Autocarri

Società/imprese individuali - Acquisto - Iva.


TRASFORMAZIONE DA AUTOVETTURE (M1) AD AUTOCARRI (N1) E TRATTAMENTO FISCALE

L’agenzia delle Entrate con Provvedimento del 06/12/06 ha individuato i criteri attraverso i quali i veicoli, che, a prescindere dalla categoria di omologazione, risultano da adattamenti che non ne impediscono l'utilizzo per il trasporto privato di persone. Il provvedimento intende individuare taluni veicoli che pur essendo stati immatricolati o reimmatricolati come N1 (autocarri) possiedono caratteristiche determinate per cui si presume che il loro utilizzo non corrisponda a quello dell’immatricolazione, e sono quindi da ricondurre al regime fiscale proprio degli autoveicoli.

Innanzitutto, al fine di delineare in modo preciso la problematica in oggetto,  si deve far riferimento alle disposizioni di carattere tecnico emanate dal Dipartimento dei Trasporti Terrestri che , con le circolari n. 100 del 27 ottobre 1998 e n. 106 dell’11 novembre 1998, è intervenuto per disciplinare l’ammissibilità tecnica per il cambio di destinazione dei veicoli in circolazione tra le categorie M1 ed N1.

Successivamente è stata emanata la circolare n. 2979M368 del 23 luglio 2003, sollecitata da numerosi quesiti posti dagli Uffici provinciali e dai costruttori dei veicoli, al fine di riordinare e razionalizzare le disposizioni precedenti e dare disposizioni integrative alle citate circolari , ed a fornire ulteriori disposizioni in recepimento della direttiva europea 70/156/CEE concernente l’omologazione dei veicoli a motore e loro rimorchi.

In ultima, la circolare n. 4114M368 dell’8 agosto 2005 dispone in modo dettagliato relativamente alle procedure per l’inquadramento dei veicoli in circolazione dalla categoria M1 alla categoria N1 e viceversa (riproponendo i contenuti della circolare n. 1570M368  del 23 luglio 2005 con alcune modifiche ed integrazioni).

Precisando che la circolare in oggetto è diretta solo all’allestimento interno (ad esempio variazione del numero dei posti e protezione del carico), vengono in essa riportati casi e le condizioni che sono stati riassunti nel seguente schema:

CASI

COSA DEVE CONTENERE LA DOMANDA DI  AGGIORNAMENTO CARTA DI CIRCOLAZIONE DA PRESENTARE ALL’UFFICIO DI MOTORIZZAZIONE CIVILE?

QUALI SONO I REQUISITI DA VERIFICARE IN SEDE DI VISITA E PROVA DELLA CARTA DI CIRCOLAZIONE?

1) Inquadramento di un veicolo dalla categoria M1 a quella N1 con omologazione nazionale di riferimento

(esiste in produzione una corrispondente versione autocarro omologata, dimostrabile con apposito attestato rilasciato dalla casa costruttrice)

a) dichiarazione dei lavori eseguiti a regola d’arte rilasciata dallo stesso allestitore,

b) a cura del costruttore del veicolo, un attestato, firmato dal responsabile tecnico della fabbrica, che indichi l’omologazione nazionale di riferimento alla quale il veicolo, individuato con numero di telaio, nell’allestimento in categoria N1, è ricondotto.

a) la rispondenza del veicolo a quanto riportato nella relazione tecnica, che la paratia sia correttamente installata (D.M. 25 marzo 1996, n. 326), nonché il rispetto delle condizioni richiamate

b) il numero dei posti a sedere, escluso il conducente, non è superiore a 6;  un “posto a sedere” è determinato dalla presenza sul veicolo di ancoraggi “accessibili” dei sedili, dove per accessibili s’intendono gli ancoraggi che possono essere utilizzati. Per evitare che gli ancoraggi risultino “accessibili”, il costruttore ne deve impedire materialmente l’uso, ad esempio coprendoli con piastre saldate o altri dispositivi fissi simili che non possono essere rimossi con gli attrezzi normalmente in uso.

c) P – (M+Nx68) > Nx68

con

P = massa massima a pieno carico tecnicamente ammissibile;

M = massa in ordine di marcia (tara);

N = numero dei posti escluso quello del conducente.

