Lunghezza del percorso: 94,6 km
Tempo di percorrenza: 2h (soste a parte).
Altezza massima: 594m s.l.m.
Percorso
Potete lasciare l'autostrada A3 a Lauria nord, e scendere verso Lauria attraverso la strada panoramica che porta in paese e da qui seguire le indicazioni per Maratea. Al bivio con la strada statale 585 Fondo Valle del Noce (SS 585), seguite le indicazioni per Lagonegro poi, dopo un paio di chilometri, prendete per Trecchina. Superato il passo della Colla, eccovi a Maratea. Proseguite e superate Sapri e Policastro. Seguite ancora la costa verso Scario. Dopo San Giovanni a Piro, attraversate Lentiscosa e da cui raggiungete Marina di Camerota fino alla meta, Palinuro.
Cosa vedere
Il percorso dal cuore della Calabria, con i suoi boschi e pascoli di castagni, conduce alla costa mediterranea, con arbusti profumati e le rocce a picco sul mare. Si parte da Lauria, posta su di un versante del massiccio del Sirino, che è divisa in due parti dal canalone del torrente Caffaro. Lauria superiore (di probabili origini bizantine) è un borgo di case addossate ai ruderi del castello. Le chiese di San Nicola, Santa Maria dei Martiri e San Giacomo sono tutte e tre del quattrocento, nell'ultima spicca il coro intagliato del XVI secolo
Sulla strada per Trecchina è possibile prendere una deviazione per il borgo medioevale di Rivello (monumento nazionale), adagiato su un crinale in posizione panoramica sulla valle del Noce. Tra vicoli a gradoni e case con logge e ringhiere di ferro battuto, spiccano le chiese di San Nicola (risalente al periodo medievale, poi rimaneggiata) e di Santa Maria del Poggio. Nella parte bassa del paese sorge il convento di Sant'Antonio che conserva affreschi di Girolamo Todisco (del XVI secolo). Trecchina si trova al centro di un'area di boschi di querce, frassini e castagni. Il castello di Trecchina venne fatto costruire nel 1530 da Antonio Palmieri, barone di Latronico.
Sulla strada per Maratea, superato il passo di Colla, la vista spazia sul Golfo di Policastro: una insenatura sul Mar Tirreno che si estende da Punta degli Infreschi, nel Cilento, fino a Capo Scalea, nell'Alto Tirreno cosentino. Il centro storico di Maratea ha il classico impianto medioevale e, a separare le abitazioni, solo vicoli stretti e bui. Più in alto, nel nucleo originario del paese (Maratea Superiore che, nel 1806, dopo l'assedio dell'esercito napoleonico, venne abbandonata dagli abitanti che si stabilirono a valle, a Maratea Inferiore) si raggiunge la chiesa più antica del paese: San Vito, eretta a cavallo tra l'XI e il XII secolo. Sul monte San Biagio (624 metri di altitudine) sono conservate le sacre reliquie del santo armeno, eletto protettore di Maratea. Si trovano nella cappella barocca all'interno del santuario a lui dedicato, edificato sull'antico tempio di Minerva. Di fronte, sul punto più alto del monte, si innalza la statua del Redentore (alta 22 metri) realizzata, in un impasto di cemento e marmo di Carrara, dall'artista Bruno Innocenti (tra il 1963 e il 1965). Sulla costa si aprono molte grotte di origine carsica: la più nota è quella di Marina di Maratea.
Sapri è la cittadina della storica spedizione di Carlo Pisacane (nel 1857): la tragica impresa viene ricordata da un obelisco all'estremità del porto, mentre poco oltre sono visibili i resti dell'antico porto romano.
Proseguendo si incontra Policastro Bussentino, circondato da agrumeti e ulivi, il cui centro storico è racchiuso da una cinta muraria medievale ed è dominato da un castello fortificato (del VI-VII secolo) che deve l'attuale aspetto ai Sanseverino, che lo rinnovarono nel XIII secolo.
Marina di Camerota, a nord della Punta degli Infreschi, si trova in un tratto della costa del Cilento ricco di scogliere calcaree e grotte che nella preistoria vennero abitate (per esempio la grotta di Cala). Rinomate anche le grotte di Palinuro che furono abitazioni presistoliche prima che il mare le invadesse a causa di un abbassamento del livello del suolo (il cosiddetto bradisismo). Tra queste, la grotta Azzurra, grazie alla luce che penetra da una fenditura della roccia, è particolarmente suggestiva. Da Palinuro conviene una gita al sito archeologico di Velia (Elea in greco), antica città della Magna Grecia fondata dai Focesi intorno al 540 a.C. Dell'antica città restano l'area portuale e porta Marina, porta Rosa (che collegava le due sommità naturali dell'acropoli) e porta Arcaica (segna il confine tra i quartieri meridionale e settentrionale) le terme ellenistiche (del III secolo) e quelle romane, l'agorà, l'acropoli.
Pisciottana e fichi bianchi
Re della cucina locale è l'olio di oliva della varietà "pisciottana", che si distingue per le piante di grandi dimensioni (la chioma può superare i 12 metri di diametro per una altezza di 18 metri), dalle cui olive si produce un olio fruttato e mediamente piccante.
Il percorso dal cuore della Calabria... non è proprio corretto