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#ForumAutoMotiveGuida autonoma, una risposta alla piaga degli incidenti stradali

 

Sicurezza e tecnologia, due aspetti che ormai vanno di pari passo: per le Case automobilistiche, la diminuzione degli incidenti è ormai un obiettivo dichiarato, collegato allo sviluppo dei sistemi di assistenza alla guida (fino alla loro evoluzione "finale", la vettura autonoma); eppure, il percorso che porterà all'auto-robot è ancora lungo, mentre le statistiche confermano che la piaga dei sinistri stradali è lungi dall'essere sconfitta. Il tema, di stringente attualità, è stato uno degli argomenti della nuova edizione #ForumAutoMotive, tenutasi oggi a Milano presso l'Auditorium Bosch e incentrata sulle nuove frontiere della mobilità.

Strade, numeri neri. L'evento, promosso dal giornalista Pierluigi Bonora, ha messo attorno a un tavolo analisti, studiosi ed esperti del settore, tra i quali il direttore di Quattroruote Gian Luca Pellegrini. Chiara la premessa: le auto di oggi "sono molto più sicure", grazie a tecnologie e sistemi sempre più evoluti. Il problema, semmai, è la "testa" di chi le guida: il 94% degli incidenti stradali, infatti, è causato da un errore umano, in moltissimi casi dovuto alla distrazione. I dati italiani più recenti, illustrati oggi dal direttore del Servizio Polizia Stradale Giuseppe Bisogno, fanno rabbrividire: nel 2014 i morti sono stati 3.350, "decine in più rispetto al 2013"; di fatto, un'inversione di tendenza dopo dodici anni di cali costanti. Nei primi mesi del 2015 la situazione non è migliorata, con 36 decessi in più rispetto al periodo precedente. "L'obiettivo è dimezzare i morti sulle strade entro il 2020 – ha concluso Bisogno – Non ci arriveremo, siamo pessimisti". Inutile dire che tra gli indiziati principali c'è il cellulare, il cui utilizzo durante la guida risulta essere "in deciso aumento": a dirlo sono le stesse infrazioni.

Un panel di #ForumAutoMotive: al centro il direttore di Quattroruote Gian Luca Pellegrini

Una risposta high-tech. Di fronte a quella che è un autentico allarme sociale, la tecnologia rappresenta un'opportunità. "La nostra visione a lungo termine è zero incidenti grazie alla guida autonoma", ha spiegato Gabriele Allievi, ad di Bosch Italia – Ci arriveremo per gradi, ma è certo che ci saranno benefici per sicurezza e traffico". Dai sistemi come la frenata automatica di emergenza e il mantenimento della corsia, oggi ampiamente diffusi, si arriverà a veri computer su quattro ruote dotati di pilota automatico, magari attivabile a piacimento come nel caso degli aerei. Quando? Secondo Giacomo Mori, managing director di AlixPartners in Italia, la driverless car diventerà realtà "solo nei prossimi quindici o venti anni". Non tanto per il livello tecnologico richiesto, "che esiste già, quanto per il bisogno di definire il quadro normativo delle responsabilità". Volvo, Google e Mercedes-Benz hanno già spiegato che si faranno carico di tutti i difetti tecnici, ma leggi e regolamenti uniformi sono ancora lontani nel tempo. Non solo: come insegnano i 16 incidenti registrati dalle Lexus RX450h di Big G, tutti dovuti a un errore umano, bisognerà capire come far convivere driverless car e le "vecchie" vetture manuali. "La vera sfida - ha osservato Pellegrini - sarà inserire le auto a guida autonoma, tecnicamente perfette, in contesti umani imperfetti".

Il boom è in arrivo. Di certo, per l'auto high-tech si sta delineando un orizzonte piuttosto roseo. AlixPartners stima che il mercato delle vetture connesse raggiungerà un valore di 40 miliardi di euro entro il 2018, per poi crescere a ritmi del 20% ogni anno. "Il futuro dell'industria automobilistica è CASE", ha spiegato Mori, introducendo un acronimo che sentiremo spesso e che definirà una vettura "connessa, autonoma, condivisa (shared) ed elettrificata". Oggi, la batteria rappresenta lo 0,4% delle vendite totali e lo 0,1% del parco circolante, in sostanza un granello di sabbia: eppure, nel 2014 le immatricolazioni sono aumentate del 60% (grazie anche alle legislazioni ad hoc, come in Norvegia) e le previsioni parlano di crescite annuali tra il 24 e il 31%. Dalla nicchia si uscirà affrontando i limiti delle elettriche, ovvero "ricarica, autonomia e prezzi", ma di una cosa Mori è sicuro: le emissioni zero rappresentano la "soluzione definitiva" della mobilità. Per quanto riguarda l'auto condivisa, gli automobilisti possono stare tranquilli: nonostante l'innegabile boom del car sharing, la "proprietà e il piacere di guida non spariranno". D.C.