AUTOVETTURE E MOTO FINO A 350 CC

Società/imprese individuali - Acquisto - Iva.


Art. 19-BIS 1, DPR 26 ottobre 1972, n. 633

ESCLUSIONE O RIDUZIONE DELLA DETRAZIONE PER ALCUNI BENI E SERVIZI

In deroga alle disposizioni di cui all'articolo 19:

a) l'imposta relativa all'acquisto o all'impor­tazione di aeromobili e dei relativi componenti e ricambi è ammessa in detrazione se i beni formano oggetto dell'attività propria dell'impresa o sono de­stinati ad essere esclusivamente utilizzati come stru­mentali nell'attività propria dell'impresa ed è in ogni caso esclusa per gli esercenti arti e professioni;

b) l’imposta relativa all'acquisto o all'impor­tazione dei beni elencati nell'allegata tabella B (motocicli per uso privato con motore di cilindrata superiore a 350 cc. n.d.r.) e delle navi e imbarcazioni da diporto nonché dei relativi componenti e ricambi è ammessa in detra­zione soltanto se i beni formano oggetto dell'attivi­tà propria dell'impresa ed è in ogni caso esclusa per gli esercenti arti e professioni;

c) l'imposta relativa all'acquisto o all'importazione di veicoli stradali a motore, diversi da quel­li di cui alla lettera f) dell’allegata tabella B (motocicli per uso privato con motore di cilindrata superiore a 350 cc. n.d.r.), e dei relativi componenti e ricambi è ammessa in detra­zione nella misura del 40 per cento se tali veicoli non sono utilizzati esclusivamente nell'esercizio del­l'impresa, dell'arte o della professione. La disposizione non si applica, in ogni caso, quando i predetti veicoli formano oggetto dell'attività propria del­l'impresa nonché per gli agenti e rappresentanti di commercio. Per veicoli stradali a motore si intendo­no tutti i veicoli a motore, diversi dai trattori agri­coli o forestali, normalmente adibiti al trasporto stradale di persone o beni la cui massa massima autorizzata non supera 3.500 kg e il cui numero di posti a sedere, escluso quello del conducente, non è superiore a otto;

d) l'imposta relativa all'acquisto o all'impor­tazione di carburanti e lubrificanti destinati ad ae­romobili, natanti da diporto e veicoli stradali a motore, nonché alle prestazioni di cui al terzo com­ma dell'articolo 16 e alle prestazioni di custodia, manutenzione, riparazione e impiego, compreso il transito stradale, dei beni stessi, è ammessa in detra­zione nella stessa misura in cui è ammessa in detra­zione l'imposta relativa all'acquisto o all'importa­zione di detti aeromobili, natanti e veicoli stradali a motore;

………….

g) abrogata


Art. 16, comma 3, DPR 26 ottobre 1972, n. 633

ALIQUOTE DELL’IMPOSTA

"Per le prestazioni di servizi dipendenti da contratti d’opera, di appalto e simili che hanno per oggetto la produzione di beni e quelle dipendenti da contratti di locazione finanziaria, di noleggio e simili, l’imposta si applica con la stessa aliquota che sarebbe applicabile in caso di cessione dei beni prodotti, dati con contratti di locazione finanziaria, noleggio e simili"


Decisione del Consiglio dell’Unione Europea, del 18 giugno 2007 (pubblicata nella Gazzetta ufficiale il 27 giugno 2007), che autorizza la Repubblica italiana ad applicare misure di deroga all’articolo 26, paragrafo 1, lettera a), e all’articolo 168 della direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto

Articolo 1

In deroga all’articolo 168 della direttiva 2006/112/CE, l’Italia è autorizzata a limitare al 40 % il diritto a detrarre l’IVA sulle spese relative ai veicoli stradali a motore non interamente utilizzati a fini professionali.

