PARABREZZA

SI È SCHEGGIATO IL PARABREZZA DELL'AUTO

Quasi certamente la causa è una pietra o un sasso “sparati” da un altro veicolo. Se la crepa ha un diametro non superiore a quello di una moneta da due euro, i centri specializzati delle varie catene, ormai diffusissimi, sono in grado di riparare in pochissimo tempo il vetro con un'iniezione di resina. Ma è fondamentale far eseguire l’intervento subito, per limitare l'estensione del danno che spesso progredisce in poche ore. Se la crepa supera le dimensioni indicate, la sostituzione del parabrezza diventa inevitabile: calcolate mezza giornata di sosta in carrozzeria e la necessità di non lavare la vettura per tre giorni così da dar modo di consolidarsi alle colle che assicurano il cristallo alla scocca. L'estensione della crepa non comporta comunque il rischio che il vetro si sbricioli, perché la sua struttura stratificata lo impedisce. Ricordatevi, infine, di verificare sempre se la vostra assicurazione prevede, come garanzia accessoria, la polizza cristalli, che può però avere una franchigia e che, di solito, copre la rottura di un singolo vetro per ogni anno solare.

IL PARABREZZA DELL'AUTO FA CONDENSA

La differenza tra temperature (bassa all'esterno, più elevata nell'abitacolo) determina la condensa. Attivando la funzione di massimo sbrinamento (indicata da un ideogramma con un parabrezza stilizzato e la scritta MAX) sulla consolle centrale si riesce in genere a eliminare rapidamente il problema. Una non corretta manutenzione del condizionatore, però, può rendere inefficace questa azione; in alternativa, si possono aprire parzialmente i finestrini. Il classico, vecchio, panno (meglio se di microfibra) è un rimedio sempre valido. Un ambiente interno umido (causato, per esempio, da scarpe molto bagnate che intridono i tappetini) favorisce la formazione della condensa. Una sia pure minima perdita di liquido oleoso dal radiatore può, a sua volta, essere artefice di questi fenomeni, come anche l’otturazione delle griglie di aerazione poste tra il parabrezza e i tergicristalli: in questo caso è sufficiente tenerle periodicamente pulite eliminando le foglie che vi si depositano.