Autoveicoli ad uso speciale (ufficio)

Lavoratori autonomi/artisti professionisti - Acquisto - Imposte dirette.


Art. 164, comma 1, DPR 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR)

LIMITI DI DEDUZIONE DELLE SPESE E DEGLI ALTRI COMPONENTI NEGATIVI RELATIVI A TALUNI MEZZI DI TRASPORTO A MOTORE, UTILIZZATI NELL’ESERCIZIO DI IMPRESE, ARTI E PROFESSIONI

“Le  spese  e  gli  altri  componenti  negativi  relativi  ai  mezzi  di trasporto a  motore  indicati nel presente articolo, utilizzati nell'esercizio di imprese,  arti  e  professioni,  ai  fini della determinazione dei relativi redditi sono  deducibili  solo se rientranti in una delle fattispecie previste nelle successive lettere a), b) e b-bis):

  a) per l'intero ammontare relativamente:  

  1) agli  aeromobili  da  turismo, alle navi e imbarcazioni da diporto, alle autovetture  ed  autocaravan,  di  cui  alle  lettere a) e m) del comma 1dell'articolo 54 del decreto  legislativo  30  aprile  1992,  n.  285,  ai ciclomotori e  motocicli  destinati  ad  essere utilizzati esclusivamente come beni strumentali nell'attività propria dell'impresa;

  2) ai veicoli adibiti ad uso pubblico;  

  b) nella  misura  del 40 per  cento  relativamente alle autovetture ed autocaravan, di cui  alle  citate  lettere  dell'articolo  54  del  citato decreto legislativo  n.  285  del  1992, ai ciclomotori e motocicli il cui utilizzo è diverso da quello indicato alla lettera a), numero 1). Tale percentuale è elevata all’80 per cento per i veicoli utilizzati  dai soggetti esercenti attività di agenzia o di rappresentanza di commercio. Nel caso di esercizio di  arti  e  professioni  in  forma individuale, la deducibilità' e' ammessa, nella  misura  del 40 per cento, limitatamente ad un solo veicolo; se l'attività e' svolta da  società  semplici  e  da  associazioni  di  cui all'articolo 5,  la  deducibilità  e'  consentita soltanto per un veicolo per ogni socio  o  associato.  Non  si  tiene  conto:  della  parte  del  costo di acquisizione che eccede lire 35 milioni per  le  autovetture  e  gli autocaravan, lire 8 milioni per  i  motocicli,  lire  4  milioni  per  i ciclomotori; dell'ammontare  dei  canoni  proporzionalmente  corrispondente al costo di  detti  veicoli che eccede i limiti indicati, se i beni medesimi sono utilizzati in  locazione  finanziaria; dell'ammontare dei costi di locazione e di noleggio  che  eccede  lire 7 milioni per le autovetture e gli autocaravan, lire 1,5  milioni  per  i motocicli, lire ottocentomila per i ciclomotori. Nel caso di  esercizio  delle  predette  attività  svolte  da società semplici e associazioni di  cui  al  citato articolo 5, i suddetti limiti sono riferiti a ciascun socio  o  associato.  I limiti predetti, che con riferimento al valore dei contratti di locazione anche finanziaria o di  noleggio  vanno ragguagliati ad  anno,  possono  essere  variati,  tenendo  anche  conto delle variazioni dell'indice  dei  prezzi  al consumo per le famiglie di operai e di impiegati verificatesi  nell'anno  precedente,  con decreto del Ministro delle finanze, di concerto con  il  Ministro  dell'industria,  del  commercio  e dell'artigianato. Il predetto limite di 35  milioni  di  lire  per  le autovetture e'  elevato  a  50  milioni di lire per gli autoveicoli utilizzati da agenti o rappresentanti di commercio. 

  b-bis) nella misura del 90 per cento per i veicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo d’imposta.”

 N.B. Non rientrano nell’area operativa della disposizione, gli autoveicoli individuati dall’art. 54 comma 1 del D. Lgs. n. 285 del 1992 (nuovo codice della Strada) che non sono richiamati espressamente dall’articolo 164 del Tuir. Trattasi ad esempio, degli autobus, autocarri, trattori stradali, autoveicoli per trasporti specifici, autoveicoli per uso speciale, autotreni, autoarticolati ed autosnodati, mezzi d’opera (come precisa la Circolare n. 1/E del 19 gennaio 2007).


