Autoveicoli uso speciale (uso ufficio)

Agenti/rappresentanti - Acquisto - Iva.


Art. 19-BIS 1, DPR 26 ottobre 1972, n. 633

ESCLUSIONE O RIDUZIONE DELLA DETRAZIONE PER ALCUNI BENI E SERVIZI

In deroga alle disposizioni di cui all'articolo 19:

a) l'imposta relativa all'acquisto o all'impor­tazione di aeromobili e dei relativi componenti e ricambi è ammessa in detrazione se i beni formano oggetto dell'attività propria dell'impresa o sono de­stinati ad essere esclusivamente utilizzati come stru­mentali nell'attività propria dell'impresa ed è in ogni caso esclusa per gli esercenti arti e professioni;

b) l’imposta relativa all'acquisto o all'impor­tazione dei beni elencati nell'allegata tabella B (motocicli per uso privato con motore di cilindrata superiore a 350 cc. n.d.r.) e delle navi e imbarcazioni da diporto nonché dei relativi componenti e ricambi è ammessa in detra­zione soltanto se i beni formano oggetto dell'attivi­tà propria dell'impresa ed è in ogni caso esclusa per gli esercenti arti e professioni;

c) l'imposta relativa all'acquisto o all'importazione di veicoli stradali a motore, diversi da quel­li di cui alla lettera f) dell’allegata tabella B (motocicli per uso privato con motore di cilindrata superiore a 350 cc. n.d.r.), e dei relativi componenti e ricambi è ammessa in detra­zione nella misura del 40 per cento se tali veicoli non sono utilizzati esclusivamente nell'esercizio del­l'impresa, dell'arte o della professione. La disposizione non si applica, in ogni caso, quando i predetti veicoli formano oggetto dell'attività propria del­l'impresa nonché per gli agenti e rappresentanti di commercio. Per veicoli stradali a motore si intendo­no tutti i veicoli a motore, diversi dai trattori agri­coli o forestali, normalmente adibiti al trasporto stradale di persone o beni la cui massa massima autorizzata non supera 3.500 kg e il cui numero di posti a sedere, escluso quello del conducente, non è superiore a otto;

d) l'imposta relativa all'acquisto o all'impor­tazione di carburanti e lubrificanti destinati ad ae­romobili, natanti da diporto e veicoli stradali a motore, nonché alle prestazioni di cui al terzo com­ma dell'articolo 16 e alle prestazioni di custodia, manutenzione, riparazione e impiego, compreso il transito stradale, dei beni stessi, è ammessa in detra­zione nella stessa misura in cui è ammessa in detra­zione l'imposta relativa all'acquisto o all'importa­zione di detti aeromobili, natanti e veicoli stradali a motore;

………….

g) abrogata


Art. 16, comma 3, DPR 26 ottobre 1972, n. 633

ALIQUOTE DELL’IMPOSTA

"Per le prestazioni di servizi dipendenti da contratti d’opera, di appalto e simili che hanno per oggetto la produzione di beni e quelle dipendenti da contratti di locazione finanziaria, di noleggio e simili, l’imposta si applica con la stessa aliquota che sarebbe applicabile in caso di cessione dei beni prodotti, dati con contratti di locazione finanziaria, noleggio e simili"


Decisione del Consiglio dell’Unione Europea, del 18 giugno 2007 (pubblicata nella Gazzetta ufficiale il 27 giugno 2007), che autorizza la Repubblica italiana ad applicare misure di deroga all’articolo 26, paragrafo 1, lettera a), e all’articolo 168 della direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto

Articolo 1

In deroga all’articolo 168 della direttiva 2006/112/CE, l’Italia è autorizzata a limitare al 40 % il diritto a detrarre l’IVA sulle spese relative ai veicoli stradali a motore non interamente utilizzati a fini professionali.

