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Mazda2Una settimana con la 1.5 Skyactiv-D [Day 5]

 

La Mazda2 è un’interessante compatta, che segue la filosofia un po' controcorrente della Casa giapponese: niente turbo e downsizing per i motori a benzina, e basso rapporto di compressione per i diesel, così da limitare la quantità di NOx prodotti dal motore e rientrare nella normativa Euro 6 senza ricorrere a catalizzatori specifici (che aumentano il consumo). Nella fattispecie esaminiamo proprio la versione dotata del 1.500 a gasolio, che eroga 105 CV e 220 Nm di coppia già a 1.400 giri. Il lussuoso allestimento Exceed è qui integrato dagli unici optional disponibili, ovvero il pacchetto i-Activsense Technology (600 euro), i sedili di pelle color crema e tessuto nero (altri 600 euro) e lo spettacolare colore Soul Red (700 euro). Sconti esclusi, l’assegno da staccare per portarsi a casa questa Mazda2 ammonta pertanto a 21.850 euro.

Day 5. Per me è una delle novità più interessanti del segmento B. L'ho vista quasi nascere questa automobile, l'ho guidata più di un anno fa quando vi fu in anteprima per noi una breve presa di contatto. Mi era piaciuta allora, continua a piacermi adesso. Innanzitutto, come tutte le ultime Mazda, ha una bella personalità. Il muso lungo e pronunciato con la tipica calandra verticale Mazda e i montanti anteriori arretrati le danno un aspetto importante, da auto di categoria superiore. Ma anche la fiancata non mi dispiace per niente, un bel gioco di linee che si conclude in una coda alta e arroccata. E poi è fatta bene ed è tecnologicamente all'avanguardia. Il 1.5 diesel sembra più normale degli altri motori prodotti a Hiroshima  ma in realtà non lo è, oltre al rapporto di compressione quasi da benzina (14,8:1), è l'unico in questa categoria ad avere l'intercooler del turbo raffreddato ad acqua, una soluzione più complessa e costosa ma che garantisce un miglior rendimento. In più è leggera questa Mazda2, mediamente un centinaio di chili meno delle concorrenti. Su strada è divertente e piacevole da guidare e non solo per il motore, che risponde bene e con prontezza, ma anche per il cambio, un bel sei marce che, pur non avendo la manovrabilità e la precisione di quello della MX-5, riconcilia non poco con i manuali. Anche l'ambiente interno è piacevole, da piccola sportiva e senza tanti compromessi. Volante piccolo, quasi verticale, strumentazione con il contagiri in primo piano, pedaliera ben disposta; insomma, le cose giuste al posto giusto. E poi l’Head-up display e un sistema multimedia ben realizzato. Viene propria voglia di guidare. Visti i tempi, è forse il miglior complimento che si possa fare a una automobile. Marco Perucca Orfei, Centro Prove

Day 4. Che la Mazda stia cercando d’imprimere una svolta sportiva alla sua produzione non è un mistero. Ma anche se uno non ne sapesse nulla, se ne renderebbe conto salendo su questa Mazda2. Maneggevole, volante piccolo, pulita nelle traiettorie, entra in curva con sicurezza e con pochissimo rollio, mentre il turbodiesel fornisce una buona progressione. Certo, 105 cavalli non sono una marea, ma su un’auto di questa taglia sono più di quel che mediamente offra la concorrenza, mentre i 220 Nm di coppia disponibile da 1400 giri danno il loro contributo alla piacevolezza della guida in città e sui percorsi misti. La Mazda2 poi ferma l’ago della bilancia a 1.115 chili, contro gli oltre 1.200 di diverse rivali. E anche questo ha il suo… peso. Peccato solo per un fastidioso fruscio aerodinamico proveniente dallo specchietto retrovisore esterno di sinistra, che inizia a farsi sentire appena sopra i 50 orari. E che, oggettivamente, rovina un po’ il piacere di andarci in giro. Difficile, in assenza di altre informazioni, dire se si tratti di un errore di progetto (ma sarebbe strano, anche perché riguarda solo quello di sinistra) o di un (più probabile) difetto d’assemblaggio dell’esemplare guidato. Dentro, la piccola Mazda è comoda e gradevole – questo esemplare tra l’altro è zeppo di dotazioni al top, tra cui la selleria di pelle e un comodo poggiabraccio. Apprezzabile la scelta di comandare le principali funzioni di bordo con la rotella-mouse, tipo iDrive BMW, anche se la logica del sistema non è sempre intuitiva. Comunque rispetto alla precedente generazione, che pure era una macchinina molto ben fatta, questa si rivela un’auto più matura e, nella versione a gasolio, in grado di sostenere anche trasferte medio-lunghe senza affaticare il guidatore. Una parola sul design, piuttosto riuscito. Lo staff guidato da Ikuo Maeda è riuscito a trasferire le linee molto slanciate dei modelli di categoria superiore nei confini dei 4 metri circa senza farle risultare goffe o caricaturali. Roberto Lo Vecchio, redazione Autonotizie

