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Il record greenAmsterdam, la capitale dei taxi elettrici

Ad Amsterdam, l'elettrica è di casa. Lo si vede subito, nel tragitto dall'aeroporto di Schiphol al centro città, dove abbondano Tesla Model S, Nissan Leaf ed e-NV200 (a noi è capitato di incrociare persino una Volkswagen XL1). Molto spesso le targhe sono blu, a indicare il servizio taxi: già, perché a quanto pare, la città olandese è la "capitale" delle auto pubbliche green.

Le flotte. Oggi, i taxi elettrici di Amsterdam sono quasi 400: le Model S ammontano a un centinaio, mentre la stragrande maggioranza delle altre emissioni zero sono Leaf ed e-NV200. Le società operatrici sono cinque, tra cui Connexxion (colosso europeo che ha appena acquistato cento van Nissan, rigorosamente neri), TCA (un altro "mostro" da 1.300 veicoli, di cui 50 e-NV200) e la piccola - ma ambiziosa e combattiva - Taxi Electric, esclusivamente dedicata ad auto pubbliche a emissioni zero, con una flotta di 22 Leaf e otto Tesla. "A quanto ne sappiamo – spiega Jordi Vila, managing director di Nissan Netherlands – al mondo non esiste una concentrazione più alta di taxi elettrici".

Un'agenda green. Tutto questo movimento sotto la bandiera della sostenibilità si deve alla politica intrapresa dalla città, amica della bicicletta da sempre ma non per questo prigioniera di dualismi ideologici in cui gli incentivi alla mobilità su due ruote devono per forza risultare da una penalizzazione delle auto (la riprova sono le carreggiate, ampie ma con ciclabili a doppia corsia). Su questi fronti, i piani di Amsterdam sono molto precisi e ambiziosi: l'11 marzo scorso, il consiglio cittadino ha approvato "The Sustainable Agenda", una road map che prevede l'azzeramento (o quasi) delle emissioni entro il 2025: le tappe comprendono una low emission zone per gli scooter (già da quest'anno), da estendere ai veicoli commerciali (2017) e a taxi e bus (2018). Per questi ultimi (200 volte più inquinanti rispetto a un'auto privata, in base alle statistiche locali), l'obiettivo è il raggiungimento delle emissioni zero entro il 2026, per tutta la flotta metropolitana.

Colonnine a pioggia. Anche per i privati che si "convertono" alle elettriche, la situazione è piuttosto rosea: ogni mese, la città aggiunge in media 25 stazioni di ricarica (spesso considerando la dislocazione dei nuovi proprietari) ed entro il 2018 l'obiettivo è di arrivare a 4 mila strutture: in sostanza, un record. E i risultati confermano che si tratta della strada giusta: già oggi, i residenti di Amsterdam effettuano ricariche sufficienti per percorrere 1,5 milioni di chilometri al mese.

Incentivi e costi bassi. Dove ci sono agevolazioni ci sono elettriche, un dato di fatto riconosciuto dalla stessa Nissan: nella città olandese, si possono strappare fino a 10 mila euro di finanziamenti per ogni auto o van a emissioni zero, metà riconosciuti dalla città e metà dal governo. Ma di mezzo ci sono anche le ridotte spese per la manutenzione e l’alimentazione elettrica, capaci di tradursi in costi al chilometro contenuti e molto apprezzati da chi ha fatto dell'auto il proprio lavoro: “La nostra idea risale a tre anni fa – spiega Edvard Hendriksen, cofondatore di Taxi Electric – A quanto pare si è rivelata vincente, perché ora altre società riconoscono il potenziale dei taxi elettrici”. Prima o poi - ad Amsterdam lo pensano praticamente tutti - succederà anche ai privati.

Da Amsterdam, Davide Comunello