Art. 54 comma 1, lettera a) del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, (Codice della Strada)

AUTOVEICOLI

"Gli autoveicoli sono veicoli a motore con almeno quattro ruote, esclusi i motoveicoli, e si distinguono in:

  ………..

g) autoveicoli per uso speciale: veicoli caratterizzati dall’essere muniti permanentemente di attrezzature e destinati prevalentemente al trasporto proprio. Su tali veicoli è consentito il trasporto del personale e dei materiali connessi col ciclo operativo delle attrezzature e di persone e cose connesse alla destinazione d’uso delle attrezzature stesse.

  ……….


Agenzia delle Entrate – Direzione centrale normativa e contenzioso - Risoluzione del 12 novembre 2001 n. 179/E

Oggetto:

Interpello - Art.11, legge 27-7-2000, n.212. XX S.A.S.

Testo

Con l'istanza di interpello di cui all'oggetto concernente l'esatta applicazione del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e' stato esposto il seguente

Quesito

La società XX  s.a.s. (di seguito indicata "società") ha fatto presente che intende  acquistare un'autovettura tipo "xy", attrezzarla specificamente al fine di omologarla come l'autoveicolo ad uso speciale", di cui all'articolo 54, lettera g) del Codice della strada, in particolare, come "autoveicolo per uso ufficio", dì cui all'articolo 203, lettera ee) del Regolamento di  esecuzione e di attuazione del nuovo Codice della strada, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495. La società, chiede, pertanto, dì conoscere se, per tale acquisto, sia ammessa la detrazione totale dell'Iva assolta in via di rivalsa; chiede, inoltre, se possa dedurre integralmente, ai fini dell'imposizione diretta, le relative quote di ammortamento.

Soluzione interpretativa prospettata dal contribuente

L'istante ritiene di poter procedere, senza alcuna limitazione, alla detrazione totale dell'Iva assolta sull'acquisto del veicolo omologato come "autoveicolo ad uso ufficio", dell'Iva corrisposta sulle spese di manutenzione e riparazione, nonchè dell'Iva relativa agli acquisti di carburanti e lubrificanti; ritiene possibile, altresì, la deduzione totale delle relative quote di ammortamento.

Parere dell'Agenzia delle Entrate

Gli "autoveicoli per uso speciale" sono menzionati dall'articolo 54 del nuovo codice della strada, approvato con decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, che li disciplina alla lettera g)come "veicoli caratterizzati dall'essere muniti permanentemente dì speciali attrezzature e destinati prevalentemente al trasporto proprio. Su tali veicoli e, consentito il trasporto del personale e dei materiali connessi con il ciclo operativo delle attrezzature e di persone e cose connesse alla destinazione d'uso delle attrezzature stesse".

L'articolo 203, comma 2, del Regolamento di esecuzione del nuovo C.d.S., così, come integrato dall'articolo 120 del decreto del Presidente della Repubblica 16 settembre 1996, n. 610, elenca, in relazione alle speciali attrezzature di cui sono muniti, i diversi tipi di autoveicoli da immatricolare come autoveicoli per uso speciale e, fra questi, alla lettera ee), indica gli "autoveicoli per uso ufficio".

Riguardo il diritto alla detrazione dell'Iva assolta in relazione all'acquisto e all'utilizzo dei suddetti veicoli, occorre considerare quanto disposto dall'articolo 19-bis, lettera c), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, che pone delle limitazioni di natura oggettiva alla detrazione dell'imposta assolta sugli acquisti "...(omissis)...di ciclomotori, di motocicli e di autovetture ed autoveicoli indicati nell'articolo 54, lettere a) e c), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285... (omissis) ..." ovvero di autoveicoli per trasporto promiscuo.

Non rientrano nella disposizione limitativa gli "autoveicoli per uso speciale" di cui all'articolo 54, lettera g) del decreto legislativo n. 285 del 1992; per tali veicoli, quindi, trovano applicazione le regole ordinarie di detrazione dell'imposta di cui all'articolo 19 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1978.

Nel caso in esame, pertanto, il diritto alla detrazione dell'Iva assolta sull'acquisto e il successivo utilizzo del veicolo in questione, inquadrato come "autoveicolo per uso speciale", compete nella misura in cui il bene, acquistato nell'esercizio dell'impresa, viene impiegato per realizzare operazioni soggette ad imposta o a queste assimilate ai fini della detrazione, ai sensi del citato art. 19.

