AUTOVETTURE

Società/imprese individuali - Acquisto - Imposte dirette.


Art. 51, DPR 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR)

DETERMINAZIONE DEL REDDITO DI LAVORO DIPENDENTE

 comma 1

"Il reddito di lavoro dipendente è costituito da tutte le somme e valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo di imposta, ..., in relazione al rapporto di lavoro

comma 3

"Ai fini della determinazione in denaro dei valori di cui al comma 1, ... si applicano le disposizioni relative alla determinazione del valore normale dei beni ".

 comma 4

 Ai fini dell'applicazione del comma 3:

  a) per  gli  autoveicoli  indicati  nell'articolo 54, comma 1, lettere a), c) e  m),  del  decreto  legislativo  30  aprile 1992, n. 285, i motocicli e i ciclomotori concessi in uso promiscuo, si assume  il  30  per  cento dell'importo corrispondente  ad  una  percorrenza  convenzionale  di  15  mila chilometri calcolato sulla base del costo  chilometrico  di  esercizio desumibile dalle tabelle  nazionali  che  l'Automobile  club  d'Italia  deve elaborare entro  il  30  novembre  di  ciascun  anno e comunicare al Ministero delle finanze  che  provvede  alla  pubblicazione  entro  il  31 dicembre, con effetto dal periodo d'imposta successivo, al netto  degli  ammontari eventualmente trattenuti al dipendente;


Ministero delle Finanze - Direzione centrale affari giuridici e contenzioso tributario Div. VI - Circolare 10 febbraio 1998 n. 48/E

"... allo scopo di evitare comportamenti elusivi posti in essere solo al fine di fruire della deduzione per intero delle spese sostenute per l’utilizzo dei veicoli che vengono dati in uso promiscuo al dipendente, si ritiene che l’utilizzo da parte del dipendente stesso debba stesso debba essere provato in base ad idonea documentazione che ne attesti con certezza l’utilizzo (ad esempio, qualora ciò risulti da specifica clausola del contratto di lavoro dipendente).

Si considera dato in uso promiscuo al dipendente per la maggior parte del periodo di imposta il veicolo utilizzato dallo stesso per la metà più uno dei giorni che compongono il periodo d’imposta del datore di lavoro.

Pertanto, ad esempio, nell’ipotesi in cui il periodo d’imposta di un’impresa decorra dal 1° luglio al 31 dicembre (per un totale di 184 giorni) e che l’acquisto dell’autovettura sia avvenuto il 1° settembre, la condizione posta dalla norma può ritenersi soddisfatta allorchè l’autovettura sia stata data in uso promiscuo al dipendente entro il 29 settembre (93 giorni al termine del periodo d’imposta).

Va precisato che ai fini del conteggio della durata dell’utilizzo del veicolo da parte del dipendente nel periodo d’imposta, non è necessario che tale utilizzo sia avvenuto in modo continuativo nè che il veicolo sia stato utilizzato da uno stesso dipendente”


Ministero delle Finanze - Direzione centrale affari giuridici e contenzioso tributario Div. VI – Circolare 23 dicembre 1997, n. 326

La lettera a) del comma 4  stabilisce che per gli autoveicoli indicati nell'articolo 54, comma 1,  lettere a), c) e m) del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, per i motocicli e i ciclomotori che il datore di lavoro abbia assegnato ad uno specifico dipendente per espletare l'attivita' di lavoro e per i quali abbia consentito anche l'uso personale da parte dello stesso, ad esempio per recarsi al lavoro (uso promiscuo), concorre a formare il reddito di lavoro dipendente un ammontare pari al 30 (ora 50) per cento dell'importo corrispondente ad   una   percorrenza   convenzionale di 15 mila chilometri calcolato sulla base del costo chilometrico di esercizio, al netto di quanto trattenuto al   dipendente   o   da questo corrisposto nello stesso periodo d'imposta in cambio della possibilita' di utilizzare anche a fini personali il mezzo. Si   tratta   di   una determinazione dell'importo da assoggettare a tassazione del  tutto forfetaria, che prescinde da qualunque valutazione degli effettivi costi di utilizzo del mezzo e anche dalla percorrenza che il dipendente effettua realmente. E' del  tutto irrilevante, quindi, che il dipendente sostenga a  proprio carico tutti o taluni degli elementi che sono nella base di commisurazione del  costo di percorrenza fissato dall'ACI, dovendosi comunque fare riferimento, ai fini della determinazione dell'importo

