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Design Renault
VENT'ANNI DI CONTINUITÀ

Pubblicata il 12/11/2008
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Design Renault Concept Scénic (1991)

Design Renault Twingo (1992)

Design Renault Concept Initiale (1995)

Design Renault Avantime (2002)

Design Renault Mégane II (2002)

Design Renault Concept Fluence (2004)

Design Renault Vel Satis (2004)

Design Renault Mégane III Coupé (2008) Design Renault Mégane III (2008)

Il design Renault? Negli ultimi vent'anni non sarebbe mai davvero cambiato. Rivendica una linea di continuità tra lo stile di oggi e quello eclatante dell'era di Mégane II e Avantime Fabio Filippini, attuale direttore design della gamma Mégane e degli interni. Lo ha sottolineato in una tavola rotonda, moderata dal nostro direttore Mauro Tedeschini, organizzata dalla stessa Renault per spiegare origini e strategie future del suo stile.

Secondo Filippini l'attuale corso del design della casa francese prende l'avvio nel 1988, quando Patrick Le Quément (marsigliese di 43 anni all'epoca) assume il comando del settore, portando il design all'interno della direzione della società. Inaugura l'era del cosiddetto "design istintivo" e convince i top manager a partecipare al processo di sviluppo dei nuovi modelli, dall'idea iniziale fino alla produzione di serie. Questo corso Filippini lo suddivide in tre periodi.

Il primo (dal 1988 al 1994) è caratterizzato dall'ampliamento del programma design e dall'importanza crescente attribuita alle concept car. Renault presenta ai vari saloni prototipi quali Laguna roadster, Scénic e Argos. Ma, ovviamente, concede grande spazio anche ai modelli di serie: la regina di quell'epoca è la Twingo, progetto molto discusso ma fortemente voluto e portato avanti con successo da Le Quément.

La seconda fase (1995-2002) parte con la concept Initiale (al cui design contribuisce anche Filippini), dalla forte personalità e dallo stile incisivo. Di quel periodo fanno parte anche la Mégane II (che diventa poi la bestseller in Europa) e due progetti (Avantime e Vel Satis) che non riscuotono invece il successo sperato.

Quindi, c'è la terza fase, quella dell'oggi (un oggi che parte più o meno dal 2002-2003), caratterizzato dalle concept Mégane Coupé, Laguna Coupé e Fluence. L'obiettivo è creare uno stile più attraente, rendere le auto Renault più fluide e con le "curve" al posto giusto. Sul fronte della produzione il linguaggio è quello della Mégane III, che esalta il dinamismo, il movimento, la robustezza. La versione Coupé ha in comune con la berlina soltanto il cofano, i passaruota anteriori e i fari. Per il resto, le due macchine sono totalmente differenti.

Nel frattempo, tra l'esaurimento della fase due e la maturità della fase tre, c'è un momento di disorientamento in cui non si vede più una direzione precisa. Viene da chiedersi se ne sia stata vittima anche la nuova Twingo. Filippini ammette che, per Renault, c'è un momento in cui lo stile passa in secondo piano nei programmi della società. Ciò avviene con le prime fasi dell'alleanza con la Nissan: forse l'attenzione in quel periodo è dirottata su altre priorità. In ogni caso, ora l'alleanza è consolidata e anche il design ha ripreso il suo ruolo fondamentale nelle strategie delle due aziende presiedute da Carlos Ghosn.

Alla discussione ha dato il suo contributo anche Mike Robinson, famoso designer californiano, noto in Italia per essere stato direttore del Centro stile Lancia e Fiat per molti anni, e oggi collaboratore della nostra rivista. Più "visionario" rispetto al "pragmatico" Filippini, Robinson ha esaltato la strategia Renault che punta molto sulle concept. "Le aziende che ritengono i prototipi una perdita di tempo e denaro, contando esclusivamente sulle intuizioni strategiche prese di volta in volta senza alcun feedback con il pubblico che frequenta i saloni, viaggiano ad alta velocità con gli occhi bendati mettendo a rischio migliaia e migliaia di posti di lavoro".

In sostanza, per Robinson non bisogna avere paura di sbagliare. Portare avanti una politica conservativa nel design significa frenare l'innovazione. È opportuno, secondo Robinson, poter sempre contare su idee giudicate dal pubblico, com'è nel Dna Renault, per intraprendere quelle scelte stilistiche necessarie a ottenere il successo commerciale in un periodo di gravissima crisi come quello attuale. Citando una frase dell'informatico Alan Kay, il designer californiano ha concluso dicendo "il miglior modo per predire il futuro è inventarlo".

Per Amelia Valletta, docente del master in Transportation design alla Scuola politecnica di design, "la moda è destinata a influenzare sempre più il car design, e quindi aumenta la collaborazione tra aziende di auto e di moda. D'altronde, il consumatore è diventato più competente, più colto ed è tornato a dare grande importanza agli aspetti estetici. L'auto deve essere sempre un bell'oggetto".

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