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Tesla Model 3Non solo berlina: ci sarà anche una variante crossover

 

Una generazione ex novo, anzi una famiglia con più varianti, crossover inclusa. È questo l'orizzonte della Tesla Model 3, l'elettrica compatta prevista per il 2017 e promessa a un prezzo di listino di 35 mila dollari incentivi esclusi: la conferma, destinata a moltiplicare le aspettative, è arrivata ieri da JB Straubel, chief technical officer della Casa di Palo Alto, durante un evento tenutosi a Washington.

Una famiglia con tante varianti. Stando al Wall Street Journal, che ha raccolto le frasi di Straubel, la Model 3 andrà oltre la berlina compatta attualmente in via di sviluppo. Finora, la road map sembrava limitata a una media comparabile alla concorrenza americana e tedesca di segmento D, ma a quanto pare i progetti di Palo Alto vanno oltre il singolo modello. Straubel non è però entrato nel dettaglio della crossover: la variante potrebbe rientrare nella road map prevista per la Model 3 (presentazione nel corso del 2017 e  commercializzazione nell'anno successivo), oppure essere posticipata a un secondo momento. Il responsabile tecnico ha comunque sottolineato che i progetti della Casa prevedono "molti nuovi modelli" oltre alla terza generazione, dipingendo un orizzonte di lungo corso per le elettriche di Palo Alto.

Abbordabile ed efficiente. A oggi, sull'aspetto della Model 3 non è trapelato nulla, ma i "numeri" della vettura fanno sperare in un prodotto in grado di fare il salto verso il mercato di massa: oltre al prezzo particolarmente invitante (poco più di 31 mila euro al cambio attuale), Elon Musk prevede infatti un'autonomia di 200 miglia (320 km). Va inoltre ricordato che "l'operazione Model 3" trae le sue premesse dall'economia di scala garantita dalla Gigafactory: stando ai piani di Tesla, infatti, la maxi fabbrica di batterie agli ioni di litio dovrebbe tagliare i costi del 30%.

Nuova liquidità. In tutto questo, Straubel ha confermato un obiettivo già indicato da Musk, ovvero le 500 mila consegne all'anno entro il 2020: un orizzonte estremamente ambizioso che ora dovrebbe essere spinto dalla Model X, in arrivo a settembre, e da un importante aumento della capacità produttiva. Su questo fronte torneranno utili i 500 milioni di dollari (elevabili a 750) appena concessi a Musk da un pool di banche e investitori, tra cui figurano Goldman Sachs, Morgan Stanley e JPMorgan Chase: solo un terzo di quanto Tesla pianifica di spendere nel 2015 (d'altronde, la Gigafactory costerà 5 miliardi), ma comunque un segno di fiducia nella Casa elettrica, soprattutto per quel che riguarda i futuri piani di sviluppo. 

Hyperloop più vicino. Infine, una novità anche per Hyperloop, il sistema di trasporto basato su capsule e tubi pneumatici da 1.200 km all'ora: in questi giorni, la "visione" di Musk è infatti l'oggetto di un contest appena lanciato da SpaceX, l'azienda di trasporto spaziale fondata dallo stesso Ceo. La competizione, rivolta a studenti universitari e ingegneri indipendenti, chiede di studiare il design delle super capsule che dovranno levitare dentro i tubi: SpaceX spiega di non voler sviluppare una versione commerciale di Hyperloop, ma conferma di essere interessata ad "accelerare lo sviluppo di un prototipo funzionante". Proprio per questo, l'azienda costruirà una test track lunga un miglio nei pressi di Hawthorne, sede del quartier generale californiano, dove tra un anno sarà possibile provare l'efficacia e la funzionalità delle varie proposte. Le domande vanno inoltrate entro il 15 settembre, mentre la scadenza per l'invio dei progetti è prevista a dicembre.

Davide Comunello