2) Inquadramento di un veicolo dalla categoria M1 a quella N1 senza riferimento ad un’omologazione nazionale:

la procedura è applicabile unicamente ai veicoli che abbiano carrozzeria originaria "AF" multiuso oppure "AC" familiare.

a) dichiarazione dei lavori eseguiti a regola d’arte, rilasciata dall’allestitore, contenente una chiara descrizione delle modifiche effettuate;

b) relazione tecnica, firmata da un tecnico abilitato, relativa alla verifica ponderale di tutte le possibili combinazioni di carico (1). Le verifiche dovranno essere effettuate in relazione alle masse massime ammissibili sui singoli assi del veicolo originario.

3) Inquadramento di un veicolo dalla categoria N1 a quella M1:

La procedura è applicabile unicamente ai veicoli già immatricolati nella categoria M1 e successivamente inquadrati nella categoria N1 a seguito di aggiornamento della carta di circolazione per cambio di categoria.

a) dichiarazione, rilasciata dall’officina che ha effettuato i lavori, attestante dettagliatamente i lavori effettuati per il suddetto ripristino e l’esecuzione a regola d’arte degli stessi.

a) verifica del ripristino degli ancoraggi delle cinture di sicurezza e dei sedili (ove ricorra).

NOTA (1)  Con riferimento alla  massa del veicolo in ordine di marcia (massa del veicolo scarico carrozzato, compreso conducente, ruota di scorta e carburante al  90%), le combinazioni di carico da  considerare  sono le seguenti: 

1. tutti i posti occupati (75 Kg per ogni passeggero) e carico utile uniformemente  distribuito nel vano di carico;

2. tutti i posti occupati, struttura di traino senza carico sulla sfera  e rimanente carico utile uniformemente distribuito nel vano di carico;

3. tutti i posti occupati, struttura di traino, carico sulla sfera  e rimanente carico utile uniformemente  distribuito nel vano di carico.

I casi 2 e 3 vanno considerati se al veicolo è attribuita una massa rimorchiabile.


Si rammenta infine nella circolare che, in sede di prima immatricolazione i veicoli omologati devono essere classificati nella categoria risultante dalla dichiarazione o dal certificato di conformità che accompagna gli stessi e pertanto non è consentito il cambio di destinazione o l’incremento dei posti contestualmente al rilascio della carta di circolazione. 

Venendo alla disciplina fiscale, si riprende in considerazione il citato Provvedimento del 06/12/06 che individua tra i veicoli immatricolati o reimmatricolati come autocarri (N1) taluni che, soddisfando determinati requisiti in modo contemporaneo, sono da considerare fiscalmente come autovetture.  La disposizione in oggetto si può riassumere in sintesi nel seguente schema:

  VEICOLI

REQUISITI

TRATTAMENTO AI FINI IVA

TRATTAMENTO AI FINI DELLE IMPOSTE DIRETTE

VEICOLI IMMATRICOLATI O REIMMATRICOLATI COME AUTOCARRI (N1) ovvero i veicoli che rientrano nei tre casi  sopra descritti

1) codice di carrozzeria FO (Effe zero);

2) quattro o più posti;

3) un rapporto tra la potenza del motore (Pt), espressa in kW, e la portata (P) del veicolo, ottenuta quale differenza tra la massa complessiva (Mc) e la tara (T), espressa in tonnellate, uguale o superiore al 180.

Assoggettamento al regime proprio degli autoveicoli di cui al comma 1, lettera c) dell’articolo 19-bis 1 del d.p.r. 633/72.

Assoggettamento al regime proprio degli autoveicoli di cui al comma 1 lettera b) dell’articolo 164 del testo unico delle imposte sui redditi. 


