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AziendeLa nostra intervista a Italo Folonari (Mercury)

 

Mercury opera nel settore del noleggio di autovetture e di veicoli commerciali dal 1994: nel corso di questi anni ha ampliato le proprie proposte, offrendo servizi personalizzati all’insegna del motto “Love automobility”. Tra le sue particolarità rientrano il noleggio a breve termine, che si affianca a quello a lungo termine, disponibile anche con vetture speciali (di marchi premium o Suv 4x4 dotate di coperture invernali, ma anche monovolume a 7 posti o station wagon equipaggiate con lettori Dvd per i posto posteriori), e Reload, il servizio di noleggio di veicoli usati (per periodi anche di 12-24 mesi). Mercury dispone di quattro sedi, a Milano, Brescia, Verona e Vicenza. Ecco la nostra intervista all’amministratore delegato, Italo Folonari.  

Nel 2016 prevedete di lanciare nuovi servizi dedicati ai vostri clienti?
La nostra attuale sfida è riuscire a mantenere invariati i servizi, facendoli pagare di meno.

Ritenete che ci siano ancora spazi di crescita per il settore del noleggio in Italia?
C’è molto spazio di crescita. Come già avvenuto in passato per tanti altri fenomeni, l’Italia tenderà ad avvicinarsi ai livelli degli altri Paesi occidentali. Non per moda, ma per convenienza. Man mano che superiamo le inefficienze del mercato, come il sommerso e la fiscalità, aumenteranno gli strumenti evoluti per usufruire di beni e servizi. Tra questi c’è di sicuro il noleggio. Me lo auguro per la Mercury ma anche, e soprattutto, per il mio Paese.

Come sono cambiate, negli ultimi anni, le esigenze delle aziende vostre clienti dotate di flotte medio e grandi?
Le società di noleggio sono tra l’incudine dell’azienda cliente, che vuole spendere meno e quindi sceglie auto più piccole e allunga durata dei contratti e percorrenze dei veicoli, e il martello degli utilizzatori, che riversano il loro disappunto per tali scelte sulla società di renting, anziché sui datori di lavoro. Che, per esempio, sempre per ridurre i canoni rinunciano ad alcuni servizi, come i giorni di veicoli sostitutivi, mentre ne avrebbero ancor più bisogno, in quanto si sono allungati i tempi di attesa dei ricambi (perché è troppo oneroso per le Case tenere i magazzino ben forniti). Ancora una volta spetta alle società di renting assorbire tale impatto negativo.

Giudicate ancora strategico il settore dello “small business” (Pmi, artigiani, professionisti)?
Il mercato delle grandi flotte è saturo. La crescita potrà esserci solo tra Pmi, artigiani e professionisti. È certamente un mercato molto difficile. Il costo commerciale e le attese del servizio sono molto alte; inoltre si corre un maggior rischio nella valutazione del merito di credito. Bisogna essere ben organizzati per dare risposte veloci, certe e risolutive.

Pensate che la vicenda che ha portato alla ribalta i propulsori diesel influirà sulle scelte di motorizzazione da parte delle aziende clienti?
Mercury è molto sensibile all’argomento delle motorizzazioni alternative. Per tre anni abbiamo raggiunto la certificazione ISO 14064 per la compensazione delle emissioni di CO2 della flotta. Siamo la prima società di renting ad aver immatricolato in Italia la Tesla e la BMW i8. Nonostante ciò, siamo giunti alla conclusione che l’unica variabile che condiziona la scelta del combustibile sia il prezzo del petrolio, oltre ovviamente a eventuali leggi. Se il prezzo del gasolio alla colonnina è basso, in pochi sceglieranno un veicolo elettrico. Cercando il “bicchiere mezzo pieno”, possiamo aggiungere che i motori ibridi stanno fungendo da avanguardia culturale.

Come si sta comportando il mercato delle Pmi, degli artigiani e dei professionisti?
I clienti crescono, ma sono spesso confusi dal mercato dell’auto che pubblicizza, al limite dell’ingannevole, servizi simili al noleggio con canoni mensili molto bassi, omettendo i maxi-canoni iniziali o finali e alimentando pertanto aspettative impossibili da soddisfare.

Avete proposte specifiche per questa tipologia di clientela?
Mercury è nata per le Pmi e quindi, negli anni, ha plasmato la propria offerta e, oserei dire se stessa, per soddisfare le esigenze di questi utenti. Quindi, le novità dell’anno le destiniamo ad altri mercati, come quello dei privati. In particolare, abbiamo un’offerta per i genitori dei neopatentati che per 12 mesi posso guidare solo veicoli con una soglia massima del rapporto peso/potenza (55 kW/t, con un massimo di 70 kW, ndr). Noi suggeriamo di noleggiare l’auto per i 12 mesi necessari e poi di essere liberi di comprarne una della potenza che si preferisce. Inoltre, diamo ai genitori la possibilità di essere informati sullo stile di guida dei propri figli, se indossano le cinture, se superano certe velocità, se oltrepassano delimitati confini geografici o limiti di orario.

Quali iniziative politiche pensate siano necessarie per sostenere il settore del noleggio in Italia?
Se in Italia le auto immatricolate ad aziende sono pari al 37,4% del mercato mentre in Germania sono il 63,8% non è forse dovuto al fatto che in Germania un’azienda può dedurre il 100% dei costi, mentre in Italia si arriva malapena al 20%? Come per altri mercati, anche in quello dell’auto sono state aumentate le aliquote fiscali: con il risultato che il gettito è diminuito, perché è diminuita la base imponibile. Le auto aziendali operano più in “chiaro” di quelle dei privati, in particolare lo fa il noleggio lungo termine. I nostri legislatori lo sanno e appena possibile armonizzeranno la nostra fiscalità con quella di Germania, Spagna, Francia e Gran Bretagna.

Emilio Deleidi