Articolo 2

In deroga all’articolo 26, paragrafo 1, lettera a), della direttiva 2006/112/CE, l’Italia è anche tenuta a non assimilare a prestazioni di servizi a titolo oneroso l’uso a fini privati di veicoli che rientrano fra i beni dell’impresa di un soggetto passivo, se tale veicolo è stato soggetto a restrizione del diritto a detrazione ai sensi della presente decisione.

Articolo 3

Le spese relative ai veicoli sono escluse dalla restrizione del diritto a detrazione autorizzato dalla presente decisione se il veicolo rientra in una delle seguenti categorie:

— il veicolo rientra fra i beni strumentali del soggetto passivo nell’esercizio della sua attività,

— il veicolo viene utilizzato come taxi,

— il veicolo viene utilizzato a fini di formazione da una scuola guida,

— il veicolo viene utilizzato per noleggio o leasing,

— il veicolo viene utilizzato da rappresentanti di commercio.

Articolo 4

Le spese relative ai veicoli in questione coprono acquisto del veicolo, compresi i contratti di assemblaggio e simili, fabbricazione, acquisto intracomunitario, importazione, leasing o noleggio, modificazione, riparazione e manutenzione, nonché le

spese relative a cessioni o prestazioni effettuate in relazione ai veicoli e al loro uso, compresi lubrificanti e carburante.

Articolo 5

Gli articoli 1 e 2 si applicano a tutti i veicoli a motore — trattori agricoli o forestali esclusi — normalmente adibiti al trasporto stradale di persone o beni la cui massa massima autorizzata non supera 3 500 kg e il cui numero di posti a sedere, escluso quello del conducente, non è superiore a otto.

Articolo 6

Una valutazione che copra i primi due anni dell’applicazione della presente decisione, compresa una revisione della percentuale di restrizione applicata, viene presentata alla Commissione dopo il secondo anniversario della presente decisione, e in ogni

caso entro il 31 dicembre 2009.

Articolo 7

La presente decisione scade alla data di entrata in vigore delle norme comunitarie che stabiliscono quali spese relative ai veicoli stradali a motore non possono beneficiare della detrazione totale dell’imposta sul valore aggiunto, e comunque il 31 dicembre

2010.

Articolo 8

La Repubblica italiana è destinataria della presente decisione. Fatto a Lussemburgo, addì 18 giugno 2007.

Per il Consiglio

Il presidente

F.-W. STEINMEIER

L 165/33 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 27.6.2007


Risoluzione n. 6/DPF del 20/02/2008

3. Veicoli utilizzati promiscuamente nell’esercizio dell’impresa e per fini privati

Così definito l’ambito applicativo delle nuove disposizioni, occorre distinguere il caso in cui i veicoli siano interamente utilizzati per finalità imprenditoriali, artistiche o professionali da quello in cui gli stessi siano utilizzati anche per altre finalità. Per i veicoli non interamente utilizzati per finalità imprenditoriali, artistiche o professionali, in deroga ai criteri ordinari non deve essere verificata in concreto la quota di effettiva utilizzazione per tali finalità, ma l’imposta detraibile è limitata forfetariamente al 40 per cento dell’IVA afferente le operazioni relative ai veicoli in questione, vale a dire:

• gli acquisti, anche intracomunitari, e le importazioni dei veicoli;

• le acquisizioni dei medesimi in noleggio e locazione, anche finanziaria;

• gli acquisti di componenti e ricambi dei medesimi;

• gli acquisti di carburanti e lubrificanti per i medesimi:

• gli acquisti dei servizi di manutenzione, riparazione, custodia, impiego (pedaggi stradali inclusi) relativi ai medesimi.

Resta inteso che la detrazione è ulteriormente ridotta ove sussistano le limitazioni conseguenti all’effettuazione di operazioni esenti o non soggette.

