Autocarri

Società/imprese individuali - Acquisto - Imposte dirette.


Rubrica L’esperto risponde de “Il Sole24ore”  - n. 20, 12 marzo 2007

Domanda. La nostra Srl ha comprato due autovetture Bmw X5, immatricolate come «autocarro» per uso industriale, nel giugno 2006. Vorremmo sapere se, in considerazione dei nuovi limiti di deducibilità sulle auto azienda li, è ancora possibile dedurre integralmente li costi inerenti ai due autocarri. Si precisa che queste autovetture vengono utilizzate per il trasporto della campionatura di vendita.

Risposta. Si premette che non pare, dalla descrizione del let­tore, che il mezzo possa essere annoverato fra quelli «strumentali per l'attività propria dell'azienda», cioè senza i quali l'attività non può essere svolta (identificati, a titolo esemplificativo, nella circolare 10 febbraio 1998 n. 48/E con i mezzi per le autoscuole e coloro che svolgono l'attività di noleggio).

Ciò precisato, il mezzo di cui parla il lettore rientra tra i cosiddetti Suv, e dovrebbe risultare immatricolato quale autoveicolo nella lettera d), articolo 54 del Codi­ce della strada. Per questi mezzi non sono previste espresse limitazioni alla deducibilità dei costi nell'articolo 164, Tuir, che disciplina le autovetture e autoca­ravan immatricolati nelle categorie a), ed m). E’ quindi da ritenere che, almeno in via teorica, i costi dei veico­li immatricolati ­no interamente deducibili.

Questa conclusione vale tuttavia. solo in via di princi­pio. Non è di per sé sufficiente una immatricolazione del veicolo in categorie diverse da quelle previste con limitazioni di deducibilità per garantire la deducibili­tà stessa.

L'immatricolazione è un requisito formale che non esaurisce le caratteristiche oggettive cui il bene deve sottostare per poter essere considerato bene senza li­miti di deducibilità dei costi e ciò vale ‑ con riferi­mento alle categorie dove più ampie sono le possibilì­tà di abuso ‑ sia per gli autocarri (articolo 54, lettera d) del Codice della strada, da ora in poi Codice della strada) sia per i cosiddetti autoveicoli uso ufficio (arti­colo 54, lettera g del Codice della strada).

La considerazione deve ritenersi valida anche peri beni adibiti al trasporto promiscuo, espressamente contemplati dalla norma al comma 1, lettera a), articolo 164 del Tuir.

Per quanto specificamente concerne il lettore, nell'ottica di riduzione degli abusi, il 6 dicembre 2006 è stato emanato, un provvedimento dall'agen­zia delle Entrate, in base al quale è possibile verifica­re se un veicolo immatricolato autocarro, che con­sente il trasporto dì persone, debba essere equipara­to fiscalmente a una autovettura, con conseguente applicazione delle limitazioni ai fini Iva e imposte dirette (costo indeducibile).

Il provvedimento prevede le seguenti verifiche: che la categoria del veicolo risulti «N1» (riferimento carta di circolazione J); che il codice carrozzeria risulti «Fo» (riferimento carta di circolazione J.2); che il nu­mero dei posti (riferimento carta di circolazione S.1) sia di 4 o superiore.

In presenza di questi elementi sulla carta di circola­zione, si dovrà verificare il rapporto potenza/portata del veicolo: se il risultato è inferiore o uguale a 180 non si applicheranno le limitazioni previste per le autovetture. Se invece il risultato è superiore a 180 si applicheranno le limitazioni previste per le autovet­ture anche in presenza di un autocarro, con conse­guente totale indeducibilità dei costi, sia di ammorta­mento che di utilizzo.

Le nuove regole si applicano già per il 2006, come pre­cisato dalla circolare 19 gennaio 2007, n .1/E.

Tutto ciò precisato, si ricorda che, tuttavia, qualora il mezzo fosse dato in uso promiscuo a un dipendente, la deducibiltà per l'azienda sarebbe ammessa nella mi­sura del benefit tassato in capo al dipendente stesso (benefit che a decorrere dal 2 gennaio 2007 viene au­mentato dal 30% al 50% della percorrenza convenzio­nale dì 15.000 km annui). Se invece la società svolge attività di agenzia e rappresentanza (ma ciò non do­vrebbe essere il caso del lettore), la deducibilitàè am­messa nei limiti dell'80% del costo fiscalmente ricono­sciuto di 25.820 euro. Nella stessa misura sono deduci­bili i costi di utilizzo.


Rubrica L’esperto risponde de “Il Sole24ore” -  n. 22, 19 marzo 2007

Domanda. Vorrei sapere sete auto immatricolate come autocarri antecedentemente ai 4 luglio 2006 e che adesso non soddisfano i requisiti previsti dalla normativa attuale contro i finti autocarri, continuano a godere detta deducibilità integrate perché immatricolati, prima della legge.

Risposta. La risposta è negativa. I veicoli che non possono essere considerati autocarri non fruiscono più dell’integrale deducibilità del costo d’acquisto e delle spese d'impiego. La disposizione dei decreto 6 dicembre 2006 si applica, secondo la circolare 1/E del 19 gennaio 2007 paragrafo 17.2 B, dal periodo di imposta 2006, con ciò non po­tendosi distinguere l’anno di immatricolazione del veicolo, bensì il  periodo d'imposta nel quale la disposizione del Dl 223/2006 (che a sua volta ha delegato al provvedimento del 6 dicembre 2006 la definizione delle modalità tècni­che) è entrata in vigore, cioè il periodo d'imposta 2006.