La norma citata postula, quindi, una necessaria correlazione fra l'acquisto del bene effettuato dal soggetto passivo e il suo impiego nel processo produttivo per realizzare a valle operazioni imponibili, restando esclusa la detrazione ove lo stesso bene sia utilizzato in operazioni escluse dal campo di applicazione ovvero esenti dal tributo.

Come chiarito con la circolare ministeriale n. 328 del 24 dicembre 1997, il contribuente può esercitare il diritto alla detrazione anche prima dell'effettiva utilizzazione del bene nella propria attività produttiva (c.d. detrazione immediata), essendo sufficiente che i beni siano destinati, in base alla loro natura oggettiva, ad essere utilizzati in operazioni che danno diritto a detrazione.

Nel caso specifico, si è del parere che tale destinazione avvenga alla data dell'omologazione del bene come "autoveicolo per uso speciale", poiché è solo da tale momento che il veicolo può, essere utilizzato a finalità, produttive.

Passando ad esaminare il diritto a dedurre le quote di ammortamento del costo del veicolo dal reddito imponibile ai fini delle imposte dirette, l'articolo 121-bis, comma 1 (ora art. 164) del Testo Unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, pone delle limitazioni alla deducibilità delle spese e degli altri componenti negativi relativi “ ... (omissis) ... alle autovetture ed autocaravan, di cui alle lettere a) e m) del comma i dell'articolo 54 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, ai ciclomotori e motocicli... (omissis) ... ”.

Analogamente a quanto visto per l'Iva, e' da ritenersi che la limitazione indicata da tale norma non riguarda il caso in questione, considerando che gli autoveicoli per uso speciale di cui alla lettera g) del comma 1 dell'articolo 54 non sono contemplati dalla medesima disposizione normativa; ne consegue che per tali veicoli la deducibilità, nell'ambito della determinazione del reddito d'impresa, e' ammessa semprechè, risulti soddisfatto il principio generale stabilito nell'articolo 75, comma 5, del TUIR (ora art. 109, comma 5) ed essi vengano effettivamente utilizzati ad "uso ufficio" (per i liberi professionisti il principio in questione è stabilito dall’art. 54, comma 1).

La sussistenza delle condizioni che permettono al contribuente la detraibilità, totale dell'Iva e la deducibilità integrale delle spese e dei componenti negativi resta infatti subordinata ad una verifica dell'effettiva utilizzazione del veicolo nell'ambito del ciclo produttivo dell'impresa.

In tale contesto occorre che il veicolo sia utilizzato conformemente alla destinazione risultante dall'omologazione come "autoveicolo per uso ufficio" e, quindi, nella concreta realtà, produttiva, per soddisfare esigenze aziendali di avere uffici amministrativi mobili, come tali suscettibili di essere spostati, per esempio, in occasione di mostre, fiere o manifestazioni commerciali promozionali in genere.

Nel caso in cui il veicolo è, utilizzato per soddisfare esigenze diverse da quella sopraindicata, per esempio, per spostare beni o persone, come semplice mezzo di trasporto, seppure nell'ambito della attività, produttiva dell'impresa, si è del parere che il veicolo è utilizzato per un uso diverso rispetto all'uso ufficio per il quale è stato omologato e, pertanto, non si potrà procedere alla detrazione dell'Iva, ne, alla deduzione dei relativi costi.

D'altronde, lo stesso codice della strada, all'articolo 82, sanziona un uso diverso del veicolo in questione da quello indicato sulla carta di circolazione con una sanzione amministrativa pecuniaria e con la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della carta di circolazione.

Pertanto, a condizione che il veicolo medesimo sia effettivamente impiegato, come ufficio mobile, nell'ambito del suo ciclo produttivo, la società istante potrà detrarre totalmente l'Iva assolta all'atto dell'acquisto, e successivamente quella relativa al suo utilizzo (spese di manutenzione, riparazione, acquisti di carburanti, lubrificanti, etc.), nonchè potrà, ai fini della determinazione del reddito d'impresa, dedurre senza alcuna limitazione le relative quote di ammortamento e gli altri componenti negativi sostenuti in relazione al suo impiego.

La risposta di cui alla presente nota, sollecitata con istanza di interpello presentata alla Direzione regionale per ……… viene resa dalla scrivente ai sensi dell'articolo 4, comma 1, ultimo periodo del D.M. 26 aprile 2001, n. 209."