Per i veicoli stradali per i quali trovi applicazione la predetta limitazione forfetaria, il n. 1) del nuovo sesto comma dell’articolo 3 del decreto IVA, introdotto dalla lettera a) del comma 261 dell’articolo 1 della legge finanziaria 2008, stabilisce, in conformità alle disposizioni della citata decisione del Consiglio (che contiene un’espressa deroga alla disposizione di cui all’articolo 26 della direttiva n. 2006/112/CE), l’irrilevanza ai fini impositivi dell’uso personale o familiare da parte dell’imprenditore dei veicoli stessi o della loro messa a disposizione a favore del personale dipendente senza l’addebito di un corrispettivo specifico.

Si precisa che il descritto regime, consistente nella detrazione limitata al quaranta per cento dell’IVA assolta a monte e nell’irrilevanza dell’uso privato, non è derogabile. In questo senso depone chiaramente il combinato disposto dell’articolo 19-bis1, lettera c), e dell’articolo 3, sesto comma, lettera a), del decreto IVA, come risultanti dalle modifiche apportate dal citato comma 261 dell’articolo 1 della legge finanziaria 2008. Non è, dunque, consentito al contribuente adottare il diverso comportamento consistente nella detrazione integrale dell’imposta all’atto dell’acquisto dei beni e servizi in questione e nell’applicazione dell’IVA, sulla base del valore normale, per l’utilizzo privato dei medesimi.

4. Veicoli utilizzati esclusivamente nell’esercizio dell’impresa, arte o professione

Per i veicoli stradali a motore rientranti nella tipologia presa in considerazione dalla decisione del Consiglio e dall’ultimo periodo della lettera c) dell’articolo 19-bis1 del decreto IVA, utilizzati esclusivamente nell’esercizio dell’impresa, dell’arte o della professione, il regime di detrazione limitata forfetariamente non opera, ai sensi del primo periodo della predetta lettera c), che esclude chiaramente tali veicoli dal suo ambito applicativo. L’imposta afferente le operazioni di acquisto di beni e servizi, relative a detti veicoli, è pertanto integralmente detraibile (sempreché non sussistano limitazioni all’esercizio del diritto alla detrazione derivanti dall’effettuazione di operazioni esenti da IVA o non soggette all’imposta). Al riguardo, va precisato che non rileva a tal fine il fatto che i beni e i servizi acquistati formino o meno oggetto dell’attività propria dell’impresa, giacché dall’ambito applicativo della previsione di detraibilità forfettaria sono esclusi tout court tutti i casi di integrale utilizzazione nell’attività di impresa…..

NB. In tutti i casi in cui il contribuente impiega il mezzo solo per fini professionali l’Iva potrà quindi essere detratta al 100%, indipendentemente dalla tipologia dell’attività, a patto che esistano procedure aziendali in grado di documentare al Fisco l’uso esclusivo (Assonime, circ. 11/2008)

In particolare, devono considerarsi utilizzati esclusivamente nell’esercizio dell’impresa anche i veicoli stradali a motore acquistati dal datore di lavoro o acquisiti anche in base a base a contratti di noleggio o locazione, anche finanziaria, e successivamente messi a disposizione del personale dipendente a fronte di uno specifico corrispettivo. La messa a disposizione dietro corrispettivo è infatti un’operazione imponibile ad IVA, ai sensi del principio generale in tema di imposizione delle prestazioni di servizi effettuate a titolo oneroso contenuto nell’articolo 24 della direttiva n. 2006/112/CE, non derogato dalla citata decisione del Consiglio, che prende in considerazione solo l’articolo 26 della direttiva stessa. I veicoli utilizzati dal datore di lavoro nell’esercizio dell’impresa e messi a disposizione dei dipendenti, dietro un corrispettivo convenuto specificamente per la possibilità accordata a questi ultimi di utilizzarli anche per scopi privati, sono comunque da considerarsi utilizzati totalmente per l’effettuazione di operazioni poste in essere nell’ambito dell’attività d’impresa: le operazioni tipiche dell’attività di impresa, da un lato, e la messa a disposizione dietro corrispettivo a favore del dipendente, dall’altro. Ne deriva che – in base ai criteri generali in materia di detrazione dell’IVA – l’imposta afferente l’acquisto dei veicoli stessi è integralmente detraibile (sempreché ovviamente non sussistano limitazioni alla detrazione conseguenti all’effettuazione di operazioni esenti o non soggette).

