Elettriche e ibrideLa Cina taglia gli incentivi: stop dal 2021

 

Il governo cinese taglia gli incentivi per le auto elettriche e le ibride, ipotizzando di cancellarli a partire dal 2021. A confermarlo, sabato, è stato lo stesso ministro delle Finanze Lou Jiwei, intervenuto a una conferenza sull'industria automotive tenutasi a Pechino.

Boom a emissioni zero. L'anno scorso, il mercato cinese dei veicoli a batteria è letteralmente esploso, fino a superare gli Stati Uniti: le immatricolazioni, 331 mila (di cui ben 61 mila totalizzate dalla BYD, primo Costruttore al mondo) sono quadruplicate, segnando un traguardo storico. Logicamente, gran parte del merito si deve ai generosi incentivi che da anni vengono erogati per i veicoli a batteria, i quali possono arrivare al 35% del prezzo di listino. Anche per questo (e per alcune presunte scorrettezze nell'utilizzo, in via di chiarimento), il governo ha deciso di ridurre progressivamente i vantaggi, fino al loro esaurimento.

Il piano quinquennale. Secondo quanto riportato dalla Reuters, Lou punta a tagliare gli incentivi del 20% nei prossimi due anni e del 40% tra il 2019 e il 2020. Nel 2021, il settore non potrà più contare sugli sconti, anche se le elettriche e le ibride plug-in diventeranno una scelta quasi obbligata: l'esecutivo, infatti, punta a introdurre normative sulle emissioni sempre più stringenti e non è un caso che il ministro abbia indicato la California come un esempio da seguire.

BYD punta in alto. Forte di un innegabile successo, BYD ritiene che entro il 2030 tutte le auto cinesi saranno alimentate da una batteria: una previsione estremamente ottimistica, come insegnano i casi degli Stati Uniti o della Germania. In più, bisogna considerare il tema della generazione dell'energia elettrica, in parte ancora prodotta dalle centrali a carbone: come testimoniano gli impietosi dati sull'inquinamento, nella terra del Dragone la transizione verso le fonti rinnovabili è appena iniziata. D.C.