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Regno UnitoStop a diesel e benzina dal 2040: a chi piace e a chi no

 

Prima la Francia, ora - a distanza di poche settimane dalle decisioni annunciate dall'Eliseo - il Regno Unito. Adesso sono due i grandi Paesi della regione europea a voler togliere di mezzo entro il 2040 le auto dotate di solo motore a combustione interna, sia esso alimentato a benzina o a gasolio. Una notizia, quella odierna, che non ha mancato di scatenare reazioni tanto nel mondo dell'industria quanto tra esponenti politici di vari Paesi.

Parigi e Londra chiamano. Berlino risponde? Significativa, in particolare, è la posizione espressa da Oliver Wittke, esperto di trasporti della Cdu, il partito della cancelliera Angela Merkel: "Dobbiamo liberarci del motore a combustione interna sul breve termine", ha dichiarato il deputato tedesco in un'intervista radiofonica, aggiungendo che la Germania, patria di Volkswagen, Daimler e BMW non può restare indietro rispetto agli altri Paesi europei. L'idea del parlamentare è chiara: raggiungere accordi a livello comunitario, e definire con i partner anche i tempi del percorso.

Khan: "Agire immediatamente". Su posizioni ancor più nette si è schierato il sindaco laburista di Londra, Sadiq Khan: il primo cittadino, in merito al provvedimento dell'esecutivo conservatore ha parlato di un'iniziativa "timida", e della necessità di agire prima del 2040 per combattere l'inquinamento atmosferico nelle città. "Abbiamo immediatamente bisogno di un piano pubblico per la rottamazione delle auto diesel e di nuovi poteri che mettano le amministrazioni locali in condizione di ripulire l'aria".

L'industria chiede più tempo. Un punto di vista da cui non potrebbe essere più distante l'Smmt, l'associazione che rappresenta le aziende del comparto nel Regno Unito: "Potremmo indebolire il settore automobilistico britannico se non concedessimo all'industria il tempo di adeguarsi". Parole, quelle del responsabile Mike Hawes, che trovano sponda nell'intervista rilasciata oggi da Andy Palmer, ad dell'Aston Martin, al Financial Times: "Se il governo intende legiferare in questo senso, dovrà anche prevedere un sostegno, altrimenti distruggerà una parte dell'industria".