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Suzuki VitaraUna settimana con la 1.4 Boosterjet 4WD All Grip

 

La protagonista del Diario di bordo di questa settimana è la Suzuki Vitara 1.4 Boosterjet 4WD ALL Grip. Il prezzo di listino (27.600 euro) può sembrare alto, ma va specificato che la Suv giapponese offre un equipaggiamento di serie davvero molto ricco; fatta eccezione per i mancorrenti sul tetto (178 euro), sono inclusi nell'equipaggiamento di serie dispositivi e accessori solitamente a richiesta: dai fari a Led ai cerchi di lega da 17", dai privacy glass ai sedili riscaldabili, dal climatizzatore automatico al touchscreen da 7", dal navigatore satellitare ai sensori di parcheggio anteriori e posteriori a cui si aggiunge la retrocamera. E non mancano i sistemi Keyless Entry e Start, la trazione integrale All Grip con Descendent Control e l'RBS, che grazie a un radar a onde millimetriche funge sia da sistema di frenata automatica alle basse velocità sia da cruise control adattivo.

Day 1. Con i suoi 4 metri e 18 cm di lunghezza e il metro e 78 di altezza, la Suzuki Vitara è in grado di accogliere senza problemi guidatore e passeggeri di tutte le taglie. Anche i più alti e robusti non avranno problemi nell'accomodarsi sul divanetto posteriore e, qualora si avessero particolari esigenze di carico, abbattendo separatamente (60:40) gli schienali si ottiene un piano quasi perfettamente livellato, che consente di aumentare la capienza da 375 a 1.120 litri. Con il citato sistema Keyless di serie, bastano due semplici tocchi (con le chiavi in tasca) per aprire la portiera e avviare il motore. A listino da questo mese, il 1.4 Boosterjet, qui abbinato alla trazione integrale e al cambio manuale a sei marce, si avvia silenziosamente. Bastano i primi chilometri per apprezzarne la vivacità: con i suoi 140 CV a 5.500 giri e la coppia di 220 Nm a 1.500 questo piccolo turbobenzina regala buone risposte ai bassi regimi e un più che discreto allungo, "scarrozzando" con disinvoltura in ogni situazione la massa di 1.285 kg. Non ho avuto la possibilità di provare in fuoristrada il noto sistema All Grip, che sull'asfalto regala il giusto compromesso fra assorbimento delle asperità e tenuta di strada, anche quando ci si dà dentro col gas. Il pedale del freno è ben modulabile e quello della frizione abbastanza morbido. Non mi ha convinto il cambio, un po' troppo contrastato nell'inserimento dei rapporti. Ho trovato molto utili, invece, soprattutto in entrata e in uscita dal box, i sensori di parcheggio anteriori e posteriori (con retrocamera) così come, sulla trafficata tangenziale, il Cruise control adattivo, sistema di solito disponibile a richiesta o su auto di categoria superiore. Alessandro Carcano, redazione Internet