6. Veicoli che formano oggetto dell’attività propria dell’impresa – Agenti di commercio

Ai sensi del secondo periodo della lettera c) dell’articolo 19-bis1, la limitazione forfetaria della detrazione al 40 per cento non trova in ogni caso applicazione – indipendentemente dalla circostanza che il veicolo acquistato sia utilizzato integralmente nell’esercizio di impresa – nel caso in cui lo stesso sia acquistato da agenti e rappresentanti di commercio e da soggetti passivi per i quali i veicoli stradali a motore di cui trattasi formino oggetto dell’attività propria dell’impresa (circostanza che deve ritenersi ricorrente, in via meramente esemplificativa, quando l’attività propria dell’acquirente sia caratterizzata dalla commercializzazione dei predetti veicoli o dalla locazione, anche finanziaria, o noleggio degli stessi sulla base di contratti stipulati con terzi). Ne consegue che tali soggetti continuano ad operare la detrazione secondo le regole ordinarie, in funzione dell’utilizzazione del bene o servizio acquistato nell’esercizio dell’impresa. Peraltro, in queste due ipotesi nelle quali la detrazione dell’imposta va commisurata all’effettiva utilizzazione dei veicoli nell’esercizio dell’impresa, potrebbe essere, in pratica, non agevole individuare ex ante la quota del bene o servizio acquistato destinata all’esercizio dell’attività d’impresa. In tal caso, ove sia operata una detrazione integrale dell’imposta all’atto dell’acquisto del veicolo, il successivo impiego dei beni e servizi anzidetti per un uso personale o familiare sarà da assoggettare ad IVA, ai sensi del terzo comma dell’articolo 3 del decreto IVA, non modificato dalla legge finanziaria 2008, con una base imponibile pari al valore normale determinato ai sensi delle regole generali di cui all’articolo 14, terzo e quarto comma, del decreto IVA. Per la specifica ipotesi della messa a disposizione senza corrispettivo, da parte del datore di lavoro nei confronti dei dipendenti, la base imponibile è determinata in funzione del valore normale pari al 30 per cento dell’importo corrispondente ad una percorrenza convenzionale di quindicimila chilometri calcolato sulla base del costo chilometrico di esercizio desumibile dalla tabelle nazionali ACI, al netto dell’IVA nello stesso importo inclusa, come si ricava dal nuovo sesto comma del citato articolo 14, che fa riferimento anche al caso in cui non sia richiesto al dipendente uno specifico corrispettivo.


Art. 19, comma 4, DPR 26 ottobre 1972, n. 633

DETRAZIONE

“1. Per  la   determinazione   dell'imposta  dovuta a norma del primo comma dell'articolo 17 o  dell'eccedenza di cui al secondo comma dell'articolo 30, è detraibile dall'ammontare dell' imposta relativa alle operazioni effettuate, quello dell'imposta assolta o dovuta dal soggetto passivo o a lui addebitata a titolo di rivalsa  in relazione ai beni ed ai servizi importati o acquistati nell'esercizio dell'impresa, arte  o professione. Il diritto alla detrazione dell'imposta relativa ai beni e servizi acquistati o importati sorge nel momento in cui l'imposta diviene esigibile e può  essere esercitato, al più  tardi, con la  dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui il diritto alla detrazione  e' sorto ed alle condizioni esistenti al momento della nascita del diritto medesimo.

  ……………..

  4. Per i beni ed i servizi in parte utilizzati per operazioni non soggette all' imposta la detrazione  non e' ammessa per la quota imputabile a tali utilizzazioni e  l'ammontare   indetraibile  e' determinato secondo criteri oggettivi, coerenti con  la natura dei beni e servizi acquistati. Gli stessi criteri si applicano per determinare la quota di imposta indetraibile relativa ai beni  e  servizi in parte utilizzati per fini privati o comunque estranei all'esercizio dell'impresa, arte e professione.