Articolo 2

In deroga all’articolo 26, paragrafo 1, lettera a), della direttiva 2006/112/CE, l’Italia è anche tenuta a non assimilare a prestazioni di servizi a titolo oneroso l’uso a fini privati di veicoli che rientrano fra i beni dell’impresa di un soggetto passivo, se tale veicolo è stato soggetto a restrizione del diritto a detrazione ai sensi della presente decisione.

Articolo 3

Le spese relative ai veicoli sono escluse dalla restrizione del diritto a detrazione autorizzato dalla presente decisione se il veicolo rientra in una delle seguenti categorie:

— il veicolo rientra fra i beni strumentali del soggetto passivo nell’esercizio della sua attività,

— il veicolo viene utilizzato come taxi,

— il veicolo viene utilizzato a fini di formazione da una scuola guida,

— il veicolo viene utilizzato per noleggio o leasing,

— il veicolo viene utilizzato da rappresentanti di commercio.

Articolo 4

Le spese relative ai veicoli in questione coprono acquisto del veicolo, compresi i contratti di assemblaggio e simili, fabbricazione, acquisto intracomunitario, importazione, leasing o noleggio, modificazione, riparazione e manutenzione, nonché le

spese relative a cessioni o prestazioni effettuate in relazione ai veicoli e al loro uso, compresi lubrificanti e carburante.

Articolo 5

Gli articoli 1 e 2 si applicano a tutti i veicoli a motore — trattori agricoli o forestali esclusi — normalmente adibiti al trasporto stradale di persone o beni la cui massa massima autorizzata non supera 3 500 kg e il cui numero di posti a sedere, escluso quello del conducente, non è superiore a otto.

Articolo 6

Una valutazione che copra i primi due anni dell’applicazione della presente decisione, compresa una revisione della percentuale di restrizione applicata, viene presentata alla Commissione dopo il secondo anniversario della presente decisione, e in ogni

caso entro il 31 dicembre 2009.

Articolo 7

La presente decisione scade alla data di entrata in vigore delle norme comunitarie che stabiliscono quali spese relative ai veicoli stradali a motore non possono beneficiare della detrazione totale dell’imposta sul valore aggiunto, e comunque il 31 dicembre

2010.

Articolo 8

La Repubblica italiana è destinataria della presente decisione. Fatto a Lussemburgo, addì 18 giugno 2007.

Per il Consiglio

Il presidente

F.-W. STEINMEIER

L 165/33 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 27.6.2007


Risoluzione n. 6/DPF del 20/02/2008

3. Veicoli utilizzati promiscuamente nell’esercizio dell’impresa e per fini privati

Così definito l’ambito applicativo delle nuove disposizioni, occorre distinguere il caso in cui i veicoli siano interamente utilizzati per finalità imprenditoriali, artistiche o professionali da quello in cui gli stessi siano utilizzati anche per altre finalità.

Per i veicoli non interamente utilizzati per finalità imprenditoriali, artistiche o professionali, in deroga ai criteri ordinari non deve essere verificata in concreto la quota di effettiva utilizzazione per tali finalità, ma l’imposta detraibile è limitata forfetariamente al 40 per cento dell’IVA afferente le operazioni relative ai veicoli in questione, vale a dire:

• gli acquisti, anche intracomunitari, e le importazioni dei veicoli;

• le acquisizioni dei medesimi in noleggio e locazione, anche finanziaria;

• gli acquisti di componenti e ricambi dei medesimi;

• gli acquisti di carburanti e lubrificanti per i medesimi:

• gli acquisti dei servizi di manutenzione, riparazione, custodia, impiego (pedaggi stradali inclusi) relativi ai medesimi.

Resta inteso che la detrazione è ulteriormente ridotta ove sussistano le limitazioni conseguenti all’effettuazione di operazioni esenti o non soggette.

