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Volkswagen Budd-eCES 2016, il microbus inaugura la nuova piattaforma elettrica

 

Bulli e Budd-e. L'assonanza c'è. Perché Budd-e ("amico elettrico", se si vuole seguire il gioco di parole della Volkswagen) è il microbus-concept che si propone come punto di svolta per Wolfsburg: da un lato, raccoglie l'eredità (e il carisma) del mitico pulmino; dall'altro, porta sul palco del CES la piattaforma su cui si svilupperà il futuro a emissioni zero del Gruppo, intenzionato a lanciare venti modelli elettrici e ibridi plug-in entro il 2020.

La chiave è l'autonomia. Budd-e, appena svelato a Las Vegas, è la sintesi della nuova strategia Volkswagen, maturata da tempo ma ulteriormente sviluppata nel pieno del dieselgate. Ultraconnesso e parte integrante dell'Internet delle Cose ("l'auto è il dispositivo mobile definitivo", ha ricordato il capo del marchio Herbert Diess), il van a trazione integrale si propone come un maratoneta elettrico: la batteria da 101 kWh, in grado di spingere il veicolo fino alla velocità massima di quasi 150 km/h, offre un'autonomia di 533 km secondo il ciclo Nedc, una trentina in più rispetto all'Audi basata sulla e-tron quattro concept che verrà prodotta a partire dal 2018. Secondo una nota diffusa dopo la presentazione, il powertrain del microbus - dotato di due motori, uno per asse - eroga complessivamente 235 kW. Da record anche i tempi di ricarica: per ripristinare l'80% dell'accumulatore bastano 30 minuti. Il "pacchetto", insomma, dovrebbe essere più che sufficiente per contenere la range anxiety.

Passato e futuro. Da fuori, Budd-e si presenta come una monovolume a metà strada tra la Touran e la Sharan. La concept è lunga 4,6 metri, larga 1,94 e alta 1,83, offrendo proporzioni bilanciate e una linea pulita, senza maniglie o specchietti (sostituiti dagli e-Mirror, schermi digitali che riproducono le immagini di due telecamere esterne). Considerata l'eredità e gli obiettivi, lo stile del microbus è un mix di elementi retrò e futuristici: i designer Volkswagen hanno ripreso elementi non solo del Bulli, ma anche dello stesso Maggiolino, combinandoli con numerosi moduli Led, tecnologia usata su anche per i gruppi ottici e altri elementi. Immancabile il doppio colore, con il tetto in rame (Phoenix Copper) e il resto della carrozzeria in bianco (Nevada White). I cerchi, in lega d'alluminio, sono da 21"

Una base per le elettriche. Il cuore e la vera missione del microbus sono tuttavia rappresentati dalla piattaforma Modular Electric Toolkit (MEB), sulla quale Volkswagen baserà tutta la produzione delle future auto alla spina. Studiata per offrire prestazioni bilanciate, minimizzare lo spazio occupato dai motori e offrire agio dalle batterie ad alte efficienza, piatte e collocate al centro, l'architettura di Wolfsburg dovrebbe consentire ampi spazi di manovra sul fronte dello sviluppo degli interni: non a caso, la concept si presenta con un divanetto a "L" al posto dei sedili posteriori. Inoltre, la piattaforma consente di sperimentare nuove soluzioni tecniche: ad esempio, Budd-e integra l'unità per l'aria condizionata e il riscaldamento nella parte anteriore, in modo da liberare spazio e ridurre il rumore all'interno dell'abitacolo.

Immersione nel'IoT. Dal punto di vista della connettività, Budd-e anticipa le soluzioni dei prossimi dieci anni con un'interfaccia uomo-macchina di nuova generazione. Il van è in grado di comunicare con le smart home e altri ambienti (ad esempio l'ufficio), immergendosi e integrandosi nella Internet of Things: secondo Volkswagen, presto potremo gestire il riscaldamento di casa direttamente dall'auto, ma anche accendere le luci di casa, vedere su schermo chi suona alla porta (ed eventualmente parlare con il visitatore) e ottenere informazioni utili dai nostri elettrodomestici. Allo stesso modo, Budd-e delinea un futuro in cui si potranno acquistare ricambi (ad esempio i tergicristalli) o altri oggetti personali, facendoli recapitare direttamente in uno scomparto accessibile dall'esterno con un codice digitale personalizzato. Infine, tramite appositi adesivi-trasmettitori wireless, Budd-e può tenere traccia degli oggetti a bordo, ricordando ai passeggeri di raccoglierli prima di scendere.

La plancia ripensata. Dal cruscotto sono spariti tasti e bottoni, sostituiti da grandi schermi digitali, "fusi" in un singolo hub che sostituisce il quadro strumenti e la console centrale del sistema infotainment. Davanti al guidatore, Volkswagen ha collocato un'evoluzione dell'Active Info Display, uno schermo da 12,3" (completamente personalizzabile in tre diverse sezioni e contenente le informazioni più importanti per la guida), mentre l'unità centrale da 13,3" offre informazioni per tutti i passeggeri a bordo. L'elemento distintivo del quadro strumenti è la grande mappa 3D usata per la navigazione, ma non mancano punti di interesse, app (App-Connect) e servizi connessi (Car-Net), tutti liberamente configurabili.

Comandi gestuali 2.0. Tutti i sistemi di Budd-e sono azionabili tramite comandi gestuali, vocali (con il riconoscimento del linguaggio naturale) e schermi touch. Passi avanti anche per lo sterzo multifunzione, senza alcun tipo di interruttore e dotato di una tecnologia di feedback tattile che riproduce la "percezione" dei pulsanti su una superficie liscia. La sensoristica di Budd-e merita un discorso a parte: integrando l'evoluzione delle soluzioni presentate al CES 2015 sulla Golf R Touch, il microbus è in grado di riconoscere le persone prima di ospitarle a bordo. Per apire il portellone laterale è sufficiente un gesto della mano, anche dall'interno, mentre il movimento del piede del Virtual Pedal 3.0 è in grado di aprire il portellone posteriore. Usando i gesti, è inoltre possibile interagire con l'illuminazione interna.

Rilancio dirompente. Insistendo sulla digitalizzazione e proponendo la nuova architettura per le elettriche, Budd-e riassume in una concept i piani di Matthias Müller, Ceo del Gruppo: "Budd-e - spiegano i tedeschi da Las Vegas - è la dimostrazione di come potrebbe essere la mobilità elettrica del futuro". Secondo Diess lo stesso microbus potrebbe far parte della gamma elettrica del 2020, ma c'è di più: interpretando la nuova piattaforma come una vera e propria svolta, Wolfsburg prefigura "cambiamenti enormi" nello sviluppo delle future Volkswagen a emissioni zero. L'idea è quella di una "rivoluzione nella tecnologia automotive, in grado di lasciare nel passato i motori a combustione interna". Un obiettivo estremamente ambizioso e una delle strade per mettersi alle spalle il dieselgate.

Davide Comunello