Day 3. Ritorno per l’ennesima volta, ma a distanza di qualche settimana, sulla Mazda2. L’ho provata da poco (su Quattroruote di gennaio), e a dire la verità avevo curato anche il primo test della 1.5 a benzina, un anno fa. Sempre Exceed, full optional, ora con il turbodiesel 1.5 un po’ più potente, da 105 CV (il benzina aspirato ne aveva 90). Anche risalendo dopo aver guidato altre auto, mi colpisce sempre la dotazione che accoglie il guidatore: il bel display da 7 pollici, (vero pezzo d’arredo hi-tech, assente solo sulle versioni base), ma anche l’head-up display, che si alza appena si avvia il motore. L’abitacolo accoglie benissimo, grazie a una posizione di guida arretrata e bassa, con tutti i comandi a portata di mano e una visibilità anteriore ottima, garantita dalla posizione stessa dei montanti, poco prolungati. Fin dai primi metri si apprezza lo sterzo leggero, ma diretto e preciso. Se non avevano velleità sportive le versioni a benzina, né quella da 90 CV, né tantomeno la 75 CV, c’è da dire che questa turbodiesel va fortino e sa essere divertente. Lo ha dimostrato pure nel giro pista, ma vale soprattutto nella guida di tutti i giorni. Ha brio e si fa guidare al meglio anche grazie al cambio a sei marce, cosa non tanto diffusa tra le piccole turbodiesel. In poche parole, marce ben rapportate, e una sesta lunga per rilassarsi a velocità di crociera, con un regime davvero basso e il motore inavvertibile. Quel che si avverte, su questo esemplare (e non sugli altri provati, finora), è quel sibilo aerodinamico già evidenziato nella prova su strada e in questo diario. Bisognerebbe davvero portare l’auto all’assistenza Mazda e far risolvere il problema una volta per tutte: visto che le altre erano del tutto normali e “silenziose”, probabilmente basta un controllo delle guarnizioni o del montaggio. Dopodiché si potrebbe godere di un’auto davvero valida, d’aspetto e di carattere. Andrea Sansovini, redazione Prove su strada