Day 2. Se dovessi descrivere questa Vitara usando tre aggettivi la definirei onesta, razionale e confortevole. Lo spazio a bordo non manca e si apprezza una discreta qualità dei materiali, sebbene le plastiche della plancia e alcune finiture siano abbastanza economiche. Ma alla fine, come spesso sottolineano i nostri navigatori, saranno davvero così importanti per l’utente medio a cui si rivolge una crossover compatta di questo livello? Non credo. I sedili sono comodi e contenitivi e la posizione al volante si trova con una certa facilità. Schiaccio il pulsante start e mi appresto a dirigermi dalla redazione verso casa, su un percorso prevalentemente extraurbano di circa 15 chilometri. Apprezzo subito la briosità del 1.4 Boosterjet anche se rimane un po’ “vuoto” gli 800/1.000 giri, mentre fatico a prendere confidenza con il cambio a causa dei rapporti troppo ravvicinati e a una fastidiosa tendenza a impuntarsi nei marce più basse. La Vitara, pur essendo adatta a un fuoristrada leggero (grazie anche alla trazione integrale All Grip), è prevalentemente sulle strade cittadine che svolge il proprio lavoro e quindi è stata studiata per offrire il massimo confort a bordo. Le sospensioni sono tarate in modo da assorbire il più possibile dossi e buche, ma risultano un po’ troppo morbide quando si cerca di guidare in maniera un po’ più brillante. Anche il volante non è precisissimo e in curva accusa un po’ di sottosterzo. Per il resto si viaggia in tutta sicurezza e quando si affonda il pedale sul gas il turbobenzina da 140 CV regala parecchie soddisfazioni. Il sistema multimediale con touchscreen da 7 pollici, che racchiude navigatore, radio e alcune dei dispositivi di bordo, è completo e funzionale anche se il suo funzionamento richiede una discreta pratica e l’uso durante la guida costringe a distogliere spesso lo sguardo dalla strada. Al termine del mio itinerario, parcheggiata l'auto nel box, il computer segna 11,2 km con un litro di carburante. Non poco, ma neppure neppure troppo, considerando che non ho affatto guidato in modalità "eco". Ultima nota per i sedili riscaldabili. Un optional molto utile alle basse temperature. Può essere utilizzato in due posizioni: Lo e Hi, ma in quest’ultima più che scaldarsi si rischia di bollire! Roberto Barone, redazione Internet

Day 3. Assuefatto ai diesel sulle Suv grandi e piccine, una volta tanto proviamo un benzina: si tratta del quattro cilindri turbo a iniezione diretta di 1.4 litri sviluppato dalla Suzuki e presentato ad aprile 2015. Già dai primi metri questo motore si fa apprezzare e più prosegue il viaggio più mi convinco che per molti utenti, quelli che non fanno tanta strada e usano la macchina per le solite commissioni in città o nei paesi e solo occasionalmente fanno lunghi viaggi, i nuovi benzina turbo siano la soluzione ideale. Già, perché gli aspirati offerti come alternativa più economica sulle auto piccole e medie non offrono quella robusta coppia ai bassi regimi a cui i diesel ci hanno abituati e danno la sgradevole sensazione “di non avere nulla sotto il piede”, anche se nominalmente la potenza è adeguata. Ma una cosa sono i cavalli (pardon, i kW) al regime di potenza massima, un’altra sono i newtonmetri a 1.500-2.000 giri. A tali andature, se non c’è il turbo c’è poca sostanza, basta guardare le curve caratteristiche di un motore aspirato e di uno sovralimentato di pari potenza per rendersene conto. Nel caso della Vitara il 1.400 Boosterjet eroga 220 Nm già a 1.500 giri (e 140 cavalli a 5.500) e va detto che si sentono tutti, grazie anche al peso non esagerato (1.285 kg con conducente a bordo) della vettura. La Crossover Suzuki si muove senza sforzo apparente e con poco rumore esercitando una modesta pressione sul pedale dell’acceleratore. I chilometri scorrono facilmente e il propulsore gira quasi senza farsi notare, mentre sull’asfalto della tangenziale il rotolamento dei pneumatici si sente forte e chiaro. Alla bisogna, il Boosterjet sfodera pure le unghie con una progressione sostanziosa che s’interrompe a quota 6.000 con l’attivazione del limitatore di giri: più di quanto serva su una vettura del genere e meglio di quanto farebbe il diesel di 1.6 litri. Che, una volta arrivato in città, sarebbe pure più rumoroso nel funzionamento dello Start&stop (o al minimo, per chi è abituato a disinserire tale dispositivo). Senza menzionare i problemi che potrebbero manifestarsi al Dpf in caso di utilizzo continuo nei brevi percorsi cittadini. In compenso, con il propulsore a gasolio il consumo sarebbe sicuramente inferiore a quello che ho rilevato nel classico tragitto perlopiù in tangenziale e poi in città, pari a 7 litri/100 km. Roberto Boni, redazione Tecnica

