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CinaAnche Pechino valuta lo stop alle vendite di auto benzina e diesel

 

La Cina ha intenzione di seguire la strada già intrapresa da Francia o Regno Unito per bloccare la vendita di auto con motori tradizionali e favorire così il passaggio all’elettrico. Nello specifico, secondo quanto dichiarato dal vice ministro per l’industria Xin Guobin nel corso di un evento di settore a Tianjin, il governo di Pechino sta al momento lavorando con tutte le autorità direttamente o indirettamente interessate per fissare un termine preciso sia per la vendita che per la produzione di auto a benzina e diesel. 

Impatto profondo. Dettagli precisi sui nuovi programmi cinesi per spingere le Case ad accelerare lo sviluppo delle auto di nuova generazione non sono ancora emersi ma alla luce dell’ampiezza del mercato locale le conseguenze di una decisione del genere avranno un impatto di portata mondiale. Lo stesso Xin ha parlato di un “profondo impatto” sull’ambiente e sulla crescita dell’industria automotive nazionale. La Cina è già il maggior mercato automobilistico al mondo con oltre 20 milioni di veicoli venduti ogni anno e da alcuni anni è diventata anche il punto di riferimento per lo sviluppo dell’elettrico grazie a severe normative locali e nazionali e generosi incentivi. 

Prioritario ridurre l'inquinamento. I nuovi programmi, per quanto ancora ignoti, sono destinati ad accelerare la transizione verso l’elettrico delle case automobilistiche cinesi ed estere. Da tempo ormai grandi produttori come Volkswagen stanno spingendo sulle auto di nuova generazione per approfittare della spinta delle autorità di Pechino verso l’elettrico. Del resto l’obiettivo della Cina è chiaro ormai da anni: ridurre l’inquinamento ambientale, in particolare in megalopoli come Pechino, Shanghai e Shenzhen, è ormai una priorità nazionale e in tale direzione vanno gli sforzi per tagliare l’esposizione ai combustibili fossili in campo energetico per privilegiare le fonti rinnovabili. A tal proposito la promessa delle autorità centrali è chiara, ossia frenare la crescita delle emissioni inquinanti per arrivare a ridurle a partire dal 2030, un traguardo raggiungibile solo con un taglio all’inquinamento generato dal traffico automobilistico e da un apparato industriale obsoleto.

Francia apripista. La Cina è solo l’ultima grande nazione ad aderire a una crociata contro i motori a combustione interna che vede ormai una crescente partecipazione. A fine luglio è stato il Regno Unito ad annunciare il divieto di vendere auto nuove con motori a combustione interna dal 2040 in poi. La Scozia vorrebbe perfino anticipare la data ultima al 2032. La prima nazione ad annunciare programmi analoghi per ridurre l'inquinamento atmosferico è stata però la Francia due settimane prima di quanto annunciato dal governo di Londra. Altri Paesi europei, più piccoli ma già all’avanguardia nell’elettrico grazie a incentivi ed agevolazioni di vario genere come Olanda e Norvegia, puntano ad attuare il divieto già dal 2025.