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BMW X1Una settimana con la sDrive18d xLine

 

La nuova generazione BMW X1 cambia totalmente rotta rispetto al passato, puntando su spazio e versatilità. Il cuore di questa rivoluzione non poteva che essere il propulsore, che da anteriore longitudinale diventa trasversale. Merito all’adozione della piattaforma Ukl1 (adottata dalle nuove Mini e dalla Serie 2 Active Tourer), la quale ha permesso anche una serie di ulteriori modifiche e migliorie. Oltre alla trazione integrale con il nuovo schema xDrive riprogettato per il motore trasversale, c’è molto più spazio a bordo con una diversa distribuzione dei volumi. Il prezzo di listino della sDrive18d xLine parte da 38.350, ma bisogna prestare molta attenzione, perché il conto può lievitare considerevolmente se in fase di configurazione ci si fa prendere la mano con la lista degli accessori. Nella vettura in nostro possesso, per esempio, tra i tanti, erano presenti vernice metallizzata (780 euro), sistema di navigazione Connected Pro con monitor HD da 8,8" ed head up display (2.760 euro), telecamera posteriore (410 euro), impianto hi-fi Harman/Kardon (810); tetto panoramico apribile elettricamente (1.280), Driving assistant plus (1.260), cambio automatico a otto rapporti con paddle al volante (2.310), antifurto (490) che hanno portato il totale a sfiorare i 54 mila euro (53.405 per l’esattezza).

Day 1. Bisogna ammetterlo, alla BMW hanno fatto un ottimo lavoro, sia dal punto di vista meccanico, sia estetico. I tecnici e i designer di Monaco sono riusciti a migliorare notevolmente quell'aspetto un po' goffo della precedente X1, che la rendeva un mix tra una Suv e una station wagon. La nuova generazione ha una caratterizzazione più decisa con linee fluenti ed eleganti che appaiono maggiormente armoniose. Al di là delle considerazioni estetiche - che sono sempre soggettive - tuttavia, è sotto la "pelle" che si nascondono la maggior parte delle novità. Appena mi siedo al volante di questa sDrive18d in allestimento xLine mi colpisce subito lo spazio a disposizione non solo nella parte anteriore dell'abitacolo; anche dietro vanta una maggiore abitabilità e ha guadagnando centimetri preziosi per le gambe dei passeggeri. Curioso di mettere alla prova la dinamica di guida di questa nuova generazione, schiaccio il tasto "Start" e uscendo dall'Editoriale Domus mi dirigo verso casa: 20 chilometri circa che si snodano tra percorsi cittadini e strade di campagna. Il cambio Steptronic a otto rapporti fa egregiamente il suo lavoro e dimostra di essere docile e obbediente assecondando le mie intenzioni senza esitazioni accompagnato da un assetto delle sospensioni piuttosto morbido. Di default, all'avvio, il selettore della trasmissione è settato in Confort, ma i paddle al volante sembrano farmi l'occhiolino. Un invito, irresistibile, pur nel rispetto del codice della strada: il pensiero si traduce in azione e, in un millisecondo, pigio il tasto "Sport" sulla console. Le reazioni della vettura diventano più rapide e nervose, le sospensioni si irrigidiscono, pur senza diventare una tortura per la schiena alla prima buca e, finalmente, posso godere della sensazione di azionare i paddle al volante. Niente di estremo, sia chiaro, ma c'è di che divertirsi. Anche se appena ci prendi gusto devi rilasciare il piede dall'acceleratore per non rischiare di dire bye bye alla patente. Appena il tempo di gustarmi questa X1, che sono già arrivato nel box di casa. Solo un punto dolente: non sono riuscito a trovare un grande feeling con il pedale del freno, che costringe a esercitare una pressione eccessiva. Per quanto riguarda la voce consumi, al termine del mio breve giro (andata e ritorno con qualche tappa intermedia per un totale di 55 km) il computer di viaggio segnava un parziale di 9,4 l/100 km: non male considerando che non ho affatto adottato una guida da "uomo col cappello". Ancora meglio il dato medio complessivo: 6,3 l/100 km, quasi 16 km con un litro. Roberto Barone, redazione Internet