Per i veicoli stradali per i quali trovi applicazione la predetta limitazione forfetaria, il n. 1) del nuovo sesto comma dell’articolo 3 del decreto IVA, introdotto dalla lettera a) del comma 261 dell’articolo 1 della legge finanziaria 2008, stabilisce, in conformità alle disposizioni della citata decisione del Consiglio (che contiene un’espressa deroga alla disposizione di cui all’articolo 26 della direttiva n. 2006/112/CE), l’irrilevanza ai fini impositivi dell’uso personale o familiare da parte dell’imprenditore dei veicoli stessi o della loro messa a disposizione a favore del personale dipendente senza l’addebito di un corrispettivo specifico.

Si precisa che il descritto regime, consistente nella detrazione limitata al quaranta per cento dell’IVA assolta a monte e nell’irrilevanza dell’uso privato, non è derogabile. In questo senso depone chiaramente il combinato disposto dell’articolo 19-bis1, lettera c), e dell’articolo 3, sesto comma, lettera a), del decreto IVA, come risultanti dalle modifiche apportate dal citato comma 261 dell’articolo 1 della legge finanziaria 2008. Non è, dunque, consentito al contribuente adottare il diverso comportamento consistente nella detrazione integrale dell’imposta all’atto dell’acquisto dei beni e servizi in questione e nell’applicazione dell’IVA, sulla base del valore normale, per l’utilizzo privato dei medesimi.

4. Veicoli utilizzati esclusivamente nell’esercizio dell’impresa, arte o professione

Per i veicoli stradali a motore rientranti nella tipologia presa in considerazione dalla decisione del Consiglio e dall’ultimo periodo della lettera c) dell’articolo 19-bis1 del decreto IVA, utilizzati esclusivamente nell’esercizio dell’impresa, dell’arte o della professione, il regime di detrazione limitata forfetariamente non opera, ai sensi del primo periodo della predetta lettera c), che esclude chiaramente tali veicoli dal suo ambito applicativo.

L’imposta afferente le operazioni di acquisto di beni e servizi, relative a detti veicoli, è pertanto integralmente detraibile (sempreché non sussistano limitazioni all’esercizio del diritto alla detrazione derivanti dall’effettuazione di operazioni esenti da IVA o non soggette all’imposta).

Al riguardo, va precisato che non rileva a tal fine il fatto che i beni e i servizi acquistati formino o meno oggetto dell’attività propria dell’impresa, giacché dall’ambito applicativo della  previsione di detraibilità forfettaria sono esclusi tout court tutti i casi di integrale utilizzazione nell’attività di impresa. La disciplina dei veicoli acquistati da soggetti per i quali gli stessi formino oggetto dell’attività propria dell’impresa presenta peraltro talune peculiarità, su cui ci si soffermerà nel paragrafo 6.

In particolare, devono considerarsi utilizzati esclusivamente nell’esercizio dell’impresa anche i veicoli stradali a motore acquistati dal datore di lavoro o acquisiti anche in base a base a contratti di noleggio o locazione, anche finanziaria, e successivamente messi a disposizione del personale dipendente a fronte di uno specifico corrispettivo.

La messa a disposizione dietro corrispettivo è infatti un’operazione imponibile ad IVA, ai sensi del principio generale in tema di imposizione delle prestazioni di servizi effettuate a titolo oneroso contenuto nell’articolo 24 della direttiva n. 2006/112/CE, non derogato dalla citata decisione del Consiglio, che prende in considerazione solo l’articolo 26 della direttiva stessa.

I veicoli utilizzati dal datore di lavoro nell’esercizio dell’impresa e messi a disposizione dei dipendenti, dietro un corrispettivo convenuto specificamente per la possibilità accordata a questi ultimi di utilizzarli anche per scopi privati, sono comunque da considerarsi utilizzati totalmente per l’effettuazione di operazioni poste in essere nell’ambito dell’attività d’impresa: le operazioni tipiche dell’attività di impresa, da un lato, e la messa a disposizione dietro corrispettivo a favore del dipendente, dall’altro. Ne deriva che – in base ai criteri generali in materia di detrazione dell’IVA – l’imposta afferente l’acquisto dei veicoli stessi è integralmente detraibile (sempreché ovviamente non sussistano limitazioni alla detrazione conseguenti all’effettuazione di operazioni esenti o non soggette).