……..”

Art. 19-BIS 2, DPR 26 ottobre 1972, n. 633

RETTIFICA DELLA DETRAZIONE

"La detrazione dell’imposta relativa ai beni non ammortizzabili ed ai servizi è rettificata in aumento o in diminuzione qualora i beni ed i servizi medesimi sono utilizzati per effettuare operazioni che danno diritto alla detrazione in misura diversa da quella inizialmente operata. …

Per i beni ammortizzabili, la rettifica di cui al comma 1 è eseguita in rapporto al diverso utilizzo che si verifica nell’anno della loro entrata in funzione ovvero nei quattro anni successivi ed è calcolata con riferimento a tanti quinti dell’imposta a quanto sono gli anni mancanti al compimento del quinquennio.

…..

Le rettifiche delle detrazioni di cui ai commi precedenti sono effettuate nella dichiarazione relativa all’anno in cui si verificano gli eventi che le determinano, sulla base delle risultanze delle scritture contabili".


Art. 3, comma 3 e 6, DPR 26 ottobre 1972, n. 633

PRESTAZIONI DI SERVIZI

L e prestazioni indicate nei commi primo e secondo  sempreché l’ imposta afferente agli acquisti di beni e servizi relativi alla loro esecuzione sia detraibile, costituiscono per ogni operazione di valore superiore a lire cinquantamila prestazioni di servizi anche se effettuate per l’uso personale o familiare dell’ imprenditore, ovvero a titolo gratuito per altre finalità estranee all’esercizio dell’ impresa.

………….

Le disposizioni del primo periodo del terzo comma non si applicano in caso di uso personale o fa miliare dell’imprenditore ovvero di messa a disposizione a titolo gratuito nei confronti dei dipendenti:

a) di veicoli stradali a motore per il cui acquisto, pure sulla base di con tratti di locazione, anche finanziaria, e di noleggio, la detrazione dell’imposta è stata operata in funzione della percentuale di cui alla lettera c ) del comma 1 dell’articolo 19 -bis 1 ;


NOTA STUDIO JANNOTTA SU LIMITAZIONI DI TIPO OGGETTIVO E SOGGETTIVO DELLA DETRAIBILITA’ IVA

I VEICOLI AZIENDALI: L’IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO

La detrazione dell’IVA relativa all’acquisto, leasing o locazione di un veicolo e delle spese ad esso connesse (impiego, custodia, manutenzione e riparazione) può subire due tipi di limitazioni:

• la prima di tipo OGGETTIVO, è riferita alla particolare natura del bene; per stabilire la detraibilità del veicolo è necessario fare riferimento alla definizione contenuta all’art. 19bis1 lett. c). L’art. dispone in merito all’indetraibilità dell’imposta facendo riferimento ai veicoli stradali a motore, diversi da trattori agricoli o forestali, normalmente adibiti al trasporto stradale di persone o beni la cui massa autorizzata non supera 3.500 kg e il cui numero di posti a sedere, escluso quello del conducente, non è superiore a otto. È inoltre opportuno distinguere se i veicoli sono:

Oggetto dell’attività propria dell’impresa

Destinati ad essere utilizzati Esclusivamente come strumentali nell’esercizio dell’attività

Si intendono quei beni il cui impiego qualifica e realizza l’attività normalmente ed abitualmente esercitata. Si tratta quindi dell’attività di commercio, noleggio, locazione finanziaria di veicoli.

Si intendono quei beni impiegati esclusivamente come mezzo per l’esercizio dell'attività e, pertanto, diversamente dai precedenti, inidonei a qualificare la natura dell’attività svolta. Si tratta ad esempio dei veicoli utilizzati dalle imprese di autotrasporto.


