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Skoda Octavia ScoutUna settimana con la 2.0 TDI CR 4X4 DSG

 

La protagonista del nostro Diario di bordo questa settimana è la Skoda Octavia Scout, la versione in stile crossover della familiare ceca, a listino a partire da 30.940 euro con il turbodiesel da 150 CV e il cambio manuale, ma da 33.630 nel caso dell’esemplare in prova, da 184 CV e con il Dsg. Lunga 466 centimetri e larga 181, questa particolare versione 4x4 ha un’altezza da terra aumentata di 3 cm (per un totale di 17,1) e può così affrontare con maggiore disinvoltura terreni accidentati e passaggi non troppo impegnativi, grazie anche all’angolo di uscita migliorato, ora di 14,5° (mentre quello di attacco, anteriore, resta di 16,6°). Rispetto alla precedente versione, si tratta soprattutto di un restyling e di un arricchimento di contenuti. Cambiano il frontale e i gruppi ottici anteriori, suddivisi in due elementi e con proiettori full Led. Molto buone le prestazioni del 2.0 TDI, che sviluppa 184 CV a 3.500 giri/minuto e può contare su una poderosa coppia di 380 Newtonmetri già da 1.750 giri. Il consumo dichiarato è di 5 litri/100 km, cioè 20 km con un litro. All'equipaggiamento ricco di serie sulla Scout, il nostro esemplare aggiunge tra gli altri accessori i cerchi di lega da 18” (490 euro), l’Adaptive cruise control (600), la radio Dab (110), i fari full Led (1.180), funzione off-road e Driving mode selection (185), il portellone posteriore elettrico (380), il tetto apribile di vetro (1.070) e il Columbus pack, con il touch screen da 9,2” (2.760). Il prezzo finale supera i 40.000 euro.

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Ideale per viaggi e un pizzico di avventura [Day 1]. Ritorno su una Octavia station a un mese dalla prova su strada (su Quattroruote di giugno), ma è tutta un’altra cosa. Non d’aspetto, visto che alla fine le protezioni di plastica e le caratterizzazioni crossover non la stravolgono più di tanto, ma proprio per la sostanza e per la personalità della vettura. Nel primo percorso, una decina di chilometri di traffico cittadino, questa potente da 2.0 TDI 184 CV non mi fa rimpiangere l’1.6 TDI da 115 CV della recente prova, anzi è quasi il contrario.
 

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Mi sembra meno fluida, un po’ più indecisa nelle cambiate del suo Dsg a sei marce (mentre le versioni meno potenti hanno il doppia frizione a sette rapporti), ma molto dipende dalle condizioni del percorso e dall’impossibilità di “aprire”. In sostanza, guidando con poco gas, cosa peraltro facilitata dal motorone e dalla coppia abbondante, e con frequenti e brevi rilasci condizionati dal traffico, può capitare che l’automatico inizi una cambiata per poi tornare indietro. Anche la prima, in partenza e con poca pressione sull’acceleratore, risulta un po’ lenta nell’inserimento. Tutt’altra cosa la mattina dopo, su un percorso sulle strade scorrevoli tra risaie e campi del parco agricolo Sud. Avendo la possibilità di procedere a un’andatura un po’ più alta, non solo in Sport, ma anche in Normal, la Scout diventa rapida e capace di assecondare fin troppo bene il guidatore. E bisogna stare attenti, perché in pochi secondi ci si trova a 120 all’ora e sembra di andare a 70-80… La guida è facile e intuitiva in ogni situazione e in più ci sono dispositivi elettronici efficaci, come il bloccaggio del differenziale Eds che rende più stabile il comportamento della vettura. Il posto guida, rispetto alle altre versioni, è un po’ più alto: cerco di regolarlo al minimo con la leva, ma lo scopro già tutto abbassato. In ogni caso, le regolazioni del volante permettono di sistemarsi molto bene e di avere tutto sotto controllo. Nel mio breve tragitto, ho giusto il tempo di memorizzare qualche stazione radio, facilmente con il touch, e riscoprire un suono più che  soddisfacente. L’Octavia è una gran macchina, sarebbe l’ideale per lunghi viaggi confortevoli e un pizzico di avventura. Il sistema 4x4 con la frizione Haldex, in condizioni ottimali, indirizza tutta la coppia motrice all’avantreno, ma non appena le ruote anteriori perdono aderenza entra in funzione il giunto centrale che trasferisce fino al 50% la coppia al retrotreno. Per oggi però sono arrivato a destinazione, lascio l’offroad ai colleghi. Andrea Sansovini, Prove su strada