da assumere a tassazione, al totale costo di percorrenza esposto nelle suddette tabelle. Si precisa che, qualora il modello di veicolo utilizzato promiscuamente dal dipendente non sia  compreso tra quelli inclusi nelle tabelle in questione, l'importo da assoggettare a tassazione dovra' essere determinato prendendo   a   riferimento   quello   che   per tutte le sue caratteristiche risulta piu' simile.  Per espressa previsione normativa il costo chilometrico di esercizio  e' desumibile dalle tabelle nazionali che l'Automobile club d'Italia deve elaborare entro il 30 novembre di ciascun anno e comunicare  al Ministero delle finanze che provvede alla pubblicazione entro

il 31 dicembre,  con effetto dal periodo d'imposta successivo. Rispetto alla disposizione gia' in vigore per il  periodo d'imposta 1997, si segnala l'obbligo per l'ACI di  elaborare e comunicare al Ministero delle finanze, entro il  30 novembre di ciascun anno, le tabelle relative alla percorrenza di 15 mila chilometri  e quello successivo dello stesso Ministero di provvedere alla pubblicazione delle tabelle entro il 31 dicembre, nonche' la previsione che le tabelle pubblicate entro la predetta data del 31 dicembre, abbiano effetto per tutto

il periodo d'imposta successivo. In tal modo, il dipendente e il sostituto d'imposta conoscono con certezza, fin dall'inizio dell'anno, quale riferimento assumere per determinare l'ammontare che deve concorrere a tassazione. Va, peraltro, precisato   che,   tenuto   conto  della modifica del criterio di valutazione dei beni  ceduti e dei servizi prestati al dipendente (come gia' precisato si e' passati dal criterio del costo specifico a quello del valore normale) il 30 (ora 50) per cento della percorrenza di 15 mila chilometri calcolato sulla base del costo chilometrico  di esercizio desumibile dalle tabelle nazionali elaborate dall'ACI rappresenta il  valore normale presunto dal legislatore per la  possibilita' concessa dal datore di lavoro di utilizzare detti beni in modo promiscuo e non piu' il costo specifico presunto………… Si  sottolinea, inoltre, che, poiche' la percorrenza convenzionale utilizzata dal legislatore per determinare il valore del veicolo utilizzato in

modo promiscuo  e' determinata su base annua, l'importo da far concorrere alla formazione del reddito, determinato come  sopra specificato, deve essere ragguagliato al periodo dell'anno durante il quale al dipendente viene concesso l'uso  promiscuo del veicolo, conteggiando il numero dei giorni per i quali il veicolo e' assegnato, indipendentemente dal suo effettivo utilizzo. 

Si e' gia' detto che se il dipendente corrisponde delle somme (con il metodo del versamento o della  trattenuta) nello stesso periodo d'imposta, per la possibilita' di utilizzare il veicolo in modo promiscuo che il datore di lavoro gli ha concesso,  tali somme devono essere sottratte dal valore del veicolo stabilito  presuntivamente dal legislatore. Al riguardo si precisa che le predette somme devono essere computate al lordo dell'IVA.  

Nel ribadire che la disposizione  in esame si applica con riferimento ai veicoli aziendali utilizzati  oltre che per esigenze di lavoro anche per uso privato, si precisa che qualora il veicolo sia concesso esclusivamente per l'uso personale o familiare del dipendente, ad esempio, soltanto per recarsi al lavoro  e per gli ulteriori usi personali, ai fini della determinazione del valore normale del   bene   rimangono   applicabili  i criteri contenuti nell'articolo 9 del  TUIR. Si ricorda, infine, che non concorre a formare il reddito del dipendente l'utilizzo  di veicoli aziendali esclusivamente per l'effettuazione di trasferte.