PRODUZIONE

LA GOMMA

Le mescole di gomma vengono fabbricate  partendo dalla gomma naturale, ottenuta dal lattice delle piante di Hevea Brasiliensis, e da quella sintetica, ricavata da materie prime quali petrolio e sostanze chimiche. Alle gomme vengono aggiunti altri materiali come zolfo, nero di carbonio, silice, oli, per conferire le caratteristiche desiderate. La distribuzione uniforme dei vari ingredienti si ottiene mediante grandi macchine dette mescolatori, in cui rotori sagomati girano in senso inverso, in modo simile alle impastatrici domestiche. Il materiale risultante viene passato attraverso cilindri controrotanti che trasformano l’impasto in uno strato uniforme, che viene raccolto in bancali. Le mescole così ottenute vengono utilizzate per gommare i tessuti di carcassa e di cintura oppure per realizzare semilavorati quali il riempimento dei talloni, i fianchi e il battistrada: per farlo, si estrude il materiale attraverso un bocchettone che ha la sezione del pezzo desiderato.

LA CONFEZIONE

L’assemblaggio dei semilavorati per realizzare il pneumatico è detto confezione e viene fatto con l’ausilio di macchinari semiautomatici o del tutto autonomi, che depositano le varie parti, preventivamente tagliate a misura, su tamburi e anelli di diametro opportuno. Le inevitabili giunzioni tra i lembi del materiale vengono eseguite con cura e sfalsate opportunamente per limitare al minimo le disuniformità nel rotolamento. Di solito la confezione è realizzata in due fasi. Nella prima si dispongono il liner (il foglio di gomma impermeabile che funge da camera d’aria nelle coperture tubeless), la carcassa, i cerchietti con il riempimento del tallone e i fianchi. Al termine di questa operazione si ottiene il crudo di prima fase, che ha forma di un cilindro con le estremità più spesse. Tale assemblato viene passato alla seconda fase, in cui vengono depositati su appositi anelli le cinture metalliche, quella a zero gradi (se presente) e il battistrada. Ogni passo della confezione è accompagnato da rullature per unire correttamente tra loro i componenti. 

LA VULCANIZZAZIONE

Il crudo di seconda fase, o crudo tout court, ha sembianze vicine a quelle della copertura finita, ma solo al termine della vulcanizzazione si ottiene il pneumatico vero e proprio. Tale processo consiste nel disporre il crudo in una macchina, detta vulcanizzatore, che contiene lo stampo e la camera di vulcanizzazione: essa si dispone all’interno del crudo e tramite acqua e vapore in pressione lo spinge contro lo stampo, facendogli prendere la sua forma. La vulcanizzazione si protrae per un tempo variabile in funzione delle dimensioni della copertura: per quelle da vetture è attorno a 10-15 minuti. L’alta temperatura dell’acqua e vapore che circola nella camera di vulcanizzazione e attorno allo stampo “cuoce” la mescola che acquisisce così le caratteristiche definitive. Una volta terminata la vulcanizzazione, le coperture vengono inviate al controllo finale dove si verificano le eventuali imperfezioni di fabbricazione, si eliminano le bave di gomma in eccesso e si valuta se le disuniformità di rotolamento rientrano nelle tolleranze ammesse.