Acquistare a rate
A ognuno la sua formula
Acquistare l’auto (specie se usata) a rate non è più una cosa da poveri, ma la scelta di un consumatore consapevole che non vuole disinvestire una somma importante ma preferisce dilazionare la spesa nel tempo. Detta così, più che la descrizione di un mercato che sta sensibilmente cambiando, sembrerebbe il classico eufemismo per indorare la pillola. Eppure il modo di acquistare le vetture sta mutando in maniera abbastanza veloce. Già da tempo i clienti professionali si rivolgono a forme di disponibilità dell’auto alternative alla proprietà, come il leasing e il noleggio a breve o lungo termine.
Formule interessanti per chi detrae fiscalmente parte dei costi, ma che per il privato non sono appetibili proprio per l’aggravio che comportano rispetto all’acquisto. Torna così in auge il credito al consumo, come tecnicamente si definisce il finanziamento di importo tra 154,94 e 30.987,41 euro (i valori corrispondono rispettivamente a 300.000 e 60.000.000 delle vecchie lire) destinato alle persone consumatrici (quindi finalizzato all’acquisto di un bene), che permette l’acquisto rateale. Le quote di mercato di questa forma di acquisto sono in costante crescita da diversianni. Nei primi tre mesi del 2006 il credito al consumo per l’acquisto di auto e moto ha registrato 501.503 operazioni per un totale di oltre 5,50 miliardi di euro, di cui 139.531 (per oltre 1,28 miliardi) relative ad auto usate. Quest’ultima cifra rappresenta una crescita del 9,1% rispetto allo stesso periodo del 2005. Dal canto suo il 2005 aveva registrato globalmente 1.915.504 operazioni di finanziamento per 20,18 milardi, di cui 540.890 (per 4,77 miliardi) relativi ad auto usate (dati Assofin). Sono le mutate condizioni economiche degli ultimi anni, positive o negative che siano.
Tra le prime, la maggiore stabilità della moneta, che riduce i tassi di interesse e quindi il divario tra il costo reale di un acquisto a rate e uno in contanti. Spesso, infatti, l’acquisto a rate permette al cliente di mantenere un investimento già in atto, i cui interressi possono almeno parzialmente compensare quelli che dovrà versare a chi gli ha erogato il credito. Nella seconda serie di cause c’è invece l’incertezza economica, che porta il consumatore a ridurre sensibilmente gli acquisti, specie quelli di beni durevoli ma sottoposti alla svalutazione come appunto l’auto.
L’interesse verso il credito al consumo porta con sé un grande dinamismo dell’offerta, con positivi effetti sui costi. Un altro dato positivo è la costante riduzione globale delle insolvenze, siano esse leggere (clienti in ritardo fino a due rate) o gravi (da tre a cinque) e delle sofferenze (ritardi superiori alle sei rate), che riduce il rischio di chi eroga il prestito e quindi il costo del denaro. Il quadro della situazione italiana odierna è quindi simile a quello dei paesi più evoluti dell’Unione Europea, dove il credito al consumo è diffuso e consolidato da molto tempo.

Ciao a tutti! Sono in procinto di cambiare auto e mi stò guardando intorno a chi mi può fare il finanziamento migliore per l'acquisto della macchina! ma purtroppo sia banche che finanziarie hanno tutte un tasso che varia dal 7.15 all' 8.30 e se uno fà i conti anche se il concessionario ti fà un bello sconto te lo mangi tutto nel pagare gli interessi.. fare tassi più bassi magari!!!