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Motore ok. Peccato per l'assenza dei paddle [Day 2]. L’insieme è gradevole e proporzionato. E la maggiore altezza da terra dona alla Skoda Octavia Wagon Scout, che si fa notare anche per i marcati passaruota a contrasto. Insomma, lo stile è quello “allroad”, oggi piuttosto gettonato. Nell’abitacolo trovo un posto guida semplice da regolare, quanto abbastanza tradizionale. Come sempre, infatti, sulle auto del Gruppo, ritagliarsi la propria posizione di guida è questione di pochi attimi. Dall’altro lato spicca la presenza della normale leva del freno a mano, oltre alla strumentazione analogica, chiara e lineare; bello e neppure grande il volante, dalla corretta impugnatura. Restando in zona, cerco i paddle del cambio Dsg, ma sull’esemplare non ci sono: e sfruttando il selettore, in manuale, la scalata è prevista all’indietro. Ma eccoci nel traffico, col vantaggio di poter traguardare meglio gli ostacoli, dalla seduta un po’ rialzata. Trovo solo un filo piccoli gli specchi retrovisori esterni. Il 2.0 TDI da 184 CV trasmette un po’ di ruvidità ai bassi regimi, ma si fa perdonare subito per la robusta spinta. In effetti, basta affondare, e neppure del tutto, il piede destro sull’acceleratore per avere performance molto interessanti, non sempre sfruttabili in condizioni normali. Passando alla modalità Sport del Driving mode select, tramite il tasto sul tunnel, cambiano diverse cosette: il carico volante diventa subito elevato, anche a bassa andatura. Inoltre, cambio e acceleratore sono più pronti, rendendo la marcia ancora più pimpante. Il breve tragitto mi porta in autostrada, dove a 130 orari indicati si marcia sui 2.250 giri. A quel punto si avverte solo qualche lieve fruscio aerodinamico, con il confort apprezzabile. Del resto, con la Octavia Wagon Scout, mi immagino proprio lunghi viaggi verso le vacanze, carichi, e con tutta la brillantezza di un motore generoso. Andrea Stassano, redazione Prove su strada  

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Completa ed equilibrata. Posizione di guida ok [Day 3]. Poche auto sanno essere complete ed equilibrate come l’Octavia. E non voglio usare l’espressione “di sostanza”, perché di solito sott’intende qualche attenzione in meno nell’area del design o della finitura: che invece qui sono curati. Si potrebbe discettare a lungo se il restyling abbia giovato o meno all’aspetto della media ceca, ma sul fronte della qualità complessiva c’è poco da obiettare. Se uno cerca una station wagon di medie dimensioni, versatile, spaziosa, comoda, economica, ben equipaggiata e moderna, beh, questa è la risposta. In questa variante Scout, oltretutto, il confort ha avuto la priorità sulle caratteristiche dinamiche e quindi l’ho trovata particolarmente adatta per chi viaggia parecchio. A eccezione di una certa ruvidità del quattro cilindri turbodiesel (da 184 CV) ai bassi giri, per lo più in manovra, che mi ricorda puntualmente la natura dell’unità propulsiva, e una percettibile inerzia del cambio automatico a doppia frizione, tutto il resto m’è sembrato d’un livello piuttosto alto per la categoria (e non devo essere l’unico, dal momento che l’Octavia è la vettura “estera” più venduta in Germania). La Scout ha il pregio di essere rialzata: lo dico non tanto per una maggior propensione a superare indenne sentieri e strade sterrate, ma per via della posizione di guida, che amplifica la sensazione di controllo e migliora la percezione di ciò che accade intorno alla vettura. Carlo Di Giusto, redazione Attualità

