Sistemi infotainmentInrix compra OpenCar: sfida a Apple e Google

 

Non è un progetto dalla portata simile a quella di CarPlay o di Android Auto, sorretti dai giganti Google o Apple. Eppure, il piano che sta mettendo in piedi la statunitense Inrix si candida a diventare una valida alternativa: l'azienda di servizi per automobilisti (traffico in particolare) ha infatti acquisito OpenCar, un piccolo ma agguerrito sviluppatore di app e soluzioni infotainment per le auto connesse. E l'obiettivo, ovviamente, è lo sviluppo di una piattaforma infotainment 2.0, da vendere ai Costruttori.

L'infotainment su misura. L'acquisizione, annunciata oggi, è tra vicini di casa: Inrix opera a Kirkland, a due passi da Seattle (quarta città scelta da Google per i test di guida autonoma), mentre il quartier generale di OpenCar si trova nel cuore dell'Emerald City. Con l'operazione, Inrix punta a costruire un portafoglio completo di contenuti e applicazioni: l'idea è quella di un "cruscotto digitale" basato su un'architettura scalabile e personalizzabile da ciascun Costruttore, un vantaggio rispetto alle soluzioni chiuse della Silicon Valley. I clienti, quindi, potranno sviluppare le proprie interfacce, i comandi e i sistemi di integrazione con lo smartphone, adattandoli ai modelli della gamma e ai diversi mercati del mondo. La piattaforma prevede anche aggiornamenti over-the-air, con file scaricabili dal cloud di Inrix.

Grandi ambizioni. I 15 dipendenti di OpenCar saranno assorbiti dalla nuova proprietà. Il know-how è di un certo peso: l'azienda vanta una partnership strategica con Mazda (durata cinque anni) e un ecosistema che include già 1.300 sviluppatori e centinaia di aziende. In più, Inrix può contare su una "base" di vetture estremamente ampia: secondo il presidente e Ceo, Bryan Mistele, i servizi di Kirkland sono già installati sul 50% dei veicoli connessi. Ricco anche il portafoglio clienti: la lista include Audi, BMW, Ford, Lexus, Mercedes-Benz, Porsche, Rolls Royce, Tesla, Toyota e Volkswagen.

La concorrenza. Con OpenCar, il ring dell'infotainment 2.0 diventa sempre più affollato. Oltre a CarPlay e ad Android Auto, i Costruttori possono scegliere di integrare MirrorLink e SmartDeviceLink di Ford, una soluzione open source alla quale si sono interessati Toyota e il Gruppo PSA.

Davide Comunello