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AziendeLa nostra intervista a Enrico Rossini (Leasys)

 

Leasys, nata nel settembre 2001 è oggi il principale player nel mercato del noleggio a lungo termine e dei servizi automotive in Italia: attualmente è interamente controllata da FCA Bank. Si rivolge a piccole e medie imprese, liberi professionisti, aziende ed enti pubblici con grandi flotte, ma anche a società che utilizzano mezzi speciali e a privati attratti dai vantaggi offerti dal noleggio. Ecco la nostra intervista a Enrico Rossini, amministratore delegato di Leasys Spa.

Nel 2016, prevedete di lanciare nuovi servizi dedicati ai vostri clienti?
Per il nuovo anno intendiamo proseguire nell’allungamento della catena del valore del noleggio a lungo termine, un percorso cominciato già nel 2013 e che ha già dato importanti risultati. In particolare, proporremo I-Doctor, un servizio h24 da includere nel canone di noleggio, a disposizione dei nostri clienti che dovessero avere bisogno di assistenza per la loro salute. Mutuando le modalità della richiesta di assistenza sui veicoli, in qualsiasi momento il driver potrà richiedere tramite Leasys un pronto intervento medico, tramite l’app. Di tutt’altra natura è I-Share, ovvero la piattaforma di cui doteremo le aziende che manifesteranno l’esigenza di gestire, in modalità car sharing, le vetture in pool, ovvero non assegnate nominalmente ai dipendenti. Completamente nuovo è, infine, il servizio “pay per use” che proporremo alle aziende e ai professionisti desiderosi di testare i modelli più nuovi o speciali sul mercato: saranno noleggi da un minimo di sei a un massimo di dodici mesi, con un canone aggressivo e particolarmente appealing. Lo offriremo anche ai concessionari della nostra rete di vendita come strumento di proposta del noleggio ai loro clienti e costituirà, ovviamente, una forma di collaborazione molto stretta con le Case.

Ritenete che ci siano ancora spazi di crescita per il settore del noleggio in Italia?
Il noleggio non ha ancora espresso il suo pieno potenziale in Italia: lo si vede anche dal confronto con altri Paesi europei dove la penetrazione delle flotte a noleggio sul totale delle immatricolazioni, al netto di chilometri zero e rent to rent, supera il 20%, mentre in Italia i valori si attestano intorno al 12,4% (secondo dati interni a Leasys). Certamente il momento è favorevole alla diffusione di una modalità di utilizzo dell’auto che non presuppone l’acquisto personale ma che, al contrario, favorisce la mobilità delle persone con forme complementari e intermodali, secondo le esigenze. Va in questo senso la popolarità del car sharing - ben noto a Leasys, “braccio operativo” di Enjoy - che, oltretutto, contribuisce significativamente alla diffusione del noleggio a lungo termine tra i privati. La percentuale dei privati nel nostro portafoglio clienti è passata in un anno dal 6% al 18%: merito di un più diffuso interesse da parte di questo target, ma anche del nostro inclusivo programma All In - oltre 2500 noleggi a privati in un anno -  inizialmente sviluppato per offrire condizioni agevolate di noleggio ai dipendenti delle società di FCA (Fiat Chrysler Automobiles), poi esteso in convenzione a una decina di grandi aziende clienti. Il noleggio crescerà ancora anche per via dell’interesse dei canali distributivi “non convenzionali”: si veda quanto accade in Francia, dove marchi della grande distribuzione come Carrefour, Auchan, Leclerc, SystemU hanno ormai fatto del noleggio a breve, ma anche a lungo termine, un’estensione della catena del valore verso i clienti del supermercato. La presenza in luoghi inaspettati così come gli investimenti finalizzati a proporre il noleggio in modo rapido, come un prodotto “da banco”, guadagneranno al Nlt clienti nuovi. A tal fine, i fattori di successo delle società di noleggio saranno la facilità di preventivazione e la semplificazione burocratica. Naturalmente il collante è la tecnologia che consente di entrare in un concessionario e ottenere una proposta di noleggio in tempi rapidi - a questo serve, ad esempio, Leasys Touch, che permette di effettuare velocemente una quotazione - o di noleggiare un’auto con pochi click, così come ora si acquisiscono beni anche di una certa importanza su siti di e-commerce affidabili. Un altro canale che ancora non ha espresso le enormi potenzialità di promozione del noleggio, in particolare verso i privati, è quello bancario. Come Leasys siamo già parte dell’accordo tra FCA e Intesa Sanpaolo per offrire condizioni di favore nel noleggio di auto e veicoli commerciali a oltre oltre 11 milioni di clienti.

