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Jeep YuntuShanghai 2017, la prima ibrida plug-in del marchio - VIDEO

 

Sembra che la lontananza geografica dai nostri orizzonti la renda un oggetto esotico e lontano dai nostri interessi (Auburn Hills ne ha comunicato le caratteristiche in una nota per la stampa quanto mai scarna), ma la realtà non potrebbe essere più diversa. Perché la Jeep Yuntu, per i suoi contenuti tecnologici, va considerata una delle protagoniste più interessanti del Salone di Shanghai in corso in questi giorni.

Concept locale, messaggio globale. Se da un lato è vero che questo studio, progettato ad hoc per la rassegna cinese, potrebbe anticipare una sport utility destinata a (eventuali) sbocchi commerciali limitati a quel solo mercato, è anche vero che la motorizzazione ibrida plug-in su cui si impernia la realizzazione è una proposta dalle implicazioni globali. Destinate a raggiungere anche la regione europea.

Jeep all'elettrificazione. "Quello delle Suv è il segmento dalla crescita più veloce in Cina, e la Yuntu mostra il potenziale per il marchio di continuare l'espansione nel Paese", osserva oggi la Casa. Una spinta cui si accompagnerà quella parallela verso l'elettrificazione dei motori, una strategia di cui abbiamo parlato con il numero uno del marchio Mike Manley, incontrato il mese scorso a Ginevra.

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Phev sì, Ev no. "È un processo inevitabile: abbiamo un piano definito e ne vedrete i frutti di serie nel 2020", aveva detto l'ad, specificando che attualmente "i programmi prevedono solo lo step dell’ibrido plug-in, e non l’elettrico puro". A ben vedere, durante l'incontro in Svizzera Manley potrebbe aver fornito anche un'indicazione tecnica sulla natura della catena cinematica montata sulla Yuntu.

Candidatura Grand Cherokee. "L'ibrido plug-in", aveva dichiarato il manager, "ci permetterà di ottenere la trazione integrale senza albero di trasmissione, sistemando gli organi elettrici al posteriore". Una strada che potrebbe essere battuta anche dalla prossima generazione della Grand Cherokee, contestualmente al suo passaggio alla costruzione su piattaforma Giorgio.

Fabio Sciarra