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I dirigenti americani l'hanno vista come una luce insperata in fondo al tunnel della crisi più nera in cui l'industria dell'auto a stelle e strisce si sia mai trovata: l'elettricità li ha colpiti col bagliore del sole dell'avvenire. Ecco la possibilità di riscatto, l'auto a batterie, la speranza di una nuova era in cui loro, le Case americane, possano essere di nuovo protagoniste. È l'ultima frontiera della mobilità, e loro - gli americani - di frontiera e di pionierismo se ne intendono. Anche di sogni, e il nuovo sogno americano si misura in volt.
Volt, come il nome, eloquente, evocativo, della macchina elettrica (nella foto in alto; con un motore termico che fa da generatore) sulla quale General Motors - come un giocatore alla roulette di Las Vegas - ha deciso di puntare tutto: i suoi investimenti, i suoi debiti, i suoi fondi pensione, il suo stesso futuro come Casa automobilistica, le vite dei suoi dipendenti e di quelli dell'indotto che vive attorno a questo gigante malato, che ha appena festeggiato i suoi cento anni e si trova a corto di prospettiva per quelli che verranno. La Volt, se funzionerà, può essere la sua pensione per la vecchiaia, e una grossa mano per il presente: da azienda sull'orlo di portare i libri in tribunale a leader nella sperimentazione di energie alternative.
Una grossa mano per il presente, in favore delle "big three" di Detroit (come si chiamavano ai tempi d'oro Chrysler, Ford e GM), a dire il vero sta arrivando da Washington. Proprio l'altro giorno, sabato 27 settembre, il Congresso ha approvato una proposta di legge che stanzia 25 milioni di dollari in prestiti a basso tasso d'interesse (intervento di proporzioni storiche) per sostenere la ricerca e la produzione di auto più pulite.
Un tempismo straordinario: l'approvazione è arrivata, guarda caso pochi giorni dopo l'annuncio, da parte della Chrysler, di un piano per il lancio di veicoli elettrici tra il 2010 e il 2011, piano che legittima il terzo costruttore americano ad accedere ai prestiti. Sull'approvazione della legge c'erano pochi dubbi: entrambi i candidati alla Casa Bianca, il democratico Barack Obama e il repubblicano John McCain, si erano dichiarati favorevoli. Le elezioni sono alle porte e il Michigan (la casa dei tre grandi costruttori) è uno Stato chiave, e indeciso.
La possibilità di accedere ai prestiti federali è una chance importante, e una boccata d'ossigeno per una Casa, come Chrysler, che ha chiuso il 2007 con un rosso di 1,6 miliardi di dollari e ha perso altri 400 milioni di dollari nei primi otto mesi di quest'anno. L'auto elettrica è una bella scossa per cercare d'arrestare questa deriva.
Certo, per ora funziona più che altro a livello d'immagine, di favore dell'opinione pubblica e di supporto statale. Quando potrà generare profitti, è presto per dirlo. E volumi significativi nel parco circolante ancora di più: secondo uno studio dell'Agenzia internazionale dell'Energia, nel 2050 i veicoli elettrici e a celle combustibile avranno in media una differenza di prezzo rispetto a quelli tradizionali che ammonterà ancora a 6500 dollari americani (circa 4000 euro). Dalla corsa all'auto a batterie resta esclusa, per ora, la Ford, che ha deciso di stare alla finestra. Stiamo a vedere per quanto.
Roberto Lo Vecchio
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I commenti dei navigatori
100 kg e oltre in più a spasso - erolo8th (12/10/2008 h. 15.48 )
se un motore termico ha un rendimento al massimo del 30%, convertendo l'energia ...
MISURE - fabiocampani (01/10/2008 h. 09.39 )
Si vede che l'italiano medio non ne capisce niente di misure, prendiamo un esempio, ...
Barzellette - qalealb (01/10/2008 h. 00.56 )
Briciole di "tecnologia" spacciata per cambiamento EPOCALE. Vagonate di soldi pubblici ...
Volt - g_andrini (30/09/2008 h. 18.47 )
La tecnologia ibrida permette un passaggio graduale alla alimentazione elettrica. ...
La chiamano elettrica... - pascal38 (30/09/2008 h. 14.37 )
forse perchè il motore elettrico a bordo viene usato per la trazione e quello termico ...