COMPRARE IN CONCESSIONARIA

Il bello di acquistare l'auto presso una concessionaria o un rivenditore è che, in genere, grazie al filtro dell'operatore professionale si riescono a evitare gli esemplari più sfruttati, i classici "bidoni". A loro tocca infatti l'obbligo di fornire una garanzia valida almeno un anno : ne consegue l'interesse a vendere esemplari nelle migliori condizioni possibili, per evitare contenziosi e riparazioni. Questa imposizione, da un lato costringe i commercianti a operare una selezione qualitativa dell'usato, ma dall'altro li obbliga anche a sostenere i costi della copertura e di eventuali interventi: ne derivano prezzi spesso superiori a quelli richiesti per gli stessi modelli da parte dei privati.

La tranquillità ha il suo prezzo. Vale comunque la pena rivolgersi ai professionisti del settore? In genere, sì: l'incognita relativa ai possibili guasti e ai conseguenti oneri per le riparazioni, insieme all'anno di tempo disponibile per scoprire possibili difetti della vettura, rende accettabile l'esborso supplementare. In sintesi, acquistare da un professionista significa correre meno rischi. Ma non è il caso di abbassare troppo la guardia.

GARANZIA: IL MINIMO È UN ANNO

Il codice del consumo parla chiaro: sulle vetture usate,
 la garanzia legale che il venditore deve obbligatoriamente offrire è di 24 mesi, che possono essere ridotti
 a 12 previo un accordo tra le parti. L'acquirente ha due mesi di tempo per denunciare il difetto, dal giorno in cui lo scopre: la copertura si prolunga di conseguenza ed è valida a partire dal giorno della consegna, non da quello del trapasso. Il concetto della garanzia è quello di conformità, cioè la vettura dev'essere conforme 
alla descrizione e alle caratteristiche illustrate dal venditore, che sono state motivazioni all'acquisto. In altre parole, se vi vendono un'auto con 100.000 chilometri e, dopo qualche mese, cede la frizione, l'avaria è compatibile con lo stato d'uso 
della vettura: il venditore può rifiutare la riparazione o chiedere un contributo alla spesa. Viceversa, qualora la rottura non sia compatibile con le condizioni dell'auto, è possibile chiedere il ripristino, anche se 
il pezzo è soggetto a normale usura.

Il lato oscuro della garanzia. La garanzia, tuttavia, resta una delle maggiori cause di contenzioso tra commercianti e compratori. E questo, nonostante i precisi ambiti di operatività che la legge stabilisce. Talvolta, infatti, il venditore, interpreta alcune regole a proprio vantaggio. Per esempio, nella gestione delle cosiddette "garanzie assicurative" che prevedono, di solito, esclusioni o massimali di spesa per singoli interventi oppure cumulativi (significa che, durante il periodo di copertura, l’importo complessivo delle riparazioni non può superare una certa soglia). Queste garanzie tutelano il venditore nei confronti dell'acquirente e non viceversa: così, chi compra può trovarsi nella difficile situazione di dover chiedere la differenza con la maggior spesa sostenuta direttamente al professionista. Inoltre, il venditore può ripristinare l'auto che vi ha venduto utilizzando ricambi alternativi o addirittura usati (esclusi quelli riguardanti la sicurezza). E qualora sia costretto a usarne di nuovi, potrebbe chiedervi un legittimo contributo alla spesa. Infine, una garanzia assicurativa può prevedere una franchigia a carico del cliente per ogni riparazione. Insomma, informarsi bene sulle effettive condizioni di copertura è essenziale.

TRE REGOLE PER COMPRARE BENE

Anche l'acquisto di un'auto d'occasione da un professionista impone qualche cautela.

La reputazione. Il primo consiglio è quello di dedicare un po' di tempo a ricerche sulla reputazione del venditore: si tratta di un operatore nuovo o di qualcuno che è già sul mercato da anni? Di un concessionario o di un salonista multimarca? Ed è mai stato segnalato in qualche forum su internet per delle presunte scorrettezze? Oppure gode di una fama di affidabilità e cortesia? Trovare questo genere d'informazioni aiuta anche a scongiurare il pericolo peggiore per un compratore: il fallimento dell'azienda a caparra (o, peggio, a saldo) già versata.

L'acconto. Una seconda regola fondamentale impone il versamento dell'acconto solamente dopo un esame approfondito dell'auto, comprensivo dell'irrinunciabile giro di prova, e dei suoi documenti. Carta di circolazione, certificato di proprietà, libretto dei tagliandi e fatture di manutenzione e riparazione sono da passare al microscopio. Vanno evitati gli anticipi di denaro per vetture prenotate o "in arrivo".

Il finanziamento. Terzo suggerimento: valutate con attenzione il costo dell'eventuale finanziamento, se vi viene proposto, tenendo conto soprattutto del Taeg (Tasso annuo effettivo globale). Qualche volta l'operazione può risultare poco conveniente, se si considerano gli interessi da pagare.