• la seconda, di tipo SOGGETTIVO, riguarda la tipologia delle operazioni nelle quali il bene viene impiegato: esenti, non imponibili, escluse dal campo IVA o anche estranee all’esercizio dell’attività (ad esempio uso privato). In questi casi, pur in assenza di limitazioni oggettive, la detrazione può essere preclusa o ridotta. Occorre pertanto determinare in quale misura il veicolo è utilizzato nel contesto di operazioni soggette al tributo o di operazioni escluse dal campo di applicazione dell’imposta, in modo da calcolare la quota detraibile.

INDETRAIBILITÀ DI TIPO OGGETTIVO

L’indetraibilità oggettiva può essere totale o parziale.

INDETRAIBILITA’ TOTALE

 È prevista per i veicoli indicati nella tabella B lettera f) allegata al DPR 633/72 ovvero:

f) motocicli per uso privato con motore di cilindrata superiore a 350 cc.

Precisazioni: L’IVA è totalmente detraibile se i beni sopra indicati rientrano nell’attività propria dell’impresa (ad esempio il concessionario di moto)

L’IVA è sempre indetraibile per i professionisti.

INDETRAIBILITA’ PARZIALE

Pari al  60% (è detraibile il 40% dell’imposta)

Veicoli stradali a motore, diversi da trattori agricoli o forestali, normalmente adibiti al trasporto stradale di persone o beni la cui massa autorizzata non supera 3.500 kg e il cui numero di posti a sedere, escluso quello del conducente, non è superiore a otto.

In questa definizione (art. 19bis1 DPR 633/72) sono ricompresi i seguenti veicoli così definiti dal Codice della Strada:

Autovetture (anche autoveicoli per trasporto promiscuo omologati dopo il 1° ottobre 1998) di qualsiasi cilindrata;

Motocicli  fino a 350 cc;

Ciclomotori;

Autoveicoli ad uso promiscuo, omologati come tali prima del 1° ottobre 1998, non carrozzati a pianale e cassone o a furgone di qualsiasi cilindrata.

Veicoli ad uso ufficio;

Autocarri con massa massima autorizzata non superiore a 3.500 kg.

Precisazioni: L’IVA è totalmente detraibile se i beni sopra indicati sono:

• Utilizzati esclusivamente nell’esercizio dell’impresa, dell’arte o  della professione;

• Oggetto dell’attività propria dell’impresa;

• Acquistati da agenti e rappresentanti.


La parziale detraibilità IVA provoca effetti anche sul costo deducibile ai fini delle imposte sul reddito. Infatti, il 60% dell’IVA pagata per l’acquisto di un’autovettura non è ammessa in detrazione nel periodo di competenza ma concorre alla formazione del costo deducibile.

ESEMPIO: ACQUISTO DI UN’AUTOVETTURA

Costo di acquisto

Imponibile

IVA

15.000 euro

12.500 euro

2.500 euro

 

Iva detraibile (2.500 x 40%)

1.000 euro

Costo rilevante ai fini IRPEF 12.500 + (2.500 x 60%)

14.000 euro


DETRAIBILITÀ TOTALE

Per i veicoli diversi da quelli sopra indicati, ad esempio per gli autocarri con massa massima superiore a 3.500 kg, non opera alcuna limitazione oggettiva; pertanto, in assenza di limitazioni di tipo soggettivo, l’IVA pagata al momento dell’acquisto, leasing o locazione, ma anche quella relativa ai carburanti, lubrificanti, spese autostradali, spese di impiego e custodia, manutenzione e riparazione, è totalmente detraibile.


Agenzia delle Entrate – Direzione centrale normativa e contenzioso – Risoluzione del 13.02.2003 n. 34/E

Oggetto:

 Istanza d’interpello ai sensi dell’art. 11, legge 27 luglio 2000, n. 212. XY S.a.s. Applicazione dell’art. 19 bis-1, comma unico, lettera c), del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, ai soggetti svolgenti l’attività di agente (o rappresentante) di commercio in forma societaria. Con un’istanza d’interpello, concernente l’esatta applicazione dell’art. 19 bis-1, lettera c), del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, è stato esposto il seguente

Quesito

La società " XY S.a.s.", svolgente l’attività di agente di commercio, ha acquistato un’autovettura, detraendone integralmente l’IVA addebitata dal fornitore.