Day 2. Per il mio diario di bordo sulla BMW X1 sDrive 18d “scelgo” il percorso cittadino. Di sicuro non il più adatto a mettere in mostra le doti della vettura, ma non per questo privo di senso. Quando si guida al "ralenti", come si diceva una volta, si ha più tempo per guardarsi intorno nell’abitacolo. E sulla nuova X1 la prima cosa che mi colpisce è la notevole quantità di aria sopra la testa: quasi da monovolume, l’ideale quindi per un’auto da famiglia. Una sensazione amplificata dalla presenza del tetto panoramico e dal fatto che, pur essendo rialzata, e non di poco, la seduta sembra ancora bassina. La linea di cintura è abbastanza alta, ma ancora di più lo è la finestratura, e questo regala una volumetria davvero fuori dell’ordinario (la carrozzeria è alta un metro e 60). Si guida col busto abbastanza dritto e con le gambe un po’ piegate: il volante, non molto grande e dalla corona un po’ sottile, è dotato dei classici, bei paddle BMW. Mi piace poco, invece, la regolazione dello schienale a scatti, per cui suggerirei di aggiungere i comandi elettrici. Detto questo, le finiture mi sembrano subito molto migliorate rispetto alla generazione precedente che, soprattutto nelle versioni entry level, non avevano soddisfatto. Insomma, ora l’X1 sembra più una X3 in piccolo, sempre tenendo a mente la differente architettura meccanica. Ma l’ambiente della nuova Suv punta molto anche sulla praticità e razionalità e non solo per il margine di manovra riservato ai passeggeri. I comandi, per esempio, sono disposti bene e si trovano subito: come quelli, “alti”, della radio e della climatizzazione. Fa da contraltare il tunnel molto basso, sul quale si trovano, oltre al selettore del cambio automatico a otto marce, il bilanciere per selezionare le modalità di guida (Eco pro, Comfort, Sport), il freno di stazionamento a tasto e la manopola dell’iDrive. Andrea Stassano, Prove su strada

Day 3. Concordo con il collega che mi ha preceduto: quanto a qualità percepita e spazio a disposizione di passeggeri e bagagli, la BMW X1 si è avvicinata molto alla X3. Una volta a bordo, anche provando ad accomodarsi sul divanetto posteriore non si ha una così netta percezione delle differenze, nonostante queste, numeri alla mano, non siano poi così trascurabili: la X3 è più lunga di 22 cm, di 14 nel passo, di sei in larghezza e in altezza e ha un vano bagagli più capiente di 45 litri. Fatti i primi chilometri, fatico a trovare difetti. Il motore asseconda al meglio la volontà di chi è al volante ed è capace di girare al minimo senza incertezze, così come di regalare accelerazioni corpose quando serve. I suoi 150 CV risultano adeguati alla massa di 1.545 kg, con l’automatico a otto marce che si "autogestisce" al meglio, in funzione dello stile di guida adottato, con cambiate praticamente impercettibili. Ottima la tenuta di strada e l’assorbimento delle asperità stradali, così come l’insonorizzazione. Impegnandomi a fare il pignolo, ho trovato un pelo scomodo mettermi la cintura di sicurezza: lo spazio fra il classico aggancio e il tunnel centrale è molto risicato; un "problema" che, comunque, si risolve facilmente sollevando il bracciolo-portaoggetti. Una volta a casa, invece, sono stato costretto a fare i conti con l’esuberanza del motore ai bassi regimi: complice un pedale del freno poco modulabile, nelle millimetriche manovre a cui costringono gli spazi ristretti del mio box ho avuto qualche difficoltà di troppo. Fortuna che i sensori di parcheggio e, soprattutto, le immagini proiettate sul grande display da 8,8 pollici dalla retrocamera danno una grossa mano. Alessandro Carcano, redazione Internet

