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| PEZZI UNICI Alfa Romeo TZ1 |
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In sintesi
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Immagini
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LAVORO CERTOSINO
Antonio De Bartolomeis, ingegnere sessantenne di Milano, ha realizzato in scala 1:10, per i cento anni dell’Alfa Romeo, la “Giulia TZ”, ovvero la “Tubolare Zagato” del 1963, una vettura con telaio a traliccio di tubi saldati e un motore a quattro cilindri in linea bialbero di 1,6 litri. Il modello riprodotto corrisponde all’esemplare con il n. di telaio 006 che fu prodotto il 2 maggio del 1964 e immatricolato con targa MI 905699. Questa coupé ebbe come primo proprietario la Scuderia Sant’Ambroeus e corse all’edizione di Le Mans di quello stesso anno arrivando quindicesima. Prese parte poi alla Cesana-Sestriere dove ottenne la vittoria nella sua classe.
Dopo aver raccolto la documentazione tecnica d’origine, l’ingegner De Bartolomeis ha scattato centinaia di fotografie all’esemplare esposto al Museo Alfa Romeo di Arese per avere un riferimento anche dei più piccoli particolari. Conclusa questa prima fase. egli è passato a quella pratica, realizzando una scocca in legno dalla quale ha ricavato uno stampo negativo in gomma siliconica nel quale ha colato della speciale cera per stampi. Il pezzo è stato quindi posto per alcune ore in un bagno galvanico. In questo modo si è elettrodepositato uno strato di rame dello spessore di alcuni centesimi di millimetro che ha dato vita a una scocca metallica perfettamente fedele al modello in legno iniziale.
Per la verniciatura è stato scelto il classico rosso Alfa, spruzzato in più strati molto sottili. I vetri dell’abitacolo e le carenature dei fari sono stati piegati e formati a caldo partendo da una lastra in perspex, mentre le cornici dei finestrini, del parabrezza e del lunotto sono costituite da fotoincisioni. Gli interni hanno sedili imbottiti in gomma morbida rivestiti in pelle cucita a mano e hanno lo schienale ribaltabile in avanti. Il motore è stato ricostruito anch’esso in base ai disegni e alle foto dell’epoca: basamento e testata sono in ottone e il coperchio di quest’ultima riporta in rilievo la scritta Alfa Romeo.
I due carburatori Weber e il relativo collettore sono in microfusione a cera persa. Le viti di regolazione, che dovevano essere nella stessa scala del resto dei componenti, sono quelle adoperate dagli orologiai. I dadi di serraggio della testa e quelli a brugola esagonale di tipo cavo sono stati realizzati uno per uno al tornio. Gli scarichi e la marmitta sono in metallo nichelato opaco e poi curvati. Il modello è costato circa 800 euro di materiali, ma ben 900 ore di lavoro, dal valore ovviamente non quantificabile.
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