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Omicidio stradale
Renzi firma la legge: "Italia, ora Paese più giusto"

 

A una settimana dall'approvazione del parlamento, il reato di omicidio stradale sta finalmente per diventare legge. Stamattina il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha firmato simbolicamente il testo nella Sala dei Galeoni di Palazzo Chigi, alla presenza delle associazioni delle famiglie di vittime della strada. "I familiari delle vittime non vivono tutto questo come una vendetta ma come la possibilità di fare giustizia", ha dichiarato il premier.  "Tutti devono riconoscere che le pene fino a oggi erano assolutamente troppo morbide. Da domani - ha aggiunto - c'è da lavorare sempre più per rendere le strade sicure e perché la strage infinita non continui. Se questa legge servirà banalmente a educare a stare attenti e far capire che non ci si mette alla guida ubriachi o drogati e a capire che la vita è un valore, avremo reso l'Italia un paese più giusto e più degno".

Fino a 18 anni di carcere. In estrema sintesi (per i dettagli vedere la scheda in fondo), la legge prevede, per chi si mette alla guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti oppure provoca la morte con comportamenti alla guida particolarmente pericolosi, la pena della reclusione compresa tra 5 e 18 anni, a seconda della gravità dei casi, e la sanzione accessoria della revoca della patente, che va, sempre a seconda dei casi, da un minimo di cinque a un massimo di trent’anni. Previsto anche l’arresto in flagranza (obbligatorio nei casi più gravi, facoltativo negli altri ma escluso in caso di lesioni se il conducente si ferma a prestare soccorso).

Dodici mesi di dibattito parlamentare. Lunghissimo l’iter che ha portato all’approvazione della legge, incardinata esattamente un anno fa al Senato riunificando in un unico testo alcune proposte di iniziativa parlamentare. E passata attraverso cinque letture, tre a Palazzo Madama e due a Montecitorio, con due voti di fiducia chiesti (e ottenuti) dal governo, entrambi al Senato, il primo il 10 dicembre, il secondo il 2 marzo scorso. Un ddl, va detto, che strada facendo si è ingrossato rispetto all'impianto iniziale che considerava solo la pirateria stradale e la guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di droghe e che invece adesso fa scattare il carcere anche in presenza di alcune, ed è su questo punto che ci si è accapigliati, violazioni del Codice della strada.

Mario Rossi