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ContasecondiIl ministero dà il via libera, ecco il decreto

 

I primi spuntarono ai tempi del T-Red. Travolti dalle valanghe di multe e dalle furiose polemiche che ne seguirono, alcuni comuni, per dimostrare la propria buona fede, affiancarono alle prime, famigerate, telecamere digitali, anche i primi contasecondi semaforici (allora tarati solo sul giallo). Si trattava di rudimentali display digitali, montati in maniera posticcia sopra la lanterna semaforica o accanto a essa. Il fai-da-te è andato avanti per anni finché il legislatore, con la riforma del Codice della strada del 2010, li sdoganò: “Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti … sono definite le caratteristiche per l'omologazione e per l'installazione di dispositivi finalizzati a visualizzare il tempo residuo di accensione delle luci dei nuovi impianti semaforici”.

Tre anni di sperimentazione. Peccato che quella norma sia rimasta inattuata per anni. Il decreto che avrebbe dovuto disciplinarne le caratteristiche tecniche e le modalità di utilizzo, infatti, non arrivò mai, anche se nel 2013 la direzione generale per la sicurezza stradale del Mit ne autorizzò la sperimentazione in una decina di città italiane, tra cui Roma e Milano. Adesso, finalmente, a dieci anni dai primi display fai-da-te e a sette dalla legge del 2010, i contasecondi potranno essere omologati e installati liberamente sui semafori di tutta Italia. Sarà pubblicato oggi, infatti, il decreto ministeriale sulle “Caratteristiche per l’omologazione e per l’installazione di dispositivi finalizzati a visualizzare il tempo residuo di accensione delle luci dei nuovi impianti semaforici”.

Come saranno:
Ecco, in estrema sintesi, le caratteristiche dei nuovi contasecondi:
1.      potranno essere installati solo sui nuovi impianti oppure, nel caso dei vecchi semafori, solo se il proprietario della strada sostituirà completamente le lanterne e il regolatore semaforico;
2.      il countdown dovrà essere sopra la luce rossa, in asse con essa, e dovrà avere le sue stesse dimensioni (diametro di 20 oppure di 30 centimetri);
3.      potranno essere utilizzati solo in corrispondenza di attraversamenti pedonali semaforizzati oppure in intersezioni di strade con una sola corsia per senso marcia;
4.      il tempo residuo di ciascuna fase semaforica sarà visualizzato con numeri dello stesso colore (countdown con numeri rossi quando è accesa la luce rossa e così via);
5.      il display standard di 20 cm sarà a due cifre (cioè potrà visualizzare fino a 99 secondi), quello di 30 cm, invece, potrà essere a tre cifre (ma il tempo visualizzato non potrà superare i 199 secondi). Se il tempo di accensione di una luce (verde) dovesse essere superiore, rispettivamente, a 99 o a 199 secondi, sul display si accenderanno, inizialmente, solo due segmenti o punti centrali e il countdown inizierà a decorrere solo 99 (o 199 secondi) prima del cambiamento di luce;
6.      L’ultimo numero visualizzato sarà 1. Il contasecondi non indicherà mai il numero “0”.
7.      Non sarà visualizzato alcun numero in caso di luce gialla lampeggiante oppure nei casi in cui il tempo residuo non risulti certo, per esempio quando il semaforo è a gestione manuale dei tempi.

Quando arriveranno. Il decreto entrerà in vigore il 19 dicembre. Insomma, i primi contasecondi potranno essere installati solo qualche giorno prima di Natale. A condizione, evidentemente, che siano omologati in base alla nuova norma. Tutti quelli attualmente in funzione, invece, dovranno essere ritirati e, se possibile, adeguati alla nuova norma. Diversamente dovranno essere rottamati.