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Legge di stabilitàSì del Senato all'unificazione di Motorizzazione e Pra

 

La legge di Stabilità, con l'emendamento per l'unificazione degli archivi dei veicoli gestiti da Motorizzazione Civile e Pra, è stata approvata al Senato. Un via libera definitivo, arrivato ieri pomeriggio con la fiducia al governo (per 167 sì e 110 voti contrari). Salvo complicazioni e dietrofront, ancora possibili.

 

Obiettivo "risparmio". L'erede della Finanziaria, già licenziata dalla Camera lo scorso 21 dicembre, sarà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale entro l'anno ed entrerà in vigore dal 1° gennaio. L'archivio unico nazionale, in forma telematica, è stato tecnicamente introdotto dall'emendamento presentato dal deputato Pd Ettore Rosato: obiettivo dichiarato, il "risparmio di spesa a carico dell'amministrazione e degli utenti". Nel testo si prevede l'emanazione di "uno o più regolamenti" per l'adozione di "misure volte all'unificazione dei dati concernenti la proprietà e le caratteristiche tecniche dei veicoli attualmente inseriti nel Pubblico registro automobilistico e nell'archivio nazionale dei veicoli". Insomma, finalmente si dovrebbe accorpare. Per legge. Tali regolamenti, inoltre, dovranno essere proposti dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge.

 

I dubbi. L'iter previsto dalla "finanziaria" 2014 non è però esente da possibili complicazioni. Al ministero competente, la legge chiede infatti di "provvedere all'adozione dei conseguenti provvedimenti attuativi e all'individuazione delle relative procedure": in pratica, bisognerà intervenire sulle norme esistenti in contrasto con l'istituzione dell'archivio unico. Da sola, l'operazione potrebbe non bastare: secondo gli esperti, i due archivi e le relative strutture dovranno essere concretamente accorpati con una misura ad hoc, senza contare che esiste anche una legittima questione occupazionale, con posti di lavoro da tutelare, per cui i sindacati hanno già chiesto un incontro ai vertici Aci. Insomma, c'è ancora molto da fare e i passaggi potrebbero celare delle sorprese.

 

Non è finita qui. L'anomalia italiana del doppio registro dovrebbe dunque arrivare alla sua conclusione, decretata per legge. Un risultato (salvo clamorosi flop e dietrofront) che Quattroruote auspica da sempre e per cui si è adoperata con lettere a governi (come nel 1994, all'allora premier Silvio Berlusconi) e persino con la promozione di un referendum, nel '95, per l'abolizione del Pra. Ora, con l'approvazione della legge di Stabilità, l'obiettivo si fa sempre più vicino. Ma è presto per cantare definitivamente vittoria.

 

Davide Comunello