Arte e natura tra i borghi dell'Umbria
Da Spoleto a Norcia, passando attraverso la Valnerina e i monti Sibillini, facendo tappa a Castelluccio e Visso.
Spoleto: Rocca Albornoziana e Ponte delle Torri
Percorso Lasciate Spoleto e, dirigendovi a nord, imboccate la statale 395 in direzione di Geppa-Piedipaterno. Passate dalla Forca di Cerro e scendete verso Grotti. A Piedipaterno girate a sinistra sulla statale 209, verso Borgo Cerreto, proseguite fino a Triponzo e qui prendete la statale 396, in direzione Ascoli Piceno-Forca Canapine. Arrivati a Norcia seguite le indicazioni per Castelluccio. Da qui, attraverso i monti Sibillini, proseguite per Castelsantangelo e poi per Visso. Attraversando le gole della Valnerina e superato il monte Chiusita, deviate verso Preci, passando per Campi e per la Forca d'Ancarano, fino a raggiungere la meta.
Cosa vedere Il viaggio inizia da Spoleto, capoluogo di ducato longobardo, noto per gli eventi culturali che danno vita al "Festival dei due mondi" – che si tiene ogni anno, fra l'ultima settimana di giugno e la seconda di luglio – ma anche ricco di opere d'arte. Basta alzare lo sguardo per ammirare la Rocca trecentesca, edificata per il volere di papa Innocenzo VI. Recenti lavori di restauro hanno consentito il recupero della "Camera pinta" una stanza adornata da un ciclo pittorico cavalleresco e cortese, fra i più interessanti in Italia centrale. Suggestivo il Ponte delle Torri, così chiamato (forse) per l'aspetto turrito dei piloni, e costruito per condurre l'acqua dal Monteleuco a Spoleto. Notevole il colpo d'occhio offerto da via dell'Arrigo, che regala la vista del Duomo intitolato all'Assunta: una costruzione romanica ai piedi di una scalinata che si apre sulla piazza racchiusa a sinistra dal teatro Caio Melisso e dall'ex chiesa di Santa Maria della Manna d'Oro, e a destra da palazzo Racani-Arroni, casa Fabbricosi e casa dell'opera del Duomo.
Lasciata Spoleto, si raggiunge Piedipaterno situato nel mezzo della Valnerina, zona di suggestivi borghi medievali, come Vallo di Nera, Cerreto di Spoleto, Borgo Cerreto, Tripozio (noto per le proprie acque sulfuree).
Ai piedi dei monti Sibillini si erge Norcia che svetta sul piano di Santa Scolastica (la Piana di Norcia che in passato era un lago). Il borgo si può visitare iniziando dalla sua "spina dorsale", ovvero corso Sartorio, creato nel 1869, che conduce a piazza San Benedetto e al palazzo comunale, un po' defilato e nascosto sulla sinistra. Da vedere la basilica di San Benedetto da Norcia eretta, secondo la tradizione, sui resti della casa natale del Santo, rifatta alla fine del XIV e poi ulteriormente rimaneggiata. Chi ama le fortificazioni, può sostare alla Castellina, una robusta costruzione a pianta quadrangolare commissionata da papa Giulio III a Jacopo Barozzi da Vignola, uno degli esponenti più importanti del Manierismo. Norcia è però anche una delle capitali italiane del buongusto: tartufi neri e salumi di ogni tipo (capocolli, lonze, pancette, guanciali, coppe, salsicce e così via) possono essere acquistati nelle "norcinerie", termine che soprattutto nell'Italia centrale è sinonimo di salumeria.
Lasciata Norcia, ecco una salita – anche se la stessa Norcia si trova a 600 metri di quota – che porta a 1542 metri. Non a caso Castelluccio è definito il "tetto dell'Umbria". Il borgo – famosissimo per le sue lenticchie – nato come insediamento di confine legato a Norcia, è arroccato tra i monti Sibillini affacciati sul Piano Grande. Si tratta di una vasto altopiano dall'aspetto quasi lunare: qui i cartelli indicano il confine tra le provincie di Perugia e Macerata. Si prosegue nella natura del Parco nazionale dei monti Sibillini, toccando passo di Gualdo e proseguendo per Castelsantangelo – che domina la vallata percorsa dal Velino e dal Nera, fra prati e boschi, in cui sorgono siti archeologici risalenti all'epoca fenicia e greca – in direzione di Visso. Si tratta di un incantevole centro montano, già nelle Marche: mura imponenti, balconi medievali, torri, palazzi rinascimentali (come quelli dei Priori, dei Governatori e il palazzo del Divino Amore), portali in pietra lavorata dagli artigiani locali – i celebri "petraioli vissani" – e arricchiti da motti latini e stemmi di famiglia. Meraviglie storiche che costituiscono un insieme grandioso, pur se il centro storico è molto piccolo. Fuori dal paese vale la pena di visitare anche il santuario di Macereto, edificato da Giovan Battista da Lugano, che sorge a mille metri di altitudine, sull'omonimo altopiano dominato dal Monte Bove.
Riprendendo il viaggio si percorrono le gole della Valnerina, un varco tra due pareti di roccia a picco sull'acqua. Un soffio ci si ritrova a Pontechiusita, e poi a Preci. Qui è possibile una sosta all'abbazia benedettina di Sant'Eutizio, fondata dai monaci Siriani nel V secolo, che furono i padri spirituali di San Benedetto. Altrettanto noto il castello, costruito per difendere l'abbazia, che sorge sulla confluenza delle valli Castoriana (o di Campiano) e Oblita. Dal Duecento, grazie all'impulso dei benedettini stessi, ha ospitato una rinomata scuola chirurgica.
Superata Campi, e giunti alla Forca d'Ancarano – da visitare la pineta del Pettinaio – si scende verso Norcia, che si staglia ai margini della piana di Santa Scolastica nel cuore del Parco nazionale dei Monti Sibillini.
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