Il veicolo immatricolato autocarro gode di indubbi vantaggi dal punto di vista fiscale. Infatti, il trattamento fiscale delle autovetture utilizzate da imprese, artigiani e professionisti risulta restrittivo per due motivi: l’Iva pagata sull’acquisto si può recuperare al massimo al 40%; la deduzione dal reddito imponibile di tutti i costi sostenuti per compare le autovetture si limita al 40% su un importo massimo di euro 18.075,99, ed anche le relative spese di esercizio sono deducibili solo parzialmente.

Negli schemi seguenti vengono riportati i criteri di detraibilità ai fini Iva e di deducibilità ai fini delle imposte dirette relativi all’acquisto dell’autocarro e dell’autovettura utilizzati in modo strumentale da società, imprese individuali, e liberi professionisti

ACQUISTO AUTOCARRO O AUTOVETTURA – DETRAIBILITA’ COSTI AI FINI DELL’IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO

 

SOCIETA’ E IMPRESE INDIVIDUALI

LAVORATORI AUTONOMI, ARTISTI E PROFESIONISTI

AUTOCARRO (utilizzo strumentale)

IVA DETRAIBILE SULLA BASE DEL PRINCIPIO DI INERENZA

IVA DETRAIBILE SULLA BASE DEL PRINCIPIO DI INERENZA

AUTOVETTURA (utilizzo strumentale)

IVA DETRAIBILE AL 40%

IVA DETRAIBILE AL 40%


ACQUISTO AUTOCARRO O AUTOVETTURA – DEDUCIBILITA’ COSTI AI FINI DELLE IMPOSTE DIRETTE

 

SOCIETA’ E IMPRESE INDIVIDUALI

LAVORATORI AUTONOMI, ARTISTI E PROFESIONISTI

AUTOCARRO (utilizzo strumentale)

QUOTE D’AMMORTAMENTO DEDUCIBILI AL 100%

QUOTE D’AMMORTAMENTO DEDUCIBILI AL 100%

AUTOVETTURA (utilizzo strumentale)

QUOTE DEDUCIBILI AL 40% SU UN IMPORTO MASSIMO DI EURO 18.076

QUOTE DEDUCIBILI AL 40% SU UN IMPORTO MASSIMO DI EURO 18.076


Un ultimo riferimento è da fare alla disciplina prevista dal Codice della Strada che, in base all’articolo 54, comma 1, lettera d definisce gli autocarri come “veicoli destinati al trasporto di cose e delle persone addette all’uso o al trasporto delle cose stesse”. Ciò significa che un autocarro si può utilizzare solo per trasportare e che non c’è alcun vincolo legato alla natura delle cose trasportate: non è quindi detto che debbano essere attrezzati da lavoro, si possono caricare anche attrezzature sportive o per il tempo libero. Inoltre, quando il veicolo viaggia vuoto, si può sempre dichiarare che ci si sta recando a caricare qualcosa. Ma nell’abitacolo non possono prendere posto persone che non hanno nulla a che fare con gli oggetti trasportati: lo ribadisce la nota Prot. N. M/2413-38 redatto dal Ministero dell’interno il 28 gennaio ’99. Come si fa a capire se una persona è addetta o no al carico? “Occorre vedere caso per caso - dicono alla Direzione centrale della polizia stradale - ma ci sono situazioni in cui è evidente che il conducente sta violando l’articolo 54: per esempio, quando trasporta bambini, anziani o disabili”. Chiunque usi un autocarro in modo improprio viene punito in base all’articolo 82, comma 9 del Codice, che prevede:
- una sanzione amministrativa da euro 370 a euro 1.485;
- la sospensione della carta di circolazione per un mese.
Quest’ultima sanzione è molto pesante, anche perché colpisce con effetto immediato: il documento viene subito ritirato. Così anche chi viene multato ingiustamente resterà appiedato, in attesa che il suo eventuale