5. Base imponibile dei servizi di messa a disposizione dei dipendenti

Per i veicoli messi a disposizione dei dipendenti dietro corrispettivo, si è inteso in ogni caso evitare – come precisa la relazione governativa alle nuove norme – l’effetto distorsivo che potrebbe derivare dalla detrazione integrale nel caso in cui sia previsto un corrispettivo non in linea con il mercato. A tal fine – nell’esercizio della facoltà accordata agli Stati Membri dall’articolo 80 della direttiva n. 2006/112/CE – la lettera c) del comma 261 dell’articolo 1 della legge finanziaria 2008 ha modificato l’articolo 13 del decreto IVA.

Nella lettera b) del nuovo terzo comma di detto articolo è stato segnatamente previsto che, in caso di messa a disposizione dei veicoli di cui trattasi da parte del datore di lavoro nei confronti dei dipendenti a fronte di un corrispettivo specifico inferiore al valore normale, la base imponibile è costituita dal valore normale medesimo. Inoltre, trattandosi di operazione dietro corrispettivo, sussiste per il datore di lavoro l’obbligo di esercitare la rivalsa ai sensi del primo comma dell’articolo 18 del decreto IVA.

Per le operazioni dietro corrispettivo per le quali l’articolo 80 della direttiva n. 2006/112/CE consente agli Stati membri la facoltà di individuare la base imponibile nel valore normale, l’articolo 72 della stessa direttiva individua tale valore nel corrispettivo che, allo stesso stadio di commercializzazione, sarebbe praticato in regime di libera concorrenza per cessioni e prestazioni analoghe, e – qualora non siano accertabili cessioni o prestazioni analoghe – nel prezzo di acquisto o di costo per le cessioni di beni e nelle spese di esecuzione per le prestazioni di servizi.

Nel recepire tali disposizioni, con la lettera d) del comma 261 dell’articolo 1 della legge finanziaria 2008, si è inteso circoscrivere le difficoltà di tipo operativo cui può dare adito l’utilizzazione quale base imponibile di un ammontare oggetto di stima – quale appunto il valore normale – in luogo di un ammontare determinato contrattualmente dalle parti, quale è il corrispettivo.

In questo senso, il nuovo sesto comma dell’articolo 14 del decreto IVA, aggiunto dalla predetta disposizione, prevede una regola particolare per la messa a disposizione a titolo oneroso, nei confronti del personale dipendente, di veicoli stradali a motore. In particolare, al fine di semplificazione e di coordinamento con la disciplina in materia di imposte sul reddito, viene stabilito che per tali operazioni il valore normale sia determinato in funzione dello stesso parametro cui è commisurato il fringe benefit ai fini di dell’Irpef, ovvero in misura pari al 30 per cento dell’ammontare corrispondente ad una percorrenza convenzionale di quindicimila chilometri calcolato sulla base del costo chilometrico di esercizio desumibile dalla tabelle nazionali ACI, al netto dell’IVA nello stesso inclusa. Ove sia pattuito un corrispettivo inferiore a tale importo, la base imponibile è quindi costituita – in luogo del corrispettivo – dall’importo medesimo, al lordo delle somme trattenute al dipendente e al netto dell’IVA nello stesso importo inclusa.

Una precisazione merita, infine, l’ipotesi in cui – in una situazione nella quale di regola il datore di lavoro metta a disposizione dei dipendenti i veicoli stradali senza la previsione di un corrispettivo – gli accordi contrattuali consentano al dipendente di ottenere, dietro il pagamento di un corrispettivo ad hoc, un modello di veicolo di maggior pregio, rispetto a quelli ordinariamente assegnati. Al riguardo, deve ritenersi che anche in relazione a tale fattispecie si rendano applicabili soluzioni analoghe a quelle indicate nel presente paragrafo.


