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AziendeLa nostra intervista a Paolo Daniele (Jaguar-land Rover)

 

Anno decisamente positivo, il 2015, per Jaguar-Land Rover in Italia. I dodici mesi trascorsi da poco hanno visto infatti la Jaguar chiudere il bilancio con 1.651 immatricolazioni, pari al 65,9% in più rispetto al 2014, e la Land Rover con 15.842 unità (+23,2%), che hanno consentito al marchio di ottenere una quota di mercato dell’1%. A questi risultati hanno contribuito modelli come l’Evoque (6.851 esemplari), la Discovery Sport (4.187), la Range Rover Sport (3.706) e le Jaguar XE (972) e XF (472). Ecco la nostra intervista a Paolo Daniele, direttore vendite Flotte di Jaguar Land Rover Italia.

Quali novità particolarmente interessanti per la clientela business prevedete di lanciare nel 2016?
Il 2016 sarà l’anno che ci vedrà consolidare la nostra presenza nel mondo corporate con prodotti nuovi e particolarmente calzanti per il mondo business. Oggi il cliente business di fascia Premium è soprattutto orientato verso i Suv e la grande novità del 2016 per il brand Jaguar sarà il debutto in maggio della nuova F- Pace. Il punto di forza di questo nuovo modello è  il peso ridotto, grazie al  telaio di alluminio e ai motori 2.0d Ingenium: l’insieme di questi fattori determina un contenimento  di consumi ed  emissioni  con valori pari a 4,9 l/100km e 129 g/km di CO2. Inoltre è previsto il lancio delle versioni a quattro ruote motrici sia della Jaguar XE sia della nuova XF.

Nella vostra gamma sono previsti allestimenti specifici per la clientela business?  Pensate di lanciarne di nuovi nel 2016?
Nel corso del 2015 abbiamo introdotto sul mercato le versioni Business sulle Jaguar XE e nuova XF e sulle Land Rover Evoque e Discovery Sport. Questi allestimenti sono molto apprezzati dalla clientela business perché permettono un risparmio sul canone senza rinunciare agli optional necessari a chi usa la vettura aziendale come mezzo di lavoro. Per il 2016 manterremo questa nostra strategia.

Avete proposte specifiche per il cliente “small”, inteso come PMI, artigiani, liberi professionisti, titolari di partita Iva?
Abbiamo una struttura commerciale dedicata ai clienti aziendali e appositamente formati per rispondere alle esigenze di questa tipologia di cliente: quattro Fleet Business Center (a Milano, Torino, Padova e Napoli) e una decina di concessionari con consulenti di vendita Business specialist che aderiscono a un programma di direct marketing sulle Pmi, da noi implementato e collaudato, in grado di elaborare offerte di leasing e noleggio a lungo termine con condizioni particolarmente vantaggiose, anche in caso di permuta.

Ritenete che la vicenda che ha portato alla ribalta i propulsori diesel influirà sulle scelte di motorizzazione da parte delle aziende clienti?
Non riteniamo che quanto successo possa influenzare la scelta di motorizzazione da parte delle aziende, visto che oggi i veicoli diesel continuano ad essere largamente preferiti all’interno delle car policy. Noi continuiamo a credere nei propulsori diesel e Jaguar-Land Rover ha investito molto in ricerca e sviluppo sul motore in alluminio, denominato Ingenium, che oggi equipaggia la maggior parte dei nostri modelli indirizzati al target aziende. Parliamo di un 4 cilindri 2 litri in grado di emettere 99 g/km di CO2 sulla Jaguar XE da 163 CV, ma anche di arrivare, come “best in class”, a un valore di coppia di 430 Nm nella declinazione da 180 CV.

Che atteggiamento hanno i vostri clienti nei confronti delle proposte di mobilità più ecocompatibile? E quali tipologie di vetture o di soluzioni di mobilità green riscuotono più interesse: bifuel, elettriche, car sharing, car pooling o altro?
Oggi le proposte ecocompatibili stanno avendo un impulso notevole rispetto agli anni precedenti e le esigenze del singolo tendono ad avere il sopravvento in tema di mobilità, ma i clienti Jaguar e Land Rover mantengono sempre al primo posto, nei criteri di scelta, l’emozione che provano alla guida. Per questo motivo, quando realizziamo un nuovo modello, le componenti edonistiche sono i primi elementi che vengono presi in considerazione dai progettisti: stile, prestazioni, innovazione, tecnologia. Parallelamente vengono però considerate le componenti più razionali: il rispetto ambientale (non solo consumi ed emissioni, ma anche la possibilità di riciclo e le metodologie di produzione in fabbrica), il posizionamento del prezzo, il mantenimento del valore, l’affidabilità. Tutto ciò si traduce nel gradimento ottenuto dalle nostre automobili, che entrano nella shopping list delle aziende inizialmente per il lato emozionale e immediatamente dopo per tutte le caratteristiche positive che sanno esprimere.

Quali iniziative politiche pensate siano necessarie per sostenere il settore del noleggio in Italia?
La fiscalità sull’auto è un tema fondamentale non soltanto per il rilancio del mercato automotive, ma per l’intera economia imprenditoriale italiana. La crescita di quota delle vendite a noleggio che si è registrata in questi anni non è dovuta esclusivamente a un incremento di immatricolazioni a partita Iva (in gran parte frutto di sostituzioni di veicoli rimandate negli scorsi anni), ma soprattutto a causa della flessione del mercato del cliente privato. La quota media europea di penetrazione dell’auto aziendale si attesta oltre il 40% del totale. Ciò avviene soprattutto grazie a una fiscalità più favorevole verso questa tipologia di utenza.

Emilio Deleidi