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TargheDall'8 gennaio aumentano i prezzi

 

Nelle pieghe delle norme varate alla fine dell’anno si nasconde l’ennesima sorpresa per gli automobilisti, l’aumento del prezzo delle targhe. Poca cosa, poco più di 70 centesimi per quelle automobilistiche, meno di 40 centesimi per quelle motociclistiche, ma che moltiplicato per il numero di targhe che ogni anno sono montate sui veicoli immatricolati in Italia fanno un piccolo gruzzolo.

Da venerdì al via i rincari. La novità è contenuta nel decreto ministeriale del 6 novembre 2015, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 24 dicembre. Nel provvedimento si precisa che dall’8 gennaio 2016 i prezzi delle targhe di formato A, quelle rettangolari, saliranno da 41,04 a 41,78 euro (da 44,90 a 45,68 nelle province di Aosta, Trento e Bolzano), quelli di formato B, le cosiddette “quadrotte”, passeranno da 40,67 a 41,37 euro (da 44,54 a 45,31 nelle province di Aosta, Trento e Bolzano).

Il precedente aumento. De si esclude quello dell’1° ottobre 2013, determinato dall’incremento dell’Iva, risale al 28 aprile 2012 (decreto ministeriale del 27 febbraio 2012 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 13 aprile) il precedente aumento. In quell’occasione l’incremento fu di circa 40 centesimi rispetto ai prezzi in vigore dal 19 agosto 2008.

Un business da 38 milioni. Ricordiamo che le targhe sono prodotte dall’Istituto Poligrafico dello stato nello stabilimento di Foggia e sono acquistate dalla Motorizzazione civile per essere distribuite in tutti gli uffici provinciali. Nel 2014, ultimo dato disponibile, l’Ipzs ha ricavato dalla vendita delle targhe 37,86 milioni di euro, circa 3 milioni di euro in più rispetto al 2013 ma altrettanti in meno rispetto al 2012. Il business delle targhe rappresenta, per l'istituto, il 10,6% del suo giro d'affari complessivo. M.R.