Art. 3, comma 3 e 6, DPR 26 ottobre 1972, n. 633

PRESTAZIONI DI SERVIZI

L e prestazioni indicate nei commi primo e secondo  sempreché l’ imposta afferente agli acquisti di beni e servizi relativi alla loro esecuzione sia detraibile, costituiscono per ogni operazione di valore superiore a lire cinquantamila prestazioni di servizi anche se effettuate per l’uso personale o familiare dell’ imprenditore, ovvero a titolo gratuito per altre finalità estranee all’esercizio dell’ impresa.

………….

Le disposizioni del primo periodo del terzo comma non si applic no in caso di uso personale o fa miliare dell’imprenditore ovvero di messa a disposizione a titolo gratuito nei confronti dei dipendenti:

a) di veicoli stradali a motore per il cui acquisto, pure sulla base di con tratti di locazione, anche finanziaria, e di noleggio, la detrazione dell’imposta è stata operata in funzione della percentuale di cui alla lettera c ) del comma 1 dell’articolo 19 -bis 1 ;


Art. 13, comma 3, DPR 26 ottobre 1972, n. 633

BASE IMPONIBILE

……..

b) per la messa a disposizione di veicoli stradali a motore nonché delle apparecchiature terminali per il servizio radiomobile pubblico terrestre di telecomunicazioni  e delle relative prestazioni di gestione effettuata dal datore di lavoro nei confronti del proprio personale dipendente la base imponibile è costituita dal valore normale dei beni e dei servizi se è dovuto un corrispettivo inferiore a tale valore.

Per le cessioni che hanno per oggetto beni per il cui acquisto o importazione è stata ridotta ai sensi dell’articolo 19-bis1 o di altre disposizioni di indetraibilità oggettiva, la base imponibile è determinata moltiplicando per la percentuale detraibile ais sensi di tali disposizioni l’importo determinato ai sensi dei commi precedenti.


Art. 14, comma 6, DPR 26 ottobre 1972, n. 633

DETERMINAZIONE DELLA BASE IMPONIBILE

……..

A gli effetti della lettera b) del terzo comma dell’articolo 13 , per la messa a disposizione di veicoli stradali a motore si assume come valore normale quello determinato a norma dell’articolo 51 , comma 4 , lettera a ), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del P residente della Repubblica 22 dicembre  1986, n. 917 , e successive modificazioni, comprensivo delle somme eventualmente trattenute al dipendente e al netto dell’imposta sul valore aggiunto compresa in detto importo.

……..


Art. 51, DPR 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR)

DETERMINAZIONE DEL REDDITO DI LAVORO DIPENDENTE

 comma 1

"Il reddito di lavoro dipendente è costituito da tutte le somme e valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo di imposta, ..., in relazione al rapporto di lavoro

comma 3

"Ai fini della determinazione in denaro dei valori di cui al comma 1, ... si applicano le disposizioni relative alla determinazione del valore normale dei beni ".

 comma 4

Ai fini dell'applicazione del comma 3:

  a) per  gli  autoveicoli  indicati  nell'articolo 54, comma 1, lettere a), c) e  m),  del  decreto  legislativo  30  aprile 1992, n. 285, i motocicli e i ciclomotori concessi in uso promiscuo, si assume  il  30  per  cento dell'importo corrispondente  ad  una  percorrenza  convenzionale  di  15  mila chilometri calcolato sulla base del costo  chilometrico  di  esercizio desumibile dalle tabelle  nazionali  che  l'Automobile  club  d'Italia  deve elaborare entro  il  30  novembre  di  ciascun  anno e comunicare al Ministero delle finanze  che  provvede  alla  pubblicazione  entro  il  31 dicembre, con effetto dal periodo d'imposta successivo, al netto  degli  ammontari eventualmente trattenuti al dipendente;


Il Sole24ore n. 58 del 28/02/2008

MODALITA’ E TEMPI DI ACQUISIZIONE DEI VEICOLI E DI EROGAZIONE DEL BENEFIT E DETRAZIONE IVA

Le modalità e i tempi di acquisizione dei veicoli e di erogazione dei benefit ai dipendenti possono influenza­re (anche in misura rilevan­te) il diritto alla detrazione Iva. La risoluzione 6/Dpf del 20 febbraio 2008 , impone infatti ai datori di lavoro che concedono in uso promiscuo ai dipendenti autovetture, aziendali di effettuare deter­minate scelte operative per aumentare i vantaggi fiscali.

