Salone di FrancoforteNOI LO VEDIAMO COSÌ

 

Dopo più di 50 conferenze stampa, un centinaio di rivelazioni di modelli nuovi e svariati chilometri percorsi a piedi da giornalisti e operatori di settore tra gli stand di un'imponente superficie fieristica vasta 225.000 metri quadrati, si sono chiuse le due giornate stampa del Salone di Francoforte, che, dopo due giornate dedicate agli operatori del settore, apre ufficialmente pubblico sabato mattina. Siamo quindi in grado di trarre un primo bilancio.

Rivoluzioni. Macchine destinate se non a rivoluzionare il mercato, almeno a lasciarvi un segno, non sempre si vedono ai Saloni. Molti ti lasciano in bocca l'amaro sapore del già visto. Non questo, grazie soprattutto a due modelli, la Volkswagen up! e la Toyota iQ. Sì certo, sono soltanto concept car. Ma maledettamente serie. La Toyota è quasi pronta alla produzione, il modello definitivo si vedrà al Salone di Ginevra, a marzo del prossimo anno e sul mercato tra la fine del 2008 e l'inizio del 2009. E in questo stesso anno esordirà il modello di serie della Volkswagen up!. Che cos'hanno d'innovativo? La up!, lo schema, con il motore posteriore, come oggi nessun'altra utilitaria tranne Smart. E poi, la riduzione dei componenti (quindi dei costi di fabbricazione). La iQ, invece, innova nell'abitabilità: lunga solo 20 cm più di una Smart offre tre posti e mezzo e una discreta capacità di carico. Insomma, la Toyota ha fatto la "tre più uno". Battendo la Fiat (che ci aveva già pensato nel 2004, senza dare seguito all'idea).

Moda. Lo abbiamo già scritto prima dell'apertura del Salone e lo confermiamo adesso: due sport utility compatte saranno le duellanti d'elezione nel mercato delle Suv l'anno prossimo. Si tratta della Ford Kuga e della Volkswagen Tiguan, le due proposte più recenti nel vivace settore delle Suv sotto i quattro metri e mezzo, lo stesso dove oggi spopola la Nissan Qashqai. Sono i veicoli più di moda del momento. Trendy anche la BMW X6 che inaugura un nuovo filone, quello delle Suv-coupé: quattro porte, linea slanciata, lunotto inclinato, ruote alte e trazione integrale, arriverà sul mercato entro l'autunno prossimo. Altre Case, Audi in testa, sono pronte a seguirne le tracce.

Futuro. L'annuncio più eclatante l'ha dato la General Motors, affermando che metterà in produzione entro il 2010 un'auto nella classe dell'Opel Astra con motore elettrico supportato da un motore a benzina che non è collegato alla trasmissione e ha il solo scopo di ricaricare l'unità elettrica. Una scommessa estremamente seria per la GM, e anche rischiosa, essendo il progetto subordinato all'ipotesi che diventino disponibili entro un paio d'anni batterie al litio economiche e affidabili, cosa non del tutto scontata. Oggi gli ibridi, come quelli Toyota, usano batterie tradizionali al nichel-metalidruri, ingombranti, pesanti e dal rendimento limitato. La Toyota sta testando i cosiddetti ibridi plug-in, cioè ricaricabili in una qualsiasi presa di corrente. Utilizzando un pacchetto doppio di batterie della Prius, può garantire 10 km di autonomia in modalità puramente elettrica. Gli ibridi attuali ne fanno sì e no un paio. L'elettrica futura di GM ? con le eventuali batterie al litio ? ne percorrerebbe più di 50.

Leggerezza. Pare finalmente che le Case l'abbiano capito. Con lo spauracchio delle future più stringenti limitazioni alle emissioni di CO2 ventilate dall'Unione europea sullo sfondo, c'è un nuovo imperativo nei centri di ricerca, ridurre il peso delle macchine. Serpeggia a tutti i livelli, dalle supercar ? che ottengono anche il beneficio d'incrementare le prestazioni ? alle utilitarie. La Ferrari con la 430 Scuderia risparmia 100 chili rispetto al modello tradizionale, segnalando la volontà di Maranello di fare delle rosse sempre più performanti, ma anche sempre più ...verdi. Tra le piccole la campionessa dei pesi piuma è la Mazda2 (in vendita da noi dalla metà di ottobre) che guadagna anch'essa 100 chili, un risultato che, in proporzione alle dimensioni, è ancora più rimarchevole.

Roberto Lo Vecchio

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