Day 4. Quando si esce dai canoni della tradizione è facile andare incontro alle ire dei puristi, affezionati e abituati al family feeling "strutturale" di un marchio. Mi sento, però, di spezzare un lancia in favore della X1 di seconda generazione. Con l'impiego della piattaforma Ukl, condivisa con la Mini, ne ha beneficiato, innanzitutto, il confort di bordo: oltre all'altezza (+53 mm), è aumentato lo spazio per le gambe di chi siede dietro (+37 mm) e la capienza del vano bagagli (+85 litri). Migliorie non da poco, che assieme ad alcune soluzioni interessanti, come il sedile del passeggero abbattibile (optional) e i tavolini pieghevoli incorporati sugli schienali anteriori, hanno contribuito ad aumentarne la versatilità. Certo, chi ama la trazione posteriore continuerà a storcere il naso rispetto al cambiamento epocale che la Casa di Monaco ha introdotto a partire dalla Active Tourer. Ma un'auto come la X1, che comunque non delude dal punto di vista del piacere di guida (semmai si può prendere in considerazione la 20d da 190 CV), non ha particolari velleità sportive. Per quanto riguarda l'infotainment, infine, nulla da eccepire. Non ci sono particolari novità rispetto a quanto già visto sulle BMW di ultima generazione, a cominciare dalla presenza dell'iDrive sul tunnel centrale. Muoversi tra i menù è semplice e intuitivo, così come abbinare il proprio smarthphone al sistema tramite Bluetooth. Comoda anche la possibilità d'inserire gli indirizzi (o il nome del contatto che si vuole chiamare) "scrivendo" letteralmente con il dito sul touchpad incorporato sulla parte superiore della manopola. E non mancano la navigazione internet, la radio digitale DAB e il Navigatore Connected Pro, che integra il Traffic Information Plus. Alessandro Carcano, redazione Internet

Day 5. Quando sono sceso dalla BMW X1 118d sono andato a controllare i valori dichiarati di accelerazione. Perché la sensazione che ho avuto è che la macchina spingesse molto. In realtà il tempo sullo zero-cento, 9,2 secondi, è piuttosto lusinghiero per la categoria, ma in termine assoluti non è da non tale da autorizzare l'espressione "accelerazione bruciante". Credo che la sensazione di grande spinta sia una questione di come l'accelerazione è dosata più che di freddi numeri. Quel che impressiona favorevolmente è la progressione, la salita di giri rapida ma omogenea, favorita dalla coppia di 330 Nm disponibili già da 1750 giri e anche dall'accoppiamento davvero eccellente tra il propulsore e il cambio automatico a otto rapporti. Comunque la si metta, il risultato è che, con la nuova X1 andare in giro è un gran piacere. Della X1 avevo guidato di recente una versione con la trazione integrale, 2.0 diesel da 190 CV. Ebbene, cosa che magari a molti potrà sembrare sorprendente, la trazione anteriore di questa sDrive18d non ne pregiudica la piacevolezza di guida. Lo sterzo, sempre ben bilanciato, diventa più diretto nella modalità Sport, le sospensioni si irrigidiscono, pur continuando a filtrare bene le asperità del fondo. La carta che gioca la X1 è quella che potremmo definire della "rotondità". Mi spiego: è un'auto che, in dimensioni compatte, ti permette di: uno, viaggiare con la famiglia caricandoci un po' di tutto; due, muoverti agevolmente in tutte le condizioni (quella integrale); tre, parcheggiare senza troppi problemi in città e, infine, divertirti al volante. Che cosa volete di più? Un prezzo più abbordabile, direte voi. E avete ragione. Ma è l'unico, vero, difetto che io sia riuscito a trovare. Roberto Lo Vecchio, redazione Autonotizie