L'intervento del diparti­mento delle Politiche fiscali conferma il diritto alla detra­zione Iva al 100% relativa­mente ai veicoli utilizzati esclusivamente nell'eserci­zio d'impresa. Circostanza che ricorre anche nell'ipotesi di messa a disposizione, dei veicoli ai dipendenti, sempre­ché a fronte dell'utilizzo del veicolo anche per fini privati venga emessa fattura con Iva. L'importo totale (Iva inclu­sa) deve corrispondere alme­ho al valore convenzionale previsto dall'articolo 51, com­ma 4, lettera a), del Tuir, de­sunto dalle tariffe Aci.

Anche se la risoluzione non ne fa cenno, si deve ritenere che il diritto alla detra­zione al 100% scatta in rela­zione al periodo nell'anno di utilizzo promiscuo e relativa­mente all'Iva determinata con riferimento al momento di effettuazione, secondo le regole fissate dall'articolo 6 del Dpr633/72.

Un esempio: un'autovettu­ra di 30mila euro, piú Iva per 6mila euro, viene acquistata il 10 marzo 2008 e concessa in uso promiscuo al dipen­dente dal 1° giugno 2008. A fronte dell'«uso privato» viene emessa la fattura, il cui corrispettivo, desunto dalle tariffe Aci per il 2008, è ragguagliato al periodo di utilizzo nell’anno.

Ora: poiché l'utilizzo ai fi­ni privati è successivo al mo­mento di effettuazione dell'acquisto, si pone il proble­ma di determinare la misura della detrazione Iva sull'ac­quisto (se 40% oppure 100%). Tenendo presente il momento di effettuazione dell'operazione ai fini Iva, se ne dovrebbe dedurre che l'Iva sull'acquisto è detraibi­le nella misura del 40% (quin­di 2.400 euro), mentre solo le operazioni effettuate dal 1° giugno 2008 beneficerebbe­ro del diritto alla detrazione Iva al 100% per cento.

Se questa soluzione fosse accolta, il sistema che ne risul­terebbe sarebbe sbilanciato a favore delle acquisizioni tra­mite leasing o noleggio, dal momento che per queste ipo­tesi. la detrazione al 40% dell'Iva riguarderebbe, con riferimento all'esempio proposto, solo i canoni fatturati anteriormente al 1° giugno 2008. 

Il sistema delineato potrebbe comportare, poi, un diverso regime di detrazione nell’'arco di ciascun anno solare qualora l'auto sia assegnata in un anno solare ma non nel successivo, il che avrebbe significativi riflessi sulla detrazione inizialmente operata. Nel caso in cui nell'anno solare successivo la stessa auto non,fosse assegnata o fosse assegnata senza addebito del corrispettivo con Iva (quindi esponendo il valore convenzionale solo nella busta paga) si ricadrebbe nella categoria delle auto non interamente utilizzate per finalità imprenditoriali, con diritto alla detrazione al 40 per cento.

Ne consegue la rideterminazione della detrazione inizialmente operata sull'acquisto, in seguito al meccanismo della rettifica previsto dall'articolo 19 bis2 del Dpr 633/72. Meccanismo che comporta, relativamente ai beni ammortizzabili, il recupero dell'importo qualora nei quattro anni successivi a quello di entrata in funzione si dovesse verificare un mutamento nel regime di detrazione.

Così, se nel 2oo8 si acquista un'auto per 10mila euro, con I va di 2mila euro, immediatamente assegnata in uso promiscuo con addebito del corrispettivo pari al valore del benefit, l'imposta sarebbe interamente detraibile (100%). Ma se dal 2009, e negli anni successivi, dovesse finire l'utilizzo promiscuo (o si tassasse il benefit in busta paga), la detrazione operata nel 2008 andrebbe rettificata (a favore dell'Erario) annualmente per 240 euro (dal 2009 al 2012).


