Il promontorio del divertimento

Pubblicata il 11/04/2012

Da Poggio Imperiale a Poggio Imperiale, sullo sperone d'Italia.

Lago di Lesina

Tappe

  • Poggio Imperiale - Rodi Garganico:61,3 km
  • Rodi Garganico - Vieste:39,6 km
  • Vieste - Monte Sant'Angelo:67 km
  • MOnte Sant'Angelo - Vico del Gargano:43 km
  • Vico del Gargano - Poggio Imperiale :66,8 km

Lunghezza del percorso: 277,7 km
Tempo di percorrenza: 6h 30 min (soste a parte).
Altezza massima: 796m s.l.m.

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Cucchiaio d'argento

Ricette da Puglia
Percorso
È un percorso abbastanza lungo. Lasciate l'autostrada A14 Adriatica e prendete la strada a scorrimento veloce per Rodi Garganico. Dopo il bivio per Vico del Gargano, superate Peschici e seguite le indicazioni per Vieste. Proseguite, seguendo la litoranea, per Testa del Gargano e Pugnochiuso. Da qui la strada comincia a salire. Prendete la statale 89 verso monte Sant'Angelo e proseguite per la Foresta Umbra, la zona montuosa del Gargano, lo "sperone d'Italia". Arrivati a fondovalle, seguite le indicazioni per Vico del Gargano, sulla statale 528, fino a tornare al punto di partenza, Poggio Imperiale.

Cosa vedere
Poggio Imperiale è stato fondato nel 1749 dal principe Placido Imperiale, una delle figure più significative della nobiltà napoletana, e a ricordarlo sta un monumento eretto nel 1866. Da visitare la chiesa Madre (risalente al 1875) e la chiesa Sacro Cuore, e il Palazzo de Cicco.
Alle pendici dei monti garganici, di fronte al lago di Lesina e al mare, sgorga una sorgente di acqua termale – che origina il caldo torrente Caldoli – nei cui pressi si trova il Santuario di San Nazario. Il lago, in origine una laguna salmastra, è oggi separato dall'Adriatico da un cordone sabbioso, ricco di macchia mediterranea. Le sue rive, frequentate da uccelli acquatici e migratori, offrono buone postazioni per il birdwatching.
Superati la Torre Mileto (una delle tante torri di guardia che caratterizzano la costa pugliese) e il lago di Varano, si arriva a Rodi Garganico, paese arroccato su un promontorio, e ricco di agrumeti. Poche miglia lo separano dall'arcipelago delle isole Tremiti che possono essere facilmente raggiunte in aliscafo. Di interesse la cinta muraria che ancora oggi racchiude l'intero centro storico, il castello Aragonese e il santuario dove si venera il quadro della Madonna della Libera, che ritrae la Vergine seduta su un trono marmoreo con in braccio il Bambino.
Peschici, paese di pescatori (4 mila abitanti), domina una lunga spiaggia dall'alto di una terrazza calcarea. Caratteristiche le case bianche con il tetto a cupola, dall'aspetto orientaleggiante, eredità della cultura saracena. Anche Vieste occupa un alto sperone roccioso, chiuso tra due spiagge. Qui è possibile visitare il castello di origine sveva (rimaneggiato nel XVI e XVII secolo) e la cattedrale barocca. Sulla spiaggia prospiciente il castello si erge il Pizzomunno, un faraglione di pietra calcarea creato dall'erosione marina. In realtà tutto il percorso da Vieste a Baia delle Zagare è movimentato da faraglioni, piccole isole, grotte e archi naturali. Dopo Pugnochiuso, la strada sale e si fa tortuosa, passa sopra Baia delle Zagare, e scende fra il verde verso Mattinata. Quindi si risale verso Monte Sant'Angelo, che domina da quasi 800 metri il golfo di Manfredonia, dove possibile visitare il santuario di San Michele Arcangelo, uno dei più antichi della cristianità: eretto nel VI secolo nel luogo "indicato" dall'arcangelo apparso in sogno al vescovo di Siponto, divenne meta di continui pellegrinaggi.
Nei pressi si trovano la tomba di Rotari (in realtà si tratta del battistero di San Giovanni in Tumba della fine del XII secolo) e Santa Maria Maggiore, chiesa con elementi bizantini. In alto si erge il castello normanno, ampliato dagli aragonesi. Merita una visita il rione Junno (del Seicento), con piccole case allineate a diversi livelli lungo strade ripide e tortuose.
La strada verso Vico del Gargano attraversa la Foresta Umbra, che ospita faggete tra le più estese e intatte d'Italia. Quest'area, così come la maggior parte del promontorio, fa parte del Parco nazionale del Gargano, istituito nel 1991, cui appartengono anche le isole Tremiti.
Vico del Gargano è incastonato tra i faggi della Foresta Umbra, i pini d'Aleppo della pineta Marzini, gli ulivi e le piante di limone che digradano verso il mare. Svetta sulle case del centro storico il castello di origine normanna; altre torri segnano la cinta muraria, eretta a partire dal XIII secolo e oggi conservata per buona parte. La seicentesca chiesa del Carmine ha una particolare facciata che ingloba la torre campanaria, mentre è impreziosita da altari barocchi la chiesa Matrice, la più antica di Vico, dedicata alla Vergine Assunta. Una curiosità: Vico è anche noto come il "paese dell'amore", visto che il suo patrono è San Valentino.

Ncapriata e muscisca
Da queste parti è impossibile non gustare la pasta: orecchiette, cavatelli, capunti, strascinati, trucioli, maccheroncini di diversi formati… insomma, tutta pasta di farina di grano duro arricciata o stirata e condita con broccoli o cime di rapa. La ncapriata è invece una crema di fave secche bollite, con cicoria o cime di rapa cotte a parte e condite con olio. Tra le carni, la muscisca, tipico alimento della transumanza, è una carne secca disossata, salata ed essiccata.

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