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EmissioniGermania, sale la CO2 nel 2016: "Colpa dei trasporti"

 

Le emissioni di gas serra prodotte in Germania sono aumentate dello 0,7% nel 2016. Lo rivela un report curato da Arepo Consult e commissionato dai Verdi, secondo cui in valori assoluti la produzione di CO2 sarebbe incrementata di 4 milioni di tonnellate, portando il bilancio di fine anno a 906 milioni di tonnellate.

Si allontana il target 2020. Secondo il partito, che siede sui banchi dell'opposizione al governo Merkel, le cifre mostrano quanto sarà più duro del previsto per l'esecutivo centrare il target fissato per il 2020, vale a dire la riduzione del 40% dei livelli di emissioni del 1990. Finora, il taglio è stato pari al 27,6% rispetto ai livelli di partenza.

Il monito dei Verdi a Merkel. "Per raggiungere l'obiettivo", aggiungono gli ecologisti "bisognerà diminuire le emissioni di CO2 per un totale di 40 milioni di tonnellate ogni anno, da qui al 2020". Una missione difficile, a dir poco, visto soprattutto il trend di forte crescita dei gas serra prodotti dai trasporti.

Il peso dei trasporti. Lo studio della Arepo trova sponda nelle ultime cifre diffuse dall'agenzia federale per l'ambiente, che mostrano come in Germania le emissioni dal settore siano cresciute addirittura del 3,4% in un anno, per un totale di 5,4 milioni di tonnellate. Principale responsabile del picco, il trasporto merci su gomma a bordo di mezzi pesanti, che nel 2016 è cresciuto del 2,8%.

L'agenzia per l'ambiente: "Progressi annullati dal traffico". "I miglioramenti nell'efficienza dei motori sono stati spazzati via dall'incremento del traffico su strada" ha dichiarato la responsabile dell'agenzia Maria Krautzberger, sottolineando come i trasporti nel loro complesso abbiano prodotto 2 milioni di tonnellate di CO2 in più rispetto al 1990.

Gli altri fattori. I Verdi tedeschi hanno fatto notare quanto abbia pesato l'incremento complessivo del consumo di petrolio, frutto della crescita dell'economia (il Pil ha registrato un +1,9%, il valore più alto degli ultimi cinque anni) e della produzione industriale. Da non dimenticare anche il costo ambientale della produzione energetica basata sui fossili: la Germania è sì vicina al 30% del totale con le rinnovabili, ma le centrali a carbone e lignite coprono ancora il 40% circa del fabbisogno nazionale.

Fabio Sciarra