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24 Ore di Le MansLa vittoria è della Porsche #2

 

Terzo successo consecutivo per la Porsche alla 24 Ore di Le Mans. A tagliare per primo la bandiera a scacchi è stato l’equipaggio formato da Timo Bernhard, Earl Bamber e Brendon Hartley che hanno condotto la 919 Hybrid #2 in una clamorosa rimonta dalla 54esima posizione, dopo i problemi che nella serata di ieri avevano costretto il team a lavorare per un'ora sulla vettura. E mentre il trio cavalcava verso l’insperato successo, vedeva cadere uno a uno gli avversari. La Porsche #2, come l’acqua che – goccia a goccia – scava la roccia, è riuscita a recuperare terreno e strappare al team DC Racing una vittoria che avrebbe avuto del clamoroso. Per il team DC Racing, comunque, resta la soddisfazione del secondo posto assoluto. Il trio Jarvis, Tung e Laurent conquista l'argento alla 24 Ore di Le Mans davanti all'altra Oreca-Gibson LMP2 del team Rebellion di Piquet, Hansoon e Beche.

Le ultime ore sono state decisive. Come vi abbiamo già raccontato durante la corsa, la parte in notturna della corsa ha stravolto la gara. La Toyota ha perso entrambi i suoi due equipaggi più competitivi in un lasso di tempo di appena venti minuti. La TS050 #7 è stata costretta al ritiro a causa di un problema di natura tecnica, mentre la #9 ha accusato una foratura che ha mandato in testacoda Lapierre, alla guida in quel momento, danneggiando anche parte del retrotreno e non permettendo al pilota francese di prendere la via dei box per un tentativo di recupero. A quel punto, a prendere la leadership della gara è stata la Porsche #1 di Jani, Lotterer e Tandy. La cavalcata per la vittoria era pressoché solitaria, almeno fino alla ventesima ora di gara quando una perdita di pressione dell'olio costringe Lotterer a rallentare. Gli ingegneri gli consigliano di spegnere il motore e cercare di tornare ai box con l'elettrico, ma non è bastato e, una volta fermatosi a bordo pista, non c'è stato altro da fare che ritirare la vettura dalla competizione.

Aspirato VS ibrido. Una volta fuori anche la Porsche #1, a prendere il comando della 24 Ore è stata la DC Racing con la Oreca motorizzata Gibson. A quel punto, si concretizzava una situazione inverosimile: una vettura di LMP2 poteva giocarsi la vittoria assoluta della corsa più celebre al mondo con un prototipo di categoria inferiore e con un budget il cui rapporto ai grandi costruttori è uno a dieci: sarebbe stato uno schiaffo morale terribile. A salvare la reputazione della Porsche però ci ha pensato la 919 Hybrid #2 che, nonostante un gran distacco da recuperare (14 giri) ha sfruttato tutto il proprio potenziale per tagliare per prima il traguardo. Quando Ho Pi Tung, alla guida della Oreca del team di Jackie Chan, ha visto negli specchietti la LMP1, non ha neanche provato ad opporre resistenza, conscio dell’enorme gap prestazionale della vettura ibrida rispetto all’aspirato della sua LMP2.

GTE Pro, successo per l'Aston Martin. Lo spettacolo non è mancato nella categoria GT, dove praticamente tutti i costruttori hanno lottato per la vittoria finale, anche se Ford e Ferrari sono mancate proprio sul più bello. Alla fine l'ha spuntata l'Aston Martin Vantage dell'equipaggio Adam, Serra, Turner che ha avuto la meglio sulla Corvette guidata da Taylor, Garcia e Milner. L'unica consolazione per il marchio del Cavallino Rampante è la vittoria nella categoria GTE AM, grazie al trio Vanthoor, Smith, Stevens. D.R.

24 Ore di Le Mans – La classifica finale (Primi dieci)

1 - Bamber/Bernhard/Hartley (Porsche 919)
2 - Jarvis/Tung/Laurent/ (Oreca 07-Gibson) ad 1 giro
3 - Piquet Jr/Hansson/Beche (Oreca 07-Gibson) a 4 giri
4 - Cheng/Gommendy/Brundle (Oreca 07-Gibson) a 4 giri
5 - Panciatici/Ragues/Negrão (Alpine A470-Gibson) a 5 giri
6 - Owen/De Sadeleer/Albuquerque (Ligier JSP217-Gibson) a 6 giri
7 - Allen/Matelli/Bradley (Oreca 07-Gibson) a 7 giri
8 - Vergne/Graves/Hirschi (Oreca 07-Gibson) a 7 giri
9 - Davidson/Nakajima/ Buemi (Toyota TS050) a 9 giri
10 - Lacorte/Sernagiotto/Belicchi (Dallara P217-Gibson) a 14 giri