NOTA STUDIO JANNOTTA SUL TRATTAMENTO IVA E AI FINI DELLE IMPOSTE SUI REDDITI DELLE AUTO ASSEGNATE AI DIPENDENTI

TRATTAMENTO AI FINI DELL’IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO

L'art. 19‑bis1, co. 1, lett. e), D.P.R. 63311972 dispone che “l'imposta relativa all'acquisto o all'importazione di veicoli stradali a motore, diversi da quel­li di cui alla lettera f) dell’allegata tabella B (motocicli per uso privato con motore di cilindrata superiore a 350 cc. n.d.r.), e dei relativi componenti e ricambi è ammessa in detra­zione nella misura del 40 per cento se tali veicoli non sono utilizzati esclusivamente nell'esercizio del­l'impresa, dell'arte o della professione. La disposizione non si applica, in ogni caso, quando i predetti veicoli formano oggetto dell'attività propria del­l'impresa nonché per gli agenti e rappresentanti di commercio”.

La risoluzione n. 6/DPF del 20 febbraio 2008 ha chiarito che quando l'auto aziendale è assegna­ta al dipendente ad uso promiscuo e il datore di lavoro non richiede alcun corrispettivo, ai fini Iva, non può dirsi che l'auto sia utilizzata esclu­sivamente nell'esercizio dell'impresa. In tal caso:

• l'Iva detraibile sulle operazioni passive è li­mitata al 40%, ai sensi dell'art. 19‑bis1, co. 1, lett. c), D.P.R. 633/1972;

• il servizio erogato gratuitamente al dipenden­te è escluso dal campo di applicazione del­l'Iva ai sensi dell'art. 3, co. 6, lett. a), D.P.R. 633/1972, e, pertanto, non comporta alcuna fatturazione.

Quando l'auto è assegnata ad uso promiscuo al dipen­dente e il datore di lavoro richiede il pagamento (Iva compresa) di un corrispettivo almeno pari al valore fiscale dei benefit ‑ così come determi­nato dall'art. 51, co. 4, lett. a), D.P.R. 917/1986, richiamato dall’art. 14, co. 6, Iett. b), D.P.R. 633/1972 ‑ l'operazione è imponibile Iva, e, di conseguenza, ai fini Iva, può dirsi che l'auto è utilizzata esclusivamente nell'esercizio d'impresa.

Risulta infatti evidente che l'uso (in sé) perso­nale del veicolo da parte del dipendente, se in­teramente fatturato, si riconduca all'attività di impresa del datore di lavoro. In tale caso, pertanto, non opera la limitazio­ne della detrazione al 40%, e l'Iva sulle opera­zioni passive è interamente detraibile.

Anche nel caso in cui l’au­to è assegnata ad uso promiscuo al dipendente e il datore di lavoro richiede il pagamento di una somma inferiore al benefit, la messa a di­sposizione dell'auto al dipendente comporta l'ob­bligo di fatturazione.

In tale caso, peraltro, come previsto combinato disposto dell'art. 13, co. 3, lett. b) e dell'art. 14, co. 6, D.P.R. 633/1972, nostante sia richie­sto il pagamento di un corrispettivo inferiore, la base imponibile sulla quale calcolare l'Iva è co­stituita dall'intero valore «normale» del servizio (al netto dell'Iva, che viene poi applicata).

Di conseguenza, anche per tale fattispecie, come per la precedente, può concludersi che, ai fini Iva, l'auto è utilizzata esclusivamente nel­l'esercizio dell'impresa. Pertanto, non opera la limi­tazione al 40% della detrazione dell'imposta, co­sicché l'Iva sulle operazioni passive é interamen­te detraibile.