Come sono cambiate, negli ultimi anni, le esigenze delle aziende vostre clienti dotate di flotte medio e grandi?
La richiesta sempre più evidente da parte delle aziende è di poter accedere a dati interpretabili su flotta e driver in modo da poter ottimizzare la gestione del parco veicoli. Ci vengono richiesti - spesso su piattaforme dedicate - dati su comportamenti di guida dei driver, prestazioni dei veicoli, trend temporali e di utilizzo, incidenza di danni e sinistri, chilometraggio, tutele assicurative, lettura delle scatole nere…  Fondamentale è l’integrazione con le tecnologie di telediagnosi e infomobilità, come Leasys I-Care: non si tratta esclusivamente di ridurre i canoni, ma di fare le scelte più adeguate al business aziendale, ottimizzare i tempi nella dichiarazione di eventuali danni, redigere correttamente i nuovi capitolati di gara. Le aziende medie e grandi ci chiedono spesso anche di avere un implant per le prime settimane di avvio del contratto: Leasys può garantire la presenza di una risorsa presso i clienti che, oltre a fornire la formazione necessaria, consente di gestire le prime fasi operative in modo ottimale.

Giudicate ancora strategico il settore dello “small business” (Pmi, artigiani, professionisti)?
Non potrebbe essere altrimenti: tolti i big dell’industria e le grandi realtà della pubblica amministrazione, il  tessuto economico italiano è costituito da piccole o piccolissime realtà. Il segmento è strategico e crescerà ancora: sia perché, auspicabilmente, si rafforzeranno i segnali di ripresa già presenti, sia perché siamo già in grado di modulare proposte ad hoc, vantaggiose sul piano dei costi e dell’efficienza.

Pensate che la vicenda che ha portato alla ribalta i propulsori diesel influirà sulle scelte di motorizzazione da parte delle aziende clienti?
Credo che parlarne sia ancora prematuro, ma ritengo che i riflessi saranno sicuramente più marcati sulle aziende che sui privati. Le aziende, soprattutto quelle più grandi o con obbligo di rendicontazione o bilancio sociale devono e dovranno sempre più fare i conti con il tema dei consumi e valutare policy aziendali green o, più correttamente, sostenibili.

Come si sta comportando il mercato delle Pmi, degli artigiani e dei professionisti? Avete proposte specifiche per questa tipologia di clientela?
Abbiamo chiuso l’anno con una crescita del 15% in questo specifico segmento, un risultato positivo frutto di diverse iniziative. Tra queste mi fa piacere citare Take Away, una formula messa a punto per rispondere all’esigenza di rapidità delle Pmi che generalmente, dopo la firma del contratto di noleggio, hanno urgenza di poter utilizzare subito il veicolo. Con Take Away mettiamo a disposizione vetture già immatricolate, in pronta consegna, con il pieno di servizi, il tutto a tariffe estremamente competitive. Dedicata alle donne è invece una recente iniziativa che ci vede a fianco di FCA, che a ogni imprenditrice italiana che acquista o noleggia un furgone della gamma Fiat Professional offre una Nuova Fiat 500 1.2 Lounge, completa dei servizi Leasys, gratuitamente per un anno.

Quali iniziative politiche pensate siano necessarie per sostenere il settore del noleggio in Italia?
Da anni il mercato e tutti gli operatori sono concordi nel ritenere che il noleggio non ha bisogno di “aiuti” quanto di un’adeguata politica fiscale, che farebbe aumentare la domanda e avrebbe un effetto positivo sulle entrate tributarie. Oltretutto il noleggio offre garanzie di trasparenza dei costi di tutta la filiera legata all’auto aziendale: restiamo dunque in attesa di provvedimenti più in linea con quanto avviene nel resto dei Paesi europei.

Emilio Deleidi