La stessa società chiede se tale comportamento sia da ritenersi conforme a quanto previsto dal citato art. 19 bis-1, lettera c), del D.P.R. n. 633 del 1972, in relazione alla "deroga" fiscale disposta da tale norma in favore degli agenti e rappresentanti di commercio, deroga che consente a questi ultimi di detrarre integralmente l’IVA assolta sugli acquisti di autovetture, diversamente dagli altri soggetti IVA.

In particolare, il quesito attiene alla circostanza se la suddetta "deroga" possa trovare applicazione anche nei confronti dei soggetti che svolgono l’attività di agente di commercio in forma societaria.

Soluzione interpretativa prospettata dal contribuente

La società istante ritiene che il comportamento adottato non contrasta con quanto disposto dalla norma fiscale in esame, in considerazione del fatto che la "deroga" viene riconosciuta in senso oggettivo in favore degli agenti e rappresentanti di commercio, prescindendo, quindi, dalla forma giuridica con la quale tali soggetti svolgono concretamente la propria attività.

Parere dell’Agenzia delle Entrate

Occorre preliminarmente rilevare che il quesito proposto dall’istante è stato formulato solo dopo avere posto in essere il comportamento fiscalmente rilevante e, pertanto, l’istanza presentata è da ritenersi inammissibile perché in contrasto con quanto disposto dall’art. 1, comma 2, del D.M. n. 209 del 26 aprile 2001, che regolamenta l’istituto dell’interpello, di cui all’art. 11 della legge n. 212 del 2000.

Si reputa opportuno, tuttavia, esaminare nel merito la questione descritta, rappresentando, ai sensi della circolare 18 maggio 2000, n. 99,un parere che non e' produttivo degli effetti propri dell'interpello previsto dal citato articolo 11 della legge n. 212 del 2000.

L’art. 19-bis 1, lettera c), del D.P.R. n. 633 del 1972, (oggi modificato come sopra) prevede in via transitoria che "l’imposta relativa all’acquisto o all’importazione di ciclomotori, di motocicli, e di autovetture ed autoveicoli indicati nell’art. 54, lettere a) e c) del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, non compresi nell’allegata tabella B e non adibiti ad uso pubblico, che non formano oggetto dell’attività propria dell’impresa, e dei relativi componenti e ricambi, nonché alle prestazioni di servizi di cui al terzo comma dell’art. 16 ed a quelle d’impiego, custodia, manutenzione e riparazione relative ai beni stessi, non è ammessa in detrazione salvo che per gli agenti o rappresentanti di commercio".

 La suddetta disposizione, in attesa di un riordine complessivo della materia, è stata prorogata dall’art. 2, comma 13, della legge 27 dicembre 2002, n. 289 (legge finanziaria per il 2003), al 31 dicembre 2003. Circa la particolare disciplina posta dalla richiamata norma in favore degli agenti (e rappresentanti) di commercio, differente da quella prevista per gli altri soggetti IVA, può ritenersi che la sua ratio risieda nella presunzione di "strumentalità" riconosciuta ai mezzi di trasporto a motore, specificamente indicati dal legislatore, quando essi vengono impiegati da tali soggetti nello svolgimento delle proprie attività istituzionali di agenzia o rappresentanza di commercio.

