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Pininfarina H2 Speed
Sportiva a idrogeno con monoscocca in fibra di carbonio

 

I nostri sospetti erano esatti: la Pininfarina ha presentato a Ginevra la H2 Speed Concept, che cita la Concept Sigma del 1969. La firma italiana, oggi di proprietà dell'indiana Mahindra&Mahindra, è tornata ad affrontare il tema delle auto da competizione, immaginando un prototipo con alimentazione Fuel Cell a idrogeno e monoscocca in fibra di carbonio.

Tre minuti per un pieno. La vettura è stata sviluppata in collaborazione con l'azienda franco-svizzera GreenGT, dal 2008 specializzata in sistemi di propulsione ecosostenibili. La tecnologia applicata alla H2 Speed è stata sviluppata nel corso degli ultimi due anni: i due motori elettrici erogano 503 CV totali, permettendo così, secondo la Casa, di raggiungere i 300 km/h, passando da 0 a 100 km/h in 3,4 secondi. La massa totale di 1.420 kg. Anche la ricarica di idrogeno avviene in tempo record: solo tre minuti. I tecnici hanno voluto curare anche la sonorità della vettura, adottando un nuovo tipo di compressore che la rende molto diversa rispetto a tutte le altre vetture Fuel Cell esistenti.

Serbatoi carenati nelle fiancate. La Pininfarina definisce la H2 Speed come un veicolo a metà tra una supercar e un prototipo da competizione, ma nasce come modello riservato esclusivamente ai circuiti. Il design è stato studiato in funzione delle prestazioni e dell'efficienza, senza nessuna concezione all'estetica pura, mentre la combinazione cromatica tra bianco perlato, vermiglione e giallo acido richiama la Sigma del 1969, che all'epoca puntava la sua ricerca sulla sicurezza applicata alle monoposto. La H2 Speed è lunga 4,7 metri e alta appena 1,08 metri, con una larghezza di 2 metri. Uno degli elementi cardine dell'intero progetto è quello del vincolo imposto dai grandi serbatoi di idrogeno da 6,1 kg di capacità a 700 bar di pressione. Posizionati nelle fiancate e carenati, fungono da elementi aerodinamici e stilistici. L.Cor.