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Mondiale EnduranceDominio Porsche nel Prologo al Paul Ricard

 

Venerdì e sabato si è svolto nel sud della Francia, a Le Castellet, il "Prologo" del Campionato Mondiale Endurance. I protagonisti del WEC 2016 si sono così sfidati in un test collettivo diviso in cinque sessioni, con la terza in notturna e che ha fatto da "antipasto" a quello che ci aspetta in pista questa stagione.

Porsche alla grande. Non poteva esserci inizio migliore per la squadra campione del mondo, che ha piazzato la sua 919 Hybrid in cima alle classifiche di tutte e cinque le sessioni di prova, con vantaggi anche veramente notevoli su Toyota ed Audi. Alla fine il miglior tempo lo ha ottenuto Brendon Hartley nell'ultima fase in pista, arrivando al tempo di 1'37"445, quindi ad appena due decimi dall'1'37"220 record ottenuto da Neel Jani nel 2015.

La prestazione della Porsche non ha stupito: il team campione del mondo è reduce da una tre giorni vissuta proprio al Paul Ricard e quindi non ha fatto altro che proseguire ad inanellare giri su giri, dimostrando un'affidabilità ed una costanza di passo invidiabili.

Veloci come lo scorso anno. Insomma pare che le limitazioni volute dalla FIA per la nuova stagione non abbiano portato una grande differenza, o altrimenti guardandola dall'altro punto di vista si può solo ringraziare la Federazione Mondiale per il suo intervento, altrimenti farebbe spavento pensare quanto ancora più veloci sarebbero state le LMP1 2016. Ad esempio la Toyota ha raggiunto i 340,7 km/h sul rettifilo del Mistral.

Toyota a basso carico. La Casa giapponese ha fatto un deciso passo avanti rispetto all'anno passato, quando non era in grado di sfidare le tedesche per la vittoria assoluta e doveva quindi basarsi sugli eventuali problemi delle sfidanti per poter puntare alle posizioni di vertice. La TS050 Hybrid-Hybrid si è presentata al Paul Ricard con un'aerodinamica scarica in previsione di Le Mans, come si può capire dalla impressionante velocità di punta (Audi e Toyota raggiungevano i 310 km/h), ma deve questo miglioramento anche ad una ritrovata potenza grazie al nuovo pacchetto motoristico.

Audi con qualche problema. La Casa dominatrice dell'ultimo decennio di Le Mans e del Mondiale Endurance si è sorprendentemente attestata "solo" in terza posizione, ma vanno segnalati i problemi avuti dalla R18 e-tron Quattro schierata il primo giorno, che ha costretto la squadra ad anticipare l'assemblamento della vettura #7 (che in teoria doveva essere preparata lunedì, quando la sola scuderia di Ingolstadt sarà di scena ancora al Paul Ricard) per usarla mentre si cercava di risolvere le difficoltà meccaniche riscontrate.

Rebellion imprendibile tra le LMP1 private. Velocissima sul dritto (335,4 kmh per Nicolas Prost) e con tempi all'altezza delle LMP1 ibride dell'anno passato (1'41"733 per Alexandre Imperatori), la Rebellion è stata la grande sorpresa di questa due giorni. Da quest'anno il team francese può contare sull'appoggio ufficiale della Dunlop per la quale svolge anche opera di sviluppo pneumatici ed il binomio sembra promettere bene. Infatti l'incremento nelle prestazioni è stato notevole.I due equipaggi della Rebellion alla fine hanno occupato il quinto e sesto posto assoluto, davanti alla CLM del team ByKolles, che ha schierato il solo Oliver Webb, visto che Kaffer era impegnato in Giappone con l'Audi e Simon Trummer in degenza ospedaliera per una piccola operazione programmata da tempo.

Una incognita tra le vetture GT. Misteriosa la situazione tra le Gran Turismo, visto che è chiaro che tutti si sono nascosti, girando in ogni sessione sempre più lentamente della precedente. La Ferrari è sempre stata davanti senza spingere troppo, mentre la Ford ha girato tantissimo tra le GTE PRO svolgendo però prove di routine con i suoi piloti. I tempi di tutti, quindi, sono stati poco credibili.

Ora per tutti quanti la parola passa a Silverstone: lassù nessuno dal 15 al 17 aprile potrà più nascondersi. F.C.