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David BowieIl marziano che amava le Mercedes

 

Poteva un marziano come David Bowie, scomparso la scorsa notte a 69 anni, essere appassionato di semplici, mortali automobili? Ebbene sì. Colui che raccontava di aver concepito uno dei dischi più importanti della storia del rock, Space Oddity (1969), anche per manifestare la sua ammirazione per la missione di Apollo 11 sulla Luna, era cultore di comuni oggetti identificati per circolare sulla banale Terra.

Big Cat. La prima della serie fu la sgangherata “Big Cat”, come veniva soprannominata affettuosamente da Bowie la Jaguar E Type 4.2 roadster del 1967, rigorosamente british racing green, che a dispetto di qualche ammaccatura di troppo (pare che il Duca Bianco non fosse proprio come Graham Hill al volante…) fu la fedele compagna dell’eclettico artista nella sua prima parte della carriera.

Mercedes & Heroes. Ma l’autore più eccentrico della storia del rock preferiva di gran lunga le Mercedes: a cominciare da una 600 Landaulet utilizzata per scorrazzare a Berlino nel periodo di registrazione di Heroes (1977), vettura che non guidava personalmente perché il suo divertimento era quello di dispensare, da vera rockstar, saluti urbi et orbi stando in piedi nella parte posteriore, a capote abbassata. Bowie guidava invece con molto piacere un’altra berlina della Stella a tre punte, la 450 SEL divenuta famosa grazie alla canzone “Always crashing in the same car” del 1977, che fa riferimento a un episodio realmente accaduto all’artista nel suo periodo cocainomane. Per vendicarsi di uno spacciatore californiano che lo aveva imbrogliato, Bowie era piombato a casa sua tamponando ripetutamente la sua vettura con la 450 SEL che, grazie ai generosi safety bumper americani, gli aveva comunque consentito di tornare a casa tranquillamente senza problemi, dopo avere ridotto la povera Cadillac del pusher in un ammasso di ferraglia.

Una Mini da artista. Nel 1999, per festeggiare i 40 anni della Mini, Bowie disegnò personalmente la livrea della sua utilitaria inglese, ovviamente pensata per scioccare, così come sono sempre state le sue scelte di vita. Completamente cromata, interni compresi, richiamava il famoso vestito indossato in scena agli inizi degli anni Settanta, quando impersonava Ziggy Stardust. E per citare proprio Space Oddity, al volante della Mini Bowie, nel corso della presentazione ufficiale alla stampa della sua creazione, aveva esclamato: “Metti in moto e che Dio sia con te!”.

Gaetano Derosa