Art. 54, comma 1, DPR 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR)

NORME GENERALI SUI COMPONENTI DEL REDDITO D’IMPRESA (principio di inerenza)

“1. Il  reddito  derivante dall'esercizio di arti e professioni e' costituito dalla differenza tra l'ammontare  dei  compensi  in  denaro  o  in  natura percepiti nel  periodo  di  imposta,  anche sotto forma di partecipazione agli utili, e  quello  delle  spese  sostenute  nel  periodo  stesso nell'esercizio dell'arte o  della  professione………”.


NOTA STUDIO JANNOTTA SUGLI AUTOVEICOLI PER USO UFFICIO

L’art. 54 del Codice della Strada individua alla lettera g) gli autoveicoli per uso speciale definendoli come: "veicoli caratterizzati dall’essere muniti permanentemente di attrezzature e destinati prevalentemente al trasporto proprio. Su tali veicoli è consentito il trasporto del personale e dei materiali connessi con il ciclo operativo delle attrezzature e di persone e cose connesse alla destinazione d’uso delle attrezzature stesse".

Nel regolamento di attuazione del Codice della Strada all’art. 203 sono poi individuati in relazione alle speciali attrezzature di cui sono muniti i tipi di autoveicoli da immatricolare come veicoli per usi speciali. In particolare detto articolo recita:

"Sono classificati ai sensi dell’artico 54, comma 2, del codice, per uso speciale, i seguenti autoveicoli:

a)trattrici stradali

b)…………….

………………..

h) autoveicoli gru

…………

m) autoambulanze

n) autofunebri

…………..

o) autofurgoni attrezzati per trasporto detenuti

……………..

ee )autoveicoli per uso ufficio".

Dal combinato disposto dei suddetti articoli risulta pertanto possibile immatricolare i veicoli come autoveicolo ad uso speciale (nella fattispecie ad uso ufficio) purchè risultino permanentemente muniti di speciali attrezzature idonee a individuarli in quanto tali. Detti autoveicoli potranno però trasportare solo le persone e i materiali connessi con la destinazione d’uso che risulta dalla carta di circolazione. Pertanto, in caso di controlli su strada potranno essere irrogate contravvenzioni dagli organi di polizia qualora sui veicoli in esame vengano trasportate persone o cose per le quali risulta evidente la non connessione con la destinazione d’uso di detti veicoli.

In proposito si segnala che secondo quanto stabilito dall’art. 82, comma 8, del Codice della Strada:

“Ferme restando le disposizioni di leggi speciali, chiunque utilizza un veicolo per una destinazione o per un uso diversi da quelli indicati sulla carta di circolazione e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 74 a euro 296 …..Dalla violazione dei commi 8 e 9 consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della carta di circolazione da uno a sei mesi, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI. In caso di recidiva la sospensione e' da sei a dodici mesi.

Per quanto concerne, poi, il trattamento fiscale dei veicoli ad uso ufficio utilizzati nell’esercizio di imprese, arti o professioni, non sussiste nessuna limitazione imposta dalla normativa in vigore in ordine alla deducibilità integrale ai fini delle imposte sui redditi nonché alla detraibilità totale dell’IVA assolta all’atto dell’acquisto.

Detti veicoli sono individuati, infatti, dall’art. 54, primo comma, lettera g) del Codice della strada che non rientra tra quelli per cui le normative delle imposte sui redditi e dell’IVA impongono limitazioni in ordine alla deducibilità/detraibilità fiscale.

L’art. 164 del TUIR quando dispone la deducibilità degli ammortamenti al 40% su un importo massimo di costo di € 18.075,99 si riferisce infatti specificatamente alle autovetture ed autocaravan di cui alle lettere a) e m) dell’art. 54 del Codice della strada, ammettendo di fatto la deducibilità per tutti gli altri veicoli individuati da detto articolo tra cui sono compresi appunto alla lettera g) gli autoveicoli per uso speciale.

La normativa IVA quando dispone all’art. 19 bis 1 del DPR 633/72 l’indetraibilità del tributo sull’acquisto dei veicoli si riferisce alle "autovetture ed autoveicoli indicati nell’art. 54 lettera a) e c) del decreto legislativo n. 30 aprile 1992, n. 285 (Codice della strada)" non prevedendo, invece, nessuna limitazione per i veicoli classificati ai punti successivi.

Tuttavia come per qualsiasi altro bene aziendale la deducibilità ai fini IVA e delle imposte sui redditi è comunque ammessa a condizione che siano rispettati i principi di inerenza e strumentalità rispetto alla attività esercitata.