Per effetto di tale "strumentalità" il legislatore non ha previsto nei confronti di tali soggetti i limiti alla possibilità di detrarre l’imposta assolta sugli acquisti (o su spese di manutenzione in genere) di autovetture, che sono stati invece adottati nei confronti della generalità degli altri soggetti IVA. Le autovetture utilizzate dagli agenti (e rappresentanti) di commercio sono, infatti, essenziali allo svolgimento delle attività in discussione, considerato che l’oggetto di queste ultime si concretizza, secondo quanto previsto dall’art. 1, commi 1 e 2, della legge 3 maggio 1985, n. 204, regolamentatrice del settore, nella promozione della "conclusione di contratti in una o più zone determinate", sulla base di un incarico stabile da parte di una o più imprese, circostanza che rende gli operatori interessati soggetti a continui spostamenti sul territorio. Peraltro, in base all’art. 2 della suddetta disciplina, allo svolgimento di tali attività vengono legittimati solo i soggetti che hanno ottenuto l’iscrizione in un apposito ruolo istituito presso le locali camere di commercio, a seguito della verifica di specifici requisiti, previsti dal Decreto Ministeriale del 21 agosto 1985, che ha dettato le norme di attuazione della menzionata disciplina generale.

In particolare, l’art. 6 della citata legge n. 204 del 1985, prevedendo che tali requisiti devono essere posseduti dai rappresentanti legali quando l’attività viene esercitata da una società, ammette che può essere agente (o rappresentante) di commercio anche un soggetto collettivo; riconoscimento, peraltro, operato anche dalla Suprema Corte (Cass. civ., 21 marzo 1997, n. 2509, sez. lav.), pur se con riferimento al contratto di agenzia in genere, disciplinato dagli artt. 1742 e ss. del codice civile.

Ciò premesso, si ritiene che il carattere di "strumentalità" delle autovetture non venga meno quando le attività in questione sono svolte in forma collettiva e che, pertanto, la detrazione integrale dell’IVA, prevista per gli agenti e rappresentanti di commercio dall’art. 19 bis-1, lettera c), del D.P.R. n. 633 del 1972, possa essere operata da questi ultimi anche quando operano in forma societaria per lo svolgimento esclusivo delle attività istituzionali di cui alla legge n. 204 del 1985.

In argomento si rileva che il diritto alla detrazione dell’IVA assolta nell’acquisto di beni e servizi compete in via generale, secondo quanto stabilito dagli artt. 19 e ss. del D.P.R. n. 633 del 1972, nella misura in cui detti beni o servizi vengono impiegati nell’effettuazione di operazioni soggette ad imposta o ad esse assimilate; se i predetti beni o servizi sono utilizzati anche per fini privati, o comunque estranei all’oggetto dell’attività, la detrazione non è ammessa, come previsto dall’art. 19, quarto comma, del citato D.P.R. n. 633 del 1972, per la quota riferibile ai suddetti utilizzi, secondo criteri oggettivi.

Con riferimento al caso in esame, tale ultima circostanza si verifica nell’ipotesi in cui l’agente (o il rappresentante) di commercio utilizza anche per uso proprio o familiare l’autovettura per la quale può operare la detrazione IVA o di cui ha già detratto l’imposta; in tale evenienza l’agente (o il rappresentante di commercio), già in sede di acquisto, può effettuare una valutazione prospettica del futuro impiego dei mezzi e detrarre solo in parte l’imposta, ovvero, se ha provveduto al recupero totale di questa, dovrà operare in sede di dichiarazione annuale, a mente dell’art. 19 bis-2 del D.P.R. n. 633 del 1972, la rettifica della detrazione inizialmente operata.

In ultimo, si osserva che la soluzione prospettata è coerente con quella assunta nella circolare n. 188 del 16 luglio 1998, a proposito della deduzione dal reddito d’impresa dei costi di cui all’art. 121-bis, primo comma, del TUIR, approvato con D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, nella quale si è affermato che "(…) il riferimento agli agenti o rappresentanti di commercio (…) vada riferito a coloro che svolgono l’attività di agenzia o di rappresentanza di commercio, indipendentemente dalla natura giuridica rivestita dal soggetto che esercita tale attività (impresa individuale, associazione, società)".

La risposta fornita con la presente risoluzione, sollecitata con istanza di interpello presentata alla Direzione Regionale, viene resa dalla scrivente ai sensi dell'articolo 4, comma 1, ultimo periodo del D.M. 26 aprile 2001, n. 209.