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Tesla GigafactoryMusk e Panasonic hanno già investito 374 milioni di dollari

 

Come procedono i lavori della "Gigafactory 1", il mega impianto di batterie che la Tesla e Panasonic stanno costruendo a Reno, nel deserto del Nevada? E quanti lavoratori sono stati assunti in cambio dei turbo incentivi riconosciuti a Elon Musk e ai giapponesi, pari a 1,3 miliardi di dollari? A fare il punto della situazione è lo stesso Nevada's Governor Office for Economic Development, emanazione diretta del numero uno dello Stato d'argento, Brian Sandoval: per cui i 374 milioni di dollari (334 milioni di euro) investiti finora rappresentano un "progresso soddisfacente".

Il progetto prende quota. Il "tagliando" all'impianto, su cui Musk e Panasonic pianificano di investire 5 miliardi di dollari, è stato fatto il 1° febbraio in un documento scritto dallo stesso Ufficio governativo. Secondo i dati ufficiali, nel quarto trimestre del 2015 la Tesla ha investito 78 milioni di dollari, portando il totale della propria quota a 310. Dal canto suo, Panasonic ne ha messi sul piatto 58, raggiungendo quota 64 milioni. Finora, il gigante delle batterie ha investito un quinto dei fondi iniettati dalla Casa di Palo Alto, anche se va ricordato il recente annuncio del presidente Kazuhiro Tsuga, secondo cui il totale giapponese salirà presto a 1,6 miliardi. Da sottolineare, comunque, la rapida accelerazione dei flussi: nel terzo trimestre, la Gigafactory aveva infatti assorbito 238 milioni di dollari, aumentati del 57% nei tre mesi successivi. Per conoscere l'impatto degli ultimi investimenti sui conti della Tesla bisognerà attendere il bilancio dell'ultimo trimestre 2015, previsto per il 10 febbraio.

Le assunzioni. Nel report non mancano i dati sulla forza lavoro impiegata presso la Gigafactory, particolarmente cara al governatore: l'accordo con Musk, infatti, prevede che la metà dei posti di lavoro generati dalla fabbrica (6.500 a regime, più altri 10 mila  nell'indotto) siano riservati ai residenti del Nevada. In cambio, Tesla ha avuto esenzioni stellari, spalmate da dieci a vent'anni a seconda dei casi: si va dalle tasse su beni e servizi ai tagli alle imposte di proprietà, dagli sconti sull'elettricità agli sgravi sul costo del lavoro, fino al via libera alla vendita diretta delle elettriche. Ebbene, a Reno la partita deve ancora essere giocata: le assunzioni, iniziate nel primo trimestre, oggi ammontano a 272 dipendenti, 232 per Tesla e 40 per Panasonic, per un totale di 9 milioni di dollari in stipendi, di cui la metà pagati negli ultimi tre mesi. L'obiettivo, insomma, è ancora lontano. Per quanto riguarda le maestranze al lavoro nella costruzione del sito, l'accelerazione si sente: nel quarto trimestre le presenze sono state quasi 900 alla settimana, contro una media di 645.

Il primo "conto". Insomma, il progetto cresce, anche grazie al "risveglio" di Panasonic. E il Nevada - per ora - conclude l'analisi così: "Tesla sta facendo progressi soddisfacenti per raggiungere gli investimenti necessari alla continuazione del progetto". Musk, però, ha già presentato il primo conto: per il periodo da ottobre 2014 a giugno 2015, l'Ufficio del governatore ha infatti ricevuto la richiesta di 9,6 milioni di dollari, riconducibile ai costi finora sostenuti. I soldi, primo prezzo da pagare per aver accolto la Gigafactory, verranno trasferiti in questi giorni. La fabbrica di batterie agli ioni di litio dovrebbe aprire ufficialmente alla fine del 2016: a regime, produrrà 35 Gigawattora di celle e 50 di pacchi batterie, sufficienti per 500 mila elettriche all'anno.

La Model X in Cina. Nel frattempo, Musk insiste sulle operazioni in Cina: secondo un report di Bloomberg, martedì Palo Alto ha iniziato ad accettare i primi ordini per la Model X, ipotizzando di iniziare le consegne nel secondo trimestre. I clienti del Dragone potranno ordinare anche una versione Signature Red della Suv, di fatto una P90D rossa studiata appositamente per il nuovo anno cinese. L'edizione speciale è proposta a quasi 1,5 milioni di yuan, circa 200 mila dollari al cambio attuale. Per le Model X standard, i prezzi asiatici variano da 146 mila dollari a 178 mila (130-159 mila euro). In Europa, le consegne della Suv con le falcon door dovrebbero iniziare entro i primi sei mesi del 2016.

Davide Comunello