ESEMPIO – CORRISPETTIVO INFERIORE AL VALORE NORMALE

Fringe benefit

A

Di cui imponibile

B

Di cui Iva

C

Corrispettivo Iva inclusa

D

Di cui netto Iva

E

Di cui Iva

F

Totale Fattura

G

Valore Aci

A * 100/120

B * 20%

(previgente)

D * 100/120

E * 20%

C+E

100

83,33

16,67

50

41,67

8,33

58,34


Fattura

Corrispettivo (netto) euro 41,67

Iva calcolata sul fringe benefit (base imponibile euro 83,33)   euro 16,67

Totale euro 58,34


TRATTAMENTO AI FINI DELLE IMPOSTE DIRETTE

Il datore di lavoro, accollandosi le relative spese, può consentire che il dipen­dente utilizzi l'auto aziendale anche per scopi privati, da cui la definizione di uso promiscuo, inteso quale uso aziendale ed extra aziendale.

In tal caso, la norma fiscale impone al dato­re di lavoro di elevare la base imponibile di tributi e contributi includendo la relativa remu­nerazione figurativa, così chiamata perché il re­lativo valore appare in busta paga solo per il calcolo di imposte e contributi ma non è versa­to in denaro, proprio perché erogato in natura (la concessione di usare l'auto per motivi pri­vati).

A tale maggiore remunerazione sono corre­lati maggiori oneri:

•   previdenziali e assicurativi per il datore di lavoro;

•   previdenziali e fiscali per il dipendente.

L'art. 51, co. 4, lett. a), D.P.R. 917/1986 ‑ con effetto dal periodo in corso al 27.6.2007 ‑ stabilisce che il valore normale degli autoveicoli concessi in uso promiscuo si assu­me pari al 30% dell'importo cor­rispondente a una percorrenza convenzionale di Km 15.000 cal­colato sulla base del costo di eser­cizio desumibile dalle Tabelle Aci (il va­lore dei benefit, pertanto, è determinato in misura pari a un costo convenzionale per una per­correnza di Km 4.500 all'anno) .

Nel caso in cui il datore di lavoro richieda al dipendente il pagamento di un corrispettivo per l'uso privato, il relativo importo (iva compresa) ‑ oggetto di trattenuta ‑ riduce il benefit impo­nibile (con correlata diminuzione degli oneri per datore di lavoro e dipendente).

In particolare, il datore di lavoro può chiede­re al dipendente un corrispettivo che, Iva com­presa, sia:

•   pari o superiore a quello forfetario. In tal caso nessun ammontare figurativo è tassato «in busta»;

•   minore di quello forfetario. In tal caso la tas­sazione «in busta» è determinata sulla diffe­renza tra l'importo forfetario e quello adde­bitato al dipendente (Iva compresa).

Resta inteso che se il datore di lavoro non chiede alcun corrispettivo al dipendente, concedendo gratuitamente il servizio, l'intero benefit rimane tassato «in busta».

Il seguente schema riporta abbinate le regole Iva e ai fini delle imposte dirette relative all’auto assegnata ad uso promiscuo al dipendente da parte dell’impresa:

Tipo e destinazione del bene

Regola Iva

Regola Imposte dirette

1) Veicoli stradali:

- destinati ad utilizzo promiscuo (aziendale e privato) mediante assegnazione del mezzo al dipendente a fronte di uno specifico corrispettivo regolarmente fatturato

Imponibile da assoggettare ad Iva non inferiore al benefit fiscale (30% della tabella Aci dei 15mila chilometri)

No inserimento del benefit in busta paga del dipendente

2) Veicoli stradali:

- destinati ad utilizzo promiscuo (aziendale e privato) mediante assegnazione del mezzo al dipendente con riaddebito del benefit in busta paga

Nessuna fatturazione al dipendente

Imponibile pari al 30  per  cento dell'importo corrispondente  ad  una  percorrenza  convenzionale  di  15  mila chilometri calcolato sulla base del costo  chilometrico  di  esercizio desumibile dalle tabelle  nazionali  dell’Aci