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IndiaPresentato il piano per favorire il boom elettrico

 

Incentivare le elettriche attraverso il taglio delle imposte e l’introduzione di finanziamenti agevolati, sostenendo la visione del governo che dovrebbe portare all’azzeramento delle vendite endotermiche entro il 2030: sono le raccomandazioni inoltrate all'esecutivo indiano dal Niti Aayog (noto come National Institution for Transforming India), un influente think tank parastatale con funzioni di consulenza e supporto.

Nuove idee. L’organismo, presieduto dalo stesso primo ministro Narendra Modi, si occupa di favorire l’innovazione e lo sviluppo economico, partendo dal basso e coinvolgendo diverse istituzioni: il progetto pro elettriche (denominato Transformative Mobility Solutions for India) è stato appena presentato, ma è possibile che l’idea faccia definitivamente breccia a Nuova Delhi, alla ricerca di soluzioni per combattere gli alti livelli di inquinamento.  

Sostegno alle elettriche. Il documento, realizzato in collaborazione con il Rocky Mountain Institute, delinea una strategia di 15 anni articolata in tre fasi. Stando alle premesse, in India l’incentivazione di una mobilità elettrica, condivisa e connessa potrebbe tagliare il 64% del fabbisogno energetico atteso nel 2030, riducendo del 37% le emissioni di CO2. Per questo, il Niti Aayog consiglia di istituire un sistema di sconti e agevolazioni per l’acquisto di nuovi veicoli ad alta efficienza (finanziato dalla tassazione dei modelli meno green), introdurre i crediti Zev (come la California) e disincentivare i veicoli privati a combustione interna. Per i veicoli a batteria (anche a due e a tre ruote, come i risciò motorizzati), dovrebbero essere previsti incentivi fiscali specifici, in modo da renderla più redditizia per i costruttori e più conveniente per i consumatori.

La fabbrica statale. Altre raccomandazioni riguardano il massiccio impiego delle energie rinnovabili (soprattutto il solare), la necessità di avviare ulteriori iniziative non fiscali (come l’adozione di tariffe energetiche vantaggiose), l’integrazione delle elettriche nella rete (il cosiddetto V2G, vehicle-to-grid) e l’istituzione di un consorzio per la produzione di batterie, componenti e piattaforme comuni, a beneficio dei fornitori locali. Secondo il progetto, la nuova fabbrica di accumulatori dovrebbe produrre 250 megawattora di celle nel 2018, per arrivare a un gigawattora nel 2020.

Ambizioni green. Dal 2015, il governo indiano incentiva sia le elettriche sia le ibride, con l'intenzone di incrementare le vendite di veicoli green fino a 6-7 milioni di unità entro il 2020. Per il Niti Aayog, le azioni suggerite nel documento potrebbero assicurare l’obiettivo e andare ben oltre, avviando un percorso adatto a concretizzare la visione del governo centrale: quella di un mercato composto al 100% di vetture a batteria. La strada è stata già indicata dal ministro dell’Energia Piyush Goyal: “L’idea - ha spiegato il politico - è che entro il 2030 non debba essere venduta più alcuna auto a benzina o diesel”. La missione sarà particolarmente impegnativa: per lo stesso anno, e nella migliore delle ipotesi, il Niti Aayong descrive un parco circolante decisamente misto, con un sostanziale testa a testa tra le auto a batteria e quelle a combustione interna.

Redazione online