Day 4. La piccola Vitara, che tanto piccola non è più, mi fa simpatia per i colori e perché s’inserisce bene fra le Suv di moda, vere eredi di quello che una volta era il segmento B. Ad aspettarmi c’è una versione che non ho mai provato, la 1400 Boosterjet a benzina da 140 CV, la più potente di tutte, ovviamente un po’ più impegnativa nei consumi della turbodiesel. Il prezzo di listino è anche lui un po’ altino visto che si piazza sopra ai 27.500 euro, sconti esclusi. Una delle prime cose che guardo a bordo è il display centrale, in questo caso completo ma totalmente con comandi touch, persino il volume è in realtà uno slider. Sarà una fissa, ma per me i tablet vanno bene quando si può dedicare loro tutta l’attenzione necessaria, e ho detto tutto. In compenso l’impianto ha la buona abitudine di riprendere la riproduzione musicale con la sorgente selezionata l’ultima volta che siete scesi, ed esattamente nello stesso punto. Ci sono alcune incongruenze nei comandi, ad esempio il retronebbia sulla levetta di sinistra e i fendinebbia sulla plancia, oppure la necessità di premere un tasto sul display all’interno degli strumenti (si, proprio all’interno, aggirando il volante) per cambiare le schermate del computer di viaggio. La Vitara è equipaggiata anche di un sistema anticollisione a bassa velocità (City Safety) la cui taratura è parecchio conservativa. Insomma, spesso si mette a suonare (e, al limite, a frenare) anche quando un vero pericolo non c’è. Nel mio percorso di circa 500 km il computer di viaggio è rimasto inchiodato a 11,5 km/litro di media, ma sono sicuro che si può fare di meglio perché la guida è stata un po’ disinvolta, per mettere alla frusta il motore, che è davvero gradevole: lo aiutano le marce generalmente corte e una buona coppia in basso, da sfruttare al massimo fino a 5000 giri, poi rimane poco sotto il piede. Il confort è generalmente buono, c’è un po’ di rumore alle velocità autostradali e il ponte posteriore è un po’ più rigido del solito. Carlo Bellati, redazione Web Tv

Day 5. Un collega ha l'influenza e così, a distanza qualche giorno dalla mia prima esperienza al volante della Suzuki Vitara, ho un'altra occasione per conoscerla meglio. Decido di adottare una guida più accorta, in parte per valutare i consumi, in parte per porre ancora più attenzione a certi dettagli. Fatta eccezione per un paio di sorpassi, che confermano la bontà del 1.4 Boosterjet in progressione, la Vitara viaggia tranquillamente in souplesse, coccolando guidatore e passeggeri in un abitacolo ben insonorizzato e abbastanza confortevole (di serie su questo allestimento ci sono sedili di pelle avvolgenti e bracciolo centrale). Fra le qualità della Suv giapponese c'è senz'altro la distribuzione dei comandi sulla plancia. Tutto è molto razionale: dai tasti sul volante al cruscotto a tre elementi, con il quello centrale che raccoglie le informazioni del computer di bordo. Anche la console è molto ordinata, con in alto lo schermo full touch da sette pollici, suddiviso in quattro aree (radio e navigatore da una parte, telefono e interfaccia mirror link dall'altra) e, in basso, separati da una linea ideale composta dal generoso tasto hazard e da quello per disattivare l'aibarg del passeggero, manopole e tasti del climatizzatore. Anche per i neofiti lo spostamento fra i vari menù e la gestione dei diversi sistemi sono operazioni facili e intuitive, fatta eccezione per il mirror link che, nonostante diversi tentativi, non sono riuscito a collegare al mio smartphone Android. Per gli iPhone, comunque, l'infotainment Suzuki mette a disposizione anche la pratica interfaccia Car Play. Alla fine del mio giro, in cui ho alternato tragitti urbani a strade statali, il responso del trip computer è stato di 6,7 litri per 100 chilometri. Alessandro Carcano, redazione Internet