Su e giù per le colline
Da Siena a Viterbo lungo le meraviglie della Cassia.
Da Siena a Viterbo lungo le meraviglie della Cassia.
Percorso Partite da Siena e imboccate la strada regionale 2, cioè la via Cassia, di solito poco trafficata vista la presenza della vicina Autostrada del Sole. In pochi minuti sarete a San Quirico D'Orcia. Riprendendo la Cassia raggiungerete Bagno Vignoni. Qualche chilometro ancora e, sulla sinistra, troverete la deviazione per Radicofani. Riprendete poi la Cassia che vi regalerà un continuo sali scendi fino alla meta, Viterbo.
Cosa vedereLasciata Siena, si procede dritto fino a Buonconvento, nella valle dell'Ombrone, che conserva parte degli edifici civili e religiosi risalenti al Trecento (quando qui morì, pare per avvelenamento durante la comunione, Arrigo VII, poi finito nel Paradiso di Dante). Le mura in mattoni che cingono la città, nelle quali si apre l'imponente porta Senese, furono costruite tra il 1371 e il 1381. Nel palazzo liberty Ricci-Socini ha sede il Museo d'Arte sacra della val d'Arbia, che conserva arredi liturgici, oreficerie, sculture e dipinti di scuola senese (dal XIV al XVII secolo).
Si raggiunge quindi San Quirico d'Orcia, il cui borgo medioevale è intatto. Tra le mura del castello si nasconde poi un'oasi verde: sono gli Horti Leonini, giardini all'italiana del Cinquecento. Da visitare anche la pieve romanico-gotica e le chiese di San Francesco e Santa Maria Assunta. In questa zona, tra ottobre e novembre, si possono ammirare le coltivazioni di zafferano: i fiori dai petali larghi sono di colore violetto, con venature rosse, simili ad orchidee e vengono coltivati in questa zona dal Trecento per ricavarne la preziosa polvere contenuta nei pistilli.
Da San Quirico è possibile effettuare una deviazione verso Pienza, edificata da Bernardo Rossellino per volere di Pio II Piccolomini. Fulcro della città è la piazza a pianta trapezoidale su cui si affacciano la Cattedrale e i palazzi Piccolomini e Borgia. Bagno Vignoni è invece un piccolo centro termale, sviluppato intorno alla piazza delle Sorgenti, che ospita una grande vasca del Cinquecento con acqua sulfurea, che sgorga dalla falda sotterranea. Le terme vennero frequentate da personaggi famosi, come papa Pio II, Santa Caterina da Siena, Lorenzo il Magnifico. Le acque che traboccano dalla vasca si dirigono poi verso la scarpata del Parco dei Mulini (qui si trovano, infatti, quattro mulini medievali scavati nella roccia).
Radicofani è un borgo sulla via Francigena, arroccato su un colle dal quale domina l'alta valle del fiume Paglia, e il territorio tra il monte Cetona, la val d'Orcia e, lontano, il monte Amiata. La rocca fu il quartier generale del leggendario brigante Ghino di Tacco (cantato da Dante e Boccaccio) e venne poi trasformato in fortezza da Cosimo I de Medici. Nell'abitato si trovano le chiese di San Pietro e di Sant'Agata, romanico-gotica.
Quasi al confine con Toscana e Umbria ecco Acquapendente, che deve il suo nome alle numerose piccole cascate che confluiscono nel Paglia. La cattedrale (basilica di stile romanico che appartenne all'ordine benedettino) è chiamata del Santo Sepolcro perché vi è conservata una pietra macchiata di sangue che, si dice, proviene dal Santo Sepolcro di Gerusalemme. Non resta molto della cinta muraria, a eccezione di una delle torri principali, la torre Julia de Jacopo, recentemente ristrutturata e oggi adibita a centro informativo.
Bolsena, di origine etrusche, si trova sulla sponda settentrionale del lago che porta il suo nome. Conserva il sito archeologico di Volsini ed è dominata dal castello, oggi sede del museo archeologico. La chiesa di Santa Cristina possiede una facciata rinascimentale e l'annessa catacomba di Santa Cristina faceva parte di un cimitero paleocristiano. Questa è anche la "città del miracolo eucaristico": il miracolo dell'ostia che sgorga sangue avvenne, nel 1263 o 1264, in quella che oggi si chiama appunto Cappella del Miracolo. Le prove del prodigio furono portate a Orvieto e consegnate a papa Urbano IV, che istituì la festa del Corpus Domini.
A Montefiascone si possono visitare la romanica San Flaviano, formata da due chiese sovrapposte, e il Duomo con grande cupola barocca. Questa è anche la zona di produzione dell'Est! Est!! Est!!! Il nome di questo vino bianco deriva da una leggenda.Si vorrebbe infatti che monsignor Giovanni Deuc (al seguito di Enrico V di Germania, diretto a Roma) amando il vino avesse inviato in avanscoperta il suo coppiere, Martino, che trovatone di buono avrebbe dovuto scrivere "est" (cioè "c'è") vicino alla porta della locanda. Arrivato a Montefiascone, la qualità eccezionale venne segnalata a dovere, ripetendo per ben tre volte il segnale concordato.
Il cuore di Viterbo è invece costituito dalla monumentale piazza del Plebiscito, di origini duecentesche, con il Palazzo della prefettura e la chiesa di Sant'Agata, di struttura romanica. Nei pressi si trova la chiesetta trecentesca di Santa Maria della Salute. In piazza San Lorenzo si affaccia il Palazzo dei Papi con la sua loggia. La cattedrale vanta un campanile, facciata rinascimentale e interni romanici. Da vedere il quartiere medievale di San Pellegrino. Nei dintorni, si può visitare il celebre Bosco sacro di Bomarzo, conosciuto anche come Parco dei Mostri, ideato dall'architetto Pirro Logorio su commissione del principe Orsini, e caratterizzato da sculture e monumenti ricavati direttamente dai massi che si trovavano sul posto.
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