di vista estetico, con l’anno di prima immatricolazione della vettura, per esempio le quadrotte a sfondo nero prodotte fino al 1976 o quelle con la sigla provinciale arancione, distribuite dal 1976 al 1985, da esibire in occasioni di raduni. Basterebbe solo che la nostra pubblica amministrazione (e il nostro legislatore) pensasse e agisse un po’ più da imprenditore.

    E invece nell'ex Bel Paese, sempre a proposito di targhe, è inattuata da ben 14 anni la norma (articolo 100, comma 8 del Codice della strada) che consente di scegliere la numerazione di proprio gradimento, rispettando la sequenza due lettere-tre numeri-due lettere. Lo stesso Paese in cui, quasi ogni anno, si ripete il misterioso fenomeno della carenza di targhe. E' l'Italia, bellezza...