Day 2. Oggi mi spingo fuori città, su un percorso misto, col primo tratto di autostrada e poi di statale. La Mazda2 viaggia a velocità Codice con grande naturalezza a poco più di 2.000 giri: non fosse per i persistenti fruscii aerodinamici, provocati perlopiù dal retrovisore sinistro (ripiegandolo con l’apposito comando elettrico si riducono parecchio) la marcia risulterebbe molto confortevole. Probabilmente qualcosa non è ben assemblato su questa vettura, visto che sul lato destro lo specchietto non crea disturbi. Comunque, si apprezza la completa dotazione di accessori, con il navigatore che replica i pittogrammi di guida sull’head-up display (ma a voce intima “tra cento metri imboccare la quarta” riferendosi all’autostrada A4) e i vari avvisi di cambio corsia, di segnalazione angoli bui e di mantenimento della distanza di sicurezza. Con l’andare dei chilometri imparo anche a manovrare con maggior precisione il cambio, il cui selettore tuttavia resta un po’ rumoroso. Alle andature autostradali il consumo ovviamente sale e, complice un po’ di ritardo che mi fa alzare il ritmo, esco dalla strada a pedaggio con un valore medio di 6 l/100 km. Nei successivi 30 km, però, la statale è scorrevole e la velocità moderata, così all’arrivo l’indicatore di consumo è sceso a 5,6 l/100 km. La giornata è gelida e quando alla sera riavvio il motore (che nel frattempo si è raffreddato completamente) il battito del diesel si fa vivo, solo per pochi istanti però, perché scompare quasi subito. Al buio i proiettori a Led si attivano automaticamente e automaticamente s’inseriscono pure gli abbaglianti, quando le condizioni lo consentono. Di fatto, solo poche centinaia di metri in un’ottantina di chilometri, visto il traffico che incrocia e precede e il susseguirsi dei centri abitati, tutte situazioni individuate dalla telecamera dietro il parabrezza e che fanno decidere alla centralina del sistema di ritornare agli anabbaglianti. Che sono assai efficaci, ma la linea di demarcazione molto netta tra luce e buio, che “balla” a causa dei movimenti di beccheggio del corpo vettura, rende l’illuminazione un po’ affaticante. Il ritorno alla base è favorito dal traffico meno intenso e dall’assenza di appuntamenti da rispettare, pertanto mantengo un’andatura più tranquilla servendomi pure del comodo cruise control, il che si traduce in un consumo minore: al termine del viaggio la media generale indicata dal computer di bordo è di 5,3 litri/100 km, con una velocità media di 61 km/h. Roberto Boni, redazione Tecnica

Day 1. Avevo già guidato la Mazda2 in occasione della prova della versione 1.500 a benzina e mi era piaciuta. Ha personalità e la qualità è di buon livello, anche se non all’altezza della migliore concorrenza, e i consumi sono risultati piacevolmente contenuti. L’assenza del turbo, però, si traduce in uno scarso vigore nelle riprese da bassi regimi. La diesel di cui mi metto al volante è identica, motore a parte, e quindi ritrovo l’appagante interno di pelle chiara e la dotazione completa, che include quasi tutto quanto è disponibile tra i moderni dispositivi per il confort e la sicurezza, incluso l’head-up display, ma con la curiosa eccezione della telecamera di retromarcia. Mi concentro quindi sul propulsore e la prima impressione è positiva, visto che la rumorosità al minimo subito dopo l’avviamento è molto contenuta. Va precisato, però, che non partiva a freddo, ma era già vicino alla temperatura di regime. Sistemato in pochi istanti il collegamento Bluetooth del cellulare e azzerato il computer di bordo, mi metto in movimento. I primi metri confermano la discrezione del diesel Mazda: non c’è traccia del tipico battito dei motori a gasolio e i decibel che filtrano nell’abitacolo sono ridotti e non disturbano affatto. In compenso, non appena si superano i 50 km/h si manifesta un fruscio aerodinamico provocato dal retrovisore esterno sinistro che diventa la maggior fonte di rumorosità in marcia di questo esemplare di Mazda2. Peccato, perché il propulsore si mantiene molto silenzioso anche alle andature da tangenziale. In questa prima presa di contatto si evidenzia pure qualche difficoltà nell’inserimento della terza, ma per il resto la piccola Mazda si guida con piacere. Si apprezza in particolare il generoso tiro ai bassi regimi del diesel, che all’occorrenza spinge anche un po’ più in alto ma dà il meglio tra i 1.500 e i 3.000 giri, il che è confermato dall’indicatore di cambio marcia che suggerisce di passare al rapporto superiore proprio attorno ai 1.500. Fruscii a parte, la macchina è pure comoda e in breve arrivo in città. Al primo semaforo lo Start&stop si attiva: il display al centro della plancia, nella modalità "consumo combustibile", mostra il tempo parziale e quello totale di disattivazione del propulsore, in questo caso due ore e 17 minuti su una percorrenza complessiva di 5.500 km. All’arrivo a destinazione il computer di bordo indica un consumo medio di 4,3 litri/100km. Roberto Boni, redazione Tecnica