GermaniaIl governo Merkel cerca la svolta elettrica

 

Il governo di Angela Merkel spinge per raggiungere un accordo coi Costruttori tedeschi e promuovere la diffusione delle auto elettriche in Germania: Berlino vorrebbe stringere i tempi e chiudere l'intesa entro il mese di marzo, stabilendo azioni e strategie concordate con l'industria per gli anni a venire.

Il vertice a porte chiuse. Lo scrive oggi Bloomberg, che cita un incontro a porte chiuse avvenuto ieri sera, alla presenza della stessa cancelliera, del suo vice Sigmar Gabriel e di Dieter Zetsche, Matthias Müller e Harald Krüger, ad di Daimler, Volkswagen e BMW rispettivamente. "Vogliamo essere i leader nella nuova era dell'automobile", ha commentato il vicecancelliere Gabriel in una mail citata dall'agenzia. Aggiungendo: "Governo e Costruttori vogliono concordare su un piano d'azione entro marzo".

Due miliardi in ballo. Secondo quanto dichiarato a più riprese dalla stessa Merkel, il target del governo è quello di avere un milione di elettriche su strada entro il 2020. Un obiettivo ambizioso, che può essere raggiunto soltanto con un generoso programma di incentivi all'acquisto: a metà gennaio si era parlato di un accantonamento pari a due miliardi di euro, ma un accordo in seno all'esecutivo è ancora di là da venire.

Gabriel contro Schaeuble (o Cdu contro Spd). Stando alle ultime indiscrezioni riportate da Bloomberg, il "falco" Wolfgang Schaeuble, potentissimo titolare dell'economia, avrebbe messo in discussione la fattibilità del piano: la questione rifugiati pone già una forte pressione sulle casse dell'erario, e i margini per nuovi investimenti sarebbero sottili. Un potenziale punto d'attrito, su cui la Merkel starebbe lavorando alla ricerca di un compromesso tra i due ministri (uno in quota Cdu, l'altro Spd, peraltro).

Le proposte allo studio. La "colomba" Gabriel, che partiva da una richiesta di cinquemila euro di agevolazioni per auto fino al 2020, avrebbe abbassato il tiro, puntando su un percorso condiviso con i Costruttori, chiamati a fornire il loro contributo in termini economici. Schaeuble, peraltro, preferirebbe una soluzione diversa: se investimenti devono essere, meglio spendere sulla diffusione dell'infrastruttura di ricarica. Che oggi conta su 5.600 punti. Troppo pochi per la fame di energia di un milione di elettriche.

Fabio Sciarra