La "Ypsilon" di GabbanaINIZIA IL RILANCIO

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Lancisti della prima ora, tenetevi forte: sta per andare in onda uno spot televisivo che vi metterà a dura prova. Per reclamizzare il restyling della "Ypsilon", la Casa ha ingaggiato come testimonial Stefano Gabbana, lo stilista noto per le creazioni realizzate con Domenico Dolce per la griffe D&G.

La scena è scarna e suggestiva allo stesso tempo: il protagonista sta rimirando la linea di una bella "Ardea" del 1939 quando, all'improvviso, si getta sulla macchina e la scortica letteralmente, sino a far apparire sotto questo body (evidentemente falso) una fiammante "Ypsilon" ristilizzata. "Qui finiscono 100 anni", è il claim dello spot, un messaggio che serve a testimoniare il passaggio dal primo al secondo secolo di vita della Casa fondata dal grande Vincenzo Lancia nel 1906.

Lo spot (nelle immagini, la sequenza) è stato presentato durante le celebrazioni del centenario, avvenute in occasione del Festival del Cinema di Venezia, di cui la stessa Lancia è lo sponsor principale. È stato il momento per fare il punto sui destini di una marca che solo tre anni fa veniva data per spacciata e che ora ha un obiettivo di 300.000 macchine vendute a partire dal 2010, secondo quanto annunciato dal presidente del gruppo Fiat, Luca di Montezemolo.

Il target è molto ambizioso, se si pensa che attualmente la Lancia arriva a quota 120.000 e che il 65% delle immatricolazioni è dovuto a un solo modello, la "Ypsilon". Ovviamente, questo salto è legato al successo dei nuovi modelli e a Venezia, sul palco del teatro La Fenice, è stata mostrata per la prima volta la "Delta HPE", in vendita entro giugno 2008.

Ecco, in pillole, che cosa hanno detto Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat, e Olvier Francois, numero uno della Lancia.

Marchionne. "Tutto sommato, è più problematico il rilancio dell'Alfa Romeo rispetto a quello della Lancia, dato che gli investimenti sono molto più ingenti e la concorrenza è fortissima. Quando arrivai a Mirafiori molti mi parlavano dell'ipotesi di cedere il marchio Lancia, ma questo significava chiudere una grande fabbrica in Italia senza che fosse stato fatto un tentativo serio di rilancio. Ora ci stiamo provando, abbiamo in arrivo un modello che dovrebbe aggiungere 60.000 unità alle nostre vendite e dobbiamo lavorare sull'estero, moltiplicando per sei la nostra penetrazione grazie anche a nuovi mercati come la Russia, i Paesi scandinavi e il Regno Unito".

Francois. "Nonostante l'uscita dal listino della 'Lybra', nei primi otto mesi dell'anno abbiamo tenuto il livello delle 70.000 macchine immatricolate e la 'Ypsilon' si conferma la tre porte più venduta d'Italia, peraltro con un 55% di macchine bicolori. Ora siamo entusiasti della 'Delta HPE' e i concessionari l'hanno accolta con una standing ovation, cosa che non capita spesso nel mondo dell'automobile. Stiamo festeggiando alla grande questo centenario, portando nelle capitali europee una mostra viaggiante intitolata 'Lancia Tour': chiuderemo a dicembre al Mirafiori Motor Village di Torino e lì l'esposizione si trasformerà in un museo permanente della nostra marca. Stiamo lavorando con la società americana JD Powers sulla soddisfazione dei nostri clienti per capire che cosa apprezzano e che cosa invece lamentano nel rapporto con noi e presto presenteremo un programma di assistenza chiamato Vip assolutamente particolare. Naturalmente, ci dedicheremo alla nuova 'Ypsilon', che avrà un prezzo d'attacco ancora più competitivo: 10.700 euro".

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Filpower
5 settembre 2006 23.40
Ma a Olivier Francois piace così tanto D&G? Già aveva fatto scelte criticabili in Citroën con la C3 D&G quando era alla Casa francese; ora in Lancia la stessa cosa. Lancia sarebbe un marchio da promuovere con versioni di auto più maschie, non legate alla moda. E basta con il recupero di Ardea e simili, auto che non sono riferimento per nessuno: che provino con Stratos e Delta.
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Sig. Conti
6 settembre 2006 17.32
Tempo fa pensavo a Vincenzo Lancia che vedeva quello che è diventata la sua Lancia in questo centennio. Da auto nate per rivoluzionare il mercato con classe e raffinatezza, ad auto più che altro utilitarie e nate da basi già esistenti. Forse non ne sarebbe entusiasta. Ma è già tanto se Lancia riuscirà a compiere il miracolo di ricomparire sul mercato europeo con quote decenti.
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dario Moi
7 settembre 2006 10.51
Alla Fiat e alla Lancia (Olivier Francois lavorava in Citroën) non rimane altro che copiare da un marchio innovativo come Citroën.
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paps958
7 settembre 2006 15.47
Questo approccio è odioso perché fà a pugni con il DNA della Lancia. Farne un marchio modaiolo lo rende effimero e banale e ne declassa il valore. Negare il passato sportivo e tecnologico (per presunta incompatibilità con il marchio Alfa) è una bastemmia. Quanto tempo ci vorrà perché ai vari livelli del gruppo Fiat se ne rendano conto? La nuova Alfa Junior non è una sovrapposizione?
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ANDREA85
7 settembre 2006 19.56
Va bene essere fashion, ma ricordiamoci che la Lancia era e deve rimanere all'avanguardia con le tecniche e con qualche optional in più. Deve ricordarsi anche della sua anima sportivam, non sarebbe male. Iniziamo così, forse in futuro ci miglioriamo ancora di più.
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