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Gran viaggiatrice [Day 4]. Comoda, affidabile e sicura. Una gran viaggiatrice senza troppi fronzoli. Esteticamente potrà piacere o meno, in questa veste aggiornata e rivista dal recente maquillage, ma sulla strada la Skoda Octavia Scout sa svolgere egregiamente il proprio “lavoro”, macinando chilometri su chilometri senza stancare chi è al volante (tanto meno chi gli siede accanto o dietro). E in più con la garanzia di poter contare sulle più avanzate tecnologie di assistenza alla guida e sicurezza. La posizione rialzata di questa versione 4x4 si lascia apprezzare anche da chi è abituato a dominare dall’alto delle sempre più diffuse Suv e sport utility. L’abitacolo, rigoroso e razionale, come nella migliore tradizione delle tedesche, è ben rifinito e offre ampio spazio soprattutto sul divano posteriore, dove anche i più alti possono stare comodi. Lo sterzo, poi, è preciso e incisivo, sia nelle curve cittadine sia in autostrada. Ottimo il lavoro delle sospensioni che assorbono egregiamente le asperità stradali e attutiscono persino i dossi più odiosi. Anche quando si cerca una guida più dinamica selezionando la modalità "Sport" sul tunnel centrale. Il cambio DSG a sei rapporti dimostra qualche incertezza, ma ci si abitua facilmente e in definitiva si dimostra ben accoppiato al 2.0 turbodiesel da 184 CV, assicurando una buona elasticità, una risposta progressiva e un ottimo "tiro". Sul fronte dell'insonorizzazione i tecnici della Casa ceca hanno fatto un grande lavoro: il confort acustico è notevole anche alle andature più elevate. Con queste premesse i 90 km del viaggio lavoro-casa passano serenamente. E, una volta nel box, il responso della voce consumo medio è di 6,4 litri per 100 km, circa 15,63 km al litro. Roberto Barone, redazione Online

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Sicura e connessa [Day 5]. Uno dei punti di forza di questa variante della Skoda Octavia è la dotazione di bordo, ricca e infarcita di tecnologia. L'infotainment - tra i moderni oggetti del desiderio in campo automobilistico - si comanda attraverso il display centrale touch da 9,2 pollici (un optional per il quale però bisogna "scucire" oltre duemila euro) che include il navigatore satellitare con mappe 3D e la radio Dab. Dallo stesso schermo si possono controllare diverse funzionalità e settaggi dell'auto, dalla climatizzazione alla pressione dei pneumatici, oltre ad attivare o disattivare alcuni dispositivi di sicurezza. Grazie al sistema Smartlink che implementa le tecnologie Mirrorlink, Apple CarPlay e Android Auto, inoltre, è possibile collegare lo smartphone alla vettura. Numerosi, poi, i sistemi di ausilio alla guida. Il Lane Depart mantiene l'auto all'interno della carreggiata e se ci si avvicina troppo alla linea della corsia, modifica automaticamente la traiettoria con correzioni attive del volante, avvertendo il guidatore con un allarme visivo. Molto efficace anche il cruise control adattivo: impostata la velocità di crociera, tramite un radar calcola automaticamente la distanza dal veicolo che precede, frenando o accelerando in funzione del traffico. Lavorando insieme al Front assistant attivo, il sistema è in grado, se necessario, anche di arrestare completamente l’auto. Una manna per chi ogni giorno deve affrontare le immancabili code a elastico delle tangenziali cittadine. Immancabile, ormai, anche la frenata automatica d'emergenza capace di salvarti e toglierti dai guai in più di una situazione. Prima di riconsegnare l'auto mi lascio rapire da un gadget, sicuramente meno indispensabile, ma comunque piacevole: le sottili luci a led posizionate nelle portiere e nella console centrale; possono essere impostate in dieci colorazioni differenti e, di sera, creano un'atmosfera rilassante e